Foggia-Spal 0-2, le pagelle: nel disastro rossonero non si salva nessuno

Si fa fatica a trovare un giocatore che meriti la sufficienza. Venitucci e Velardi gli unici ad avvicinarsi. Defrel gesto deplorevole, Frigerio e Lanzoni, una sciagura.

L'ormai ex tecnico rossonero Paolo Stringara

Foggia (4-2-3-1) Botticella 5,5; De Leidi 5 Lanzoni 4 Gigliotti 5,5 Frigerio 4 (1'st Reali 5,5); Wagner 5 Meduri 5; Velardi 5,5 (25'pt Defrel 3) Venitucci 5,5 Pompilio 4,5 (19'st Ferreira 5); Lanteri 5. A disposizione: Leo, Lacerenza, Cortesi, Marinaro. Allenatore Stringara 4

Spal (4-4-1-1) Capecchi 6,5; Ghiringhelli 6,5 Zamboni 7 (11'st Beduschi 6,5) Pambianchi 6,5 G. Rossi 6; Cosner 6,5 (41'st Canzian s.v.) Bedin 6,5 Castiglia 6 Fortunato 6,5 (28'st Taraschi 6); Agnelli 7,5; Arma 5,5. A disposizione Costantino, A. Vecchi, Migliorini, Piras. Allenatore S. Vecchi 6,5

Arbitro: Sig. Brasi di Seregno 6,5

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nessuno

PEGGIORI TODAY

Defrel 3 - Tra i migliori a Taranto, sorprende la sua esclusione iniziale. Lanciato al posto di Velardi dopo 25' con l'obbligo di colpire sulla fascia. Lui colpisce, ma con metodi leciti nel pugilato. Ha sbagliato sport.

Frigerio 4 - Il ragazzo avrà anche delle doti, ma attualmente è impresentabile. L'ostinazione con la quale Stringara decide da settimane di impiegarlo è oscura ai più. Anche oggi sbaglia tutto, la sua fascia è terra di conquiste per gli avversari.

Lanzoni 4 - Presentabile più o meno quanto Frigerio, ma almeno quest'ultimo un'alternativa ce l'ha (Reali, ndr). Con i piedi è un disastro, come difensore non fa meglio.

Pompilio 4,5 - Dov'è il cuore rossonero? Cincischia sulla sinistra senza mai abbozzare una giocata degna del suo talento tanto decantato. Sulla destra si limita a prevedibili passaggini in orizzontale. Troppo poco.

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Allenatore Stringara 4 - Quando salta una panchina le colpe non sono mai solo dell'allenatore. Lui però ha tante responsabilità, come quella di non aver saputo risollevare la squadra dopo il pesante Ko di Avellino, che è stato l'inizio del crollo verticale dei suoi. In sette mesi nessun segno di continuità. L'unica costanza la manifesta nell'incostanza, come testimoniano le tante formazioni schierate e i tanti uomini avvicendati. Tante scelte adottate e sconfessate dopo poco. La scelta di puntare oggi su un improvvisato ed avventato 4-2-3-1 è l'ennesima riprova. Lascia al suo predecessore-successore Bonacina, una squadra a pezzi, con il morale sotto i tacchi, e sotto il naso le flatulenze di una zona playout non più così lontana.

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