Focus sul Perugia, il monito di Grassadonia: “Puntiamo a fare 6 punti, senza pensare a tutto il resto”

A due giorni dalla sfida di lunedì sera il tecnico rossonero lancia un messaggio alla squadra: “Non sprechiamo energie pensando ai calcoli o alle situazioni delle altre società (Palermo, ndr)”

Gianluca Grassadonia (Ph. R. D'Agostino)

Tre giorni sono passati dalla vittoria con la Salernitana, il tempo di scaricare le fatiche e di rimettersi subito in carreggiate. Tra due giorni lo Zaccheria riaprirà i cancelli, il terreno di gioco sarà di nuovo calpestato e ospiterà i rotolamenti di una sfera. C’è una piazza che spera di vederla varcare la linea della porta avversaria e gonfiare la rete. Non importa quante volte, purché sia almeno una in più rispetto al Perugia. Una squadra in difficoltà, come la Salernitana, ma con un risultato prestigioso da poter raggiungere. Ecco perché la squadra dell’ex “ministro della difesa” Alessandro Nesta, non verrà di certo allo Zaccheria per interpretare il ruolo di sparring partner. Di contro ci sarà un Foggia con il morale una tacca più su dopo la vittoria del primo maggio, che per il tecnico Grassadonia è stata voluta e meritata, e che in qualche maniera restituisce ai calciatori quello che, per una serie di ragioni, non sono riusciti a ottenere nelle precedenti occasioni: “È da quando sono tornato che la squadra merita di vincere, ci sta mettendo tutto quello che ha. È stata una vittoria necessaria, ci tiene in corsa per l’obiettivo dei playout. Certo, ci sono stati degli errori evitabili, come quando abbiamo rischiato di riaprire una gara senza storia, ma ci prendiamo questi tre punti e andiamo avanti”.

Contano i tre punti, col Perugia, ai quali andranno sommati gli altri tre di Verona. L’obiettivo da perseguire è quello, senza se e senza ma, ma soprattutto senza pensare di poter costruire il proprio destino affidandosi agli altri. E infatti il tecnico non pensa ai calcoli: “La squadra si allenerà oggi alle 17.30, dopo le partite (alle ore 15 oggi giocherà il Venezia, ndr), perché ho voluto evitare che qualcuno si potesse allenare con il telefonino in tasca. A noi di quello che accade agli altri non deve interessare, aggrapparci a quello che sarebbe potuto essere e non è stato, ci porta solo a sprecare ulteriori energie che invece dobbiamo destinare esclusivamente al campo”.

Contro il Perugia ci si aspetta un atteggiamento battagliero come quello vistosi sin dal primo minuto della sfida con la Salernitana, ma il tecnico non è d’accordo con chi pensa che a Cremona la squadra non sia stata altrettanto cattiva: “Abbiamo fatto un buon primo tempo con il 58% di possesso di palla, abbiamo avuto diverse situazioni da fuori area e la loro prima occasione pulita si è avuta al 45’ del primo tempo peraltro su errore nostro. Nel secondo tempo abbiamo avuto l’atteggiamento giusto, stavamo per portare a casa un punto prezioso. Voi che non avete giocato a calcio non riuscite a cogliere certe situazioni: giocavamo contro una squadra in piena striscia positiva, noi eravamo reduci da una partita clamorosa con il Livorno, certe situazioni mentali sono difficili da gestire e da comprendere per chi non pratica questo sport. Perché ti tolgono energie e sicurezza. E l’aspetto psicologico è il motore essenziale per far partire tutto”.

Lunedì non ci sarà Kragl, cui costa caro l’ingenua ammonizione beccata nel finale di gara contro i campani: “Olli è il primo a essere rammaricato. In serata mi ha scritto un messaggio in cui era espressa tutta la sua delusione e rabbia, ma durante la partita c’è la trance agonistica e una tensione spaventosa, ma questo perché la squadra ci tiene”. Non disdegna una stilettata ai produttori di voci: “Foggia è una piazza dove la cultura del sospetto la fa da padrona, ed è un aspetto che andrebbe eliminato. Perché è controproducente, si alimentano voci assurde e ridicole che vanno a discapito della serenità dei calciatori. Io dico sempre ai ragazzi di non leggere, di non seguire i leoni da tastiera, quello che dicono li porterebbero fuori strada. Invece la squadra deve mantenere compattezza e serenità e continuare a lavorare”.

Resta il problema del sostituto di Kragl. Al di là delle qualità balistiche del tedesco, in rosa manca un vero quinto di centrocampo mancino. Le opzioni restano due: l’avanzamento di Ranieri o l’ennesimo spostamento del jolly Cicerelli: “Stiamo valutando più di una situazione. Giovedì la squadra ha avuto bisogno di staccare un po’ la spina, ieri abbiamo fatto lavoro di scarico e oggi cominceremo a preparare la partita. Ci sono diverse opzioni, cercheremo di prendere la scelta migliore”.

Con la Salernitana il Foggia ha scoperto un nuovo rigorista, ma la scelta di far calciare Greco non è stata il frutto di una indicazione dalla panchina: “Se fossi andato da Mazzeo per chiedergli se se la sentisse di calciare un eventuale rigore, lo avrei messo in difficoltà. Lo stesso vale per Iemmello. Loro due sono i rigoristi, e loro hanno scelto. Con spirito di squadra si sono confrontati e ha calciato Greco”.

Poi un pensiero al Perugia: “Si tratta di una squadra in corsa per i playoff, che si è espressa meglio fuori. Fa un calcio organizzato, ha buonissime individualità soprattutto in attacco. Ma anche noi abbiamo ritrovato identità e concetti, sarà una gara decisiva e i ragazzi risponderanno presente”. E a chi gli chiede della mancanza di contemporaneità nelle ultime due giornate risponde: “Di giusto e logico in questa stagione c’è stato ben poco. Ma aggrappandoci a queste situazioni ci porterebbe solo a sprecare fiato e ulteriori energie. La mia squadra per i terremoti che ha dovuto sopportare, se si perdesse dietro a quello che accade alle altre (riferimento è ai problemi del Palermo), sprecherebbe altre energie. Noi dobbiamo fare sei punti, conta solo quello”.

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