Gioia Foggia, Gerbo e Mazzeo stendono il Perugia: lo ‘Zac’ finalmente festeggia

Diciannove anni e mezzo dopo i rossoneri ritrovano la vittoria davanti al proprio pubblico. Apre Gerbo al 13’ con un pregevole diagonale. Raddoppia Mazzeo, prima del gol su rigore di Di Carmine.

Un urlo di liberazione, gaudio e sollievo. Per la sofferenza di una vittoria tanto dura quanto bella. Per un’attesa di oltre 19 anni che finalmente ha trovato il suo epilogo. Il Foggia vince, lo fa contro un Perugia mai domo, e dal tasso tecnico notevole. Ecco perché Giunti non dovrà disperarsi troppo per il terzo k.o. consecutivo. Può finalmente esultare Stroppa, per la prova di forza e cuore, gettato in campo soprattutto nei minuti finali. Un Foggia che ha imparato a soffrire stavolta concedere regali. E il “Vi vogliamo così” della ‘Nord’ è segno che sugli spalti la gente ha apprezzato l’atteggiamento prima ancora che il risultato. 

Gli highlights della vittoria contro il Perugia

CAMBIAMENTI – Che non sarebbe scesa in campo la stessa squadra di Empoli se lo attendevano un po’ tutti. Eppure Stroppa riesce ancora a sorprendere. Fuori Rubin, dentro Gerbo, con Loiacono che scollina sul versante mancino. E poi c’è Beretta largo (a volte un po’ troppo) a sinistra a completare il tridente con Mazzeo e Chiricò. Giunti risolve il ballottaggio tra Belmonte e Bandinelli nella maniera più salomonica possibile, ovvero inserendoli entrambi. Il difensore si piazza a sinistra, a protezione proprio dell’ex Latina che sfila la maglia da titolare a Bianco. In avanti ecco il tridente terribile con Falco tra le linee, un po’ fantasista, un po’ falso nove quando Di Carmine e Han si spostano sulle corsie per allargare le maglie difensive del Foggia. E’ una partita tirata, in cui si palesano le buone intenzioni di entrambe le squadre e anche le rispettive criticità. Contrariamente a quanto visto le volte precedenti, il Foggia si trova di fronte una squadra meno passiva, che alza almeno quattro giocatori per aggredire i portatori di palla del Foggia sin dal primo palleggio. Normale che la squadra rossonera faccia fatica a far partire l’azione dal basso. Anche perché, a sinistra non c’è un terzino di spinta puro, ma uno stopper adattato, peraltro costretto a giocare sul piede più debole. La soluzione è velocizzare il fraseggio, e quando gli riesce, il Foggia sa far male. Beretta dà fisicità a un attacco stavolta anche ben supportato dagli inserimenti delle mezzali e di un Gerbo piuttosto ispirato. Proprio nella prima vera azione in cui il Foggia riesce a eludere il pressing umbro, arriva il gol, con una autentica sinfonia. E’ Gerbo a concludere a rete, al termine di una splendida cavalcata con diagonale imprendibile per Rosati. L’equilibrio non si spezza, tuttavia. Perché il Perugia prosegue a recitare il proprio spartito, ma presta il fianco alle ripartenze degli avversari. Ai satanelli basta spesso un semplice lancio lungo per mettere a disagio la retroguardia dei grifoni. Come quando Vacca pesca l’inserimento centrale di Mazzeo, che con dolcezza scavalca Rosati e deposita in rete. Quinto gol in campionato, mica male per uno che per molti non avrebbe dovuto giocare in B. Il secondo gol autorizzerebbe ad assumere un atteggiamento più tranquillo: ma questo vale per una squadra normale, non per il Foggia, anche oggi in vena di concedere regali. Detto fatto, Deli pasticcia su un pallone banale, regalando una rimessa che porta Han in area, finta e furba ricerca dell’aggancio di Coletti. Per l’arbitro è rigore, Di Carmine non sbaglia. 

Le immagini di Roberto D'Agostino

SECONDO TEMPO – La prima mossa di Giunti non è una correzione, ma una scelta obbligata. Fuori Rosati e dentro il vice Nocchi. Il tema tattico resta immutato, il Foggia la potrebbe chiudere se solo fosse un po’ più cinica. Clamorosa l’occasione in cui Beretta tarda nel servire Mazzeo davanti alla porta. Ingenuità che si possono pagare. Stroppa lancia Fedato piazzandolo sulla destra al posto di Chiricò, senza rinunciare alla fisicità di Beretta, mentre il vice di Giunti (espulso per proteste nel primo tempo), alza i centimetri del reparto avanzato affidandosi a Cerri per un opaco Falco. Fedele e Calderini le risposte finali di Stroppa, anche a causa dell’infortunio di Mazzeo, che porta l’ex Fondi a sinistra e Beretta a fare la punta. Il Foggia si trova per la prima volta a interpretare un ruolo diverso, quello della squadra che si difende e poi riparte. Le occasioni per chiudere il conto non mancherebbero, ma Fedato prima e soprattutto Calderini poi sciupano malamente le occasioni che avrebbero scongiurato un finale al cardiopalma. La traversa di Terrani grazia Guarna è il segnale che, per una volta, la dea bendata non vuole infierire contro i rossoneri. Vince, finalmente, il Foggia. Dopo 19 anni e mezzo di attesa. E’ giusto così.

Le pagelle dei rossoneri 

FOGGIA (4-3-3) Guarna; Gerbo, Camporese, Coletti, Loiacono; Agazzi, Vacca, Deli (23’st Fedele); Chiricò (12’st Fedato), Mazzeo (27’st Calderini), Beretta. A disposizione: Pelizzoli, Lodesani, Martinelli, Rubin, Floriano, Celli, Ramè, Tarolli. All. Stroppa

PERUGIA (4-3-1-2) Rosati (1’st Nocchi); Zanon, Volta, Monaco, Belmonte; Brighi, Colombatto, Bandinelli; Falco (22’st Cerri); Han, Di Carmine (34’st Terrani). A disposizione: Santopadre, Coccolo, Casale, Choe Song, Emmanuello, Mustacchio, Buonaiuto, Bianco. All. Giunti

Arbitro: Di Paolo di Avezzano. Assistenti: Soricaro e Raspollini. Quarto uomo: Guida

Marcatori: 13’pt Gerbo (F), 28’pt Mazzeo (F), 46’pt rig. Di Carmine (P)

Ammoniti: Vacca (F), Coletti (F), Bandinelli (P), Loiacono (F), Monaco (P), Agazzi (F)  

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