Angelo show. Il Foggia prima soffre, poi dilaga. Poker alla Lupa Castelli

Angelo la sblocca con un gol capolavoro dopo sei minuti. I rossoneri non la chiudono e nel finale di tempo subiscono il pari su rigore che costa l'espulsione di Narciso. Nella ripresa Chiricò riporta avanti i satanelli. Il bis di Angelo e il rigore di Sarno chiudono il match

I giocatori festeggiano Angelo, dopo il suo secondo gol (ph. Roberto D'Agostino)

Si soffre e si festeggia. Angelo mattatore con una doppietta che stempera le polemiche, rilancia il Foggia, che torna a -2 dalla classifica. Chiariamo subito: non è un 4-1 alla Lupa Castelli che può certificare la guarigione del Foggia. Saranno le due trasferte di Andria e Messina a dire se questa squadra può ancora insidiare i lanciatissimi Lecce e Benevento. Della gara di oggi, oltre al risultato, si può salvare il carattere della squadra, capace comunque di segnare tre reti in inferiorità numerica. Ma certe leggerezze viste soprattutto nel primo tempo si dovrebbero evitare. Una vittoria che consolida la posizione di De Zerbi, la cui panchina avrà cigolato per oltre un tempo, soprattutto dopo l'incredibile finale del primo tempo, chiusosi in parità e con i rossoneri sotto di un uomo. 

LE PAGELLE

PRIMO TEMPO - Ancora una volta il minuto 41. Si può partire da qui, dal quintultimo minuto del primo tempo, letale con il Matera, e determinante anche con la Lupa Castelli. Narciso atterra in area Gurma e si fa espellere, Morbidelli segna e pareggia i conti, ristabilendo la situazione in una gara giocata che sembrava in totale controllo da parte dei rossoneri. Il primo sigillo di Angelo, con una bordata dalla distanza finita sotto il sette di Gobbo Secco, aveva sbloccato la partita dopo pochi minuti, in un primo tempo caratterizzato dalle interruzioni di gioco (tante), dai gol annullati a Iemmello (due), e dalle numerose situazioni potenzialmente letali e puntualmente non sfruttare dai rossoneri. Un Foggia non trascendentale, ma comunque padrone del campo con una Lupa Castelli che ancora una volta conferma il perché dei soli 8 punti finora conquistati. Gioco che si sviluppa bene sulle corsie, dove Angelo e Di Chiara hanno spesso spazio per appoggiare i tre d’attacco. Soprattutto a sinistra i rossoneri riescono a penetrare con una certa facilità. Eppure il punteggio alla fine della prima frazione recita 1-1. Sorprendente ma fino a un certo punto, perché lo Zaccheria non è più fortino invalicabile, ma più terra di conquiste, dove all’avversario basta sfruttare un’occasione per trovare il gol, dopo un primo tempo a senso unico.

SECONDO TEMPO – Il nervosismo è tangibile, e non aiutano a rasserenare gli animi alcune scelte del direttore di gara. Il Foggia resta padrone del campo, nonostante l’inferiorità numerica. De Zerbi decide di provare a giocarsela sulle fasce: si spiega in tal senso la scelta di togliere Vacca – peraltro debilitato da un violento colpo al naso rimediato nel primo tempo – per inserire Chiricò. L’esterno ex Prato si piazza a sinistra, da ala pura, per dar sostegno alla spinta di Di Chiara. Scelta che paga, perché Chiricò entra subito bene in partita: le prime due serpentine portano a due interessanti cross non raccolti da Iemmello. La terza azione, è un invito allo scambio con il “Re”, che va via a due avversari si porta la palla sul fondo e scarica per Chiricò che non può sbagliare. Foggia avanti e Zaccheria che tira un sospiro di sollievo. Anche perché poi il Foggia non commette l’errore di rilassarsi, ma va alla ricerca del terzo gol, e lo trova ancora con Angelo. Un’altra bordata dalla distanza che si pianta sotto il sette, con buona pace di Gobbo Secco, che poi verrà espulso per doppi ammonizione, dopo aver affossato Angelo lanciato verso la porta e verso una clamorosa tripletta. Sarno stavolta non sbaglia il rigore, e firma il poker. 4-1 e tre punti vitali, che riaccorciano la classifica dopo il pareggio del Benevento. La vetta ritorna a due lunghezze, ma ora servirà il miglior Foggia per affrontare le due trasferte di Andria e Messina.

FOGGIA (4-3-3) Narciso; Angelo, Loiacono, Gigliotti, Di Chiara; Agnelli, Vacca (10’st Chiricò), Gerbo; Sarno, Iemmello (40’st Lanzaro), Arcidiacono (42’pt Micale). A disposizione: Agostinone, Coletti, Quinto, Lodesani, Floriano, Riverola, Lauriola, De Gennaro. All. De Zerbi

LUPA CASTELLI ROMANI (3-5-2) Gobbo Secco; Di Bella, Aquaro, Anderson; Ricamato, Maiorano, Prutsch, Scicchitano (30’st Kosovan), Cara; Gurma, Morbidelli (25’st Roberti). A disposizione: Tassi, Falasca, Proietti, Rossetti, Sporkslede. All. Palazzi

Arbitro: Capone di Palermo

Marcatori: 6’pt Angelo (F), 43’pt rig. Morbidelli (L), 16’st Chiricò (F), 22’st Angelo (F), 49’st rig. Sarno (F)

Ammoniti: Di Bella (L), Gerbo (F), Vacca (F), Gobbo Secco (L), Carta (L)

Note: 41’pt espulso Narciso (F) per interruzione di chiara occasione da gol, 47’st Gobbo Secco (L) per doppia ammonizione

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