Foggia Calcio: dalla cessione delle quote all'iscrizione, il futuro dei rossoneri resta un'incognita

Pochi giorni per conoscere l'esito della trattativa in corso. Bocche cucite sul nome degli acquirenti, ma si avvicina la scadenza dei termini per l'iscrizione al campionato. E i tifosi cominciano a preoccuparsi

Franco e Fedele Sannella

Sette anni sono tanti e pochi. Dipende dalla percezione, dettata a sua volta da certi contesti. Sette anni fa la Foggia calcistica viveva uno dei periodi più bui della sua storia. Il Foggia targato Casillo 2.0 si avviava mestamente verso la mancata iscrizione al campionato di Lega Pro, e solo l'intervento di Davide Pelusi scongiurò la sparizione totale dei rossoneri dalla geografia calcistica. Il Foggia sarebbe ripartito dalla Serie D. Quel che accadde dopo (finale playoff persa con il Matera, ripescaggio in seconda divisione, promozione in prima, il biennio di De Zerbi con la Coppa Italia di Lega Pro vinta e la finale di playoff persa, la promozione in B con Stroppa e i due successivi anni nella cadetteria) è storia nota. Sette anni non sono molti, ma sono tanti per tutto quello che è accaduto. La Foggia calcistica, dopo una rovinosissima caduta, si è rialzata e lentamente ha ripreso a correre. Eppure, negli ultimi mesi sembra aver perso di nuovo l'orientamento, avvicinandosi pericolosamente al burrone. 

Sì, perché a sei giorni dal termine ultimo per il completamente dell'iter per l'iscrizione al campionato di serie C, il più inquietante dei silenzi avvolge gli uffici di via Gioberti. Il futuro del Foggia è ignoto ai più, forse anche alla stessa società, alle prese - in questi giorni - con le trattative per la cessione di quote (di maggioranza, se non totali) a un gruppo imprenditoriale del tutto sconosciuto. Quel che è trapelato negli ultimi giorni è solo il nome dello studio Tonucci & Partners quale intermediario della trattativa, caratterizzata da numerosi incontri avvenuti a Roma. Tutto il resto, soprattutto per via della clausola di riservatezza sullo stato della trattativa, è solo un campionario di ipotesi, più o meno attendibili: dall'origine dei potenziali acquirenti la cui nazionalità è cambiata più di una volta (dagli americani ai francesi, passando per italiani del sud e del nord) alle cifre dell'operazione (possibile passaggio di quote a zero, con la nuova proprietà che si accollerebbe tutte le spese di gestione). 

Al di là dell'esito, è chiaro che questa sarà la settimana cruciale. Anche perché, com'è noto, entro il 24 giugno bisognerà completare l'iscrizione al campionato, pagando le ultime due mensilità ai tesserati e producendo la fideiussione di 350mila euro. Con il passaggio delle quote perfezionato in tempo, non ci sarà alcun problema. Viceversa...
Sì, perché che la famiglia Sannella non voglia più proseguire, è ormai un dato acclarato. Ecco perché tra i tifosi serpeggia il timore di rivivere quei giorni di sette anni fa. Angoscia e timori che le bocche cucite e i 'no comment' non contribuiscono a stemperare. 

LE ALTRE SOCIETÀ - Una eventuale mancata iscrizione del Foggia avrebbe il sapore della beffa. Sia perché il Tar dovrà ancora pronunciarsi sul ricorso dei rossoneri, in merito all'annullamento dei playoff deliberato dal Consiglio Direttivo il 13 marzo scorso, sia perché sono diversi i club cadetti ad avere più di un problema. 
In primis c'è da monitorare la situazione del Palermo, che entro il 24 giugno dovrà trovare 10 milioni di euro tra stipendi e debiti con il fisco. Senza contare gli altri 20 milioni di debito che l'Arkus Network (gruppo imprenditoriale che ha acquisito le quote di maggioranza da Zamparini) ha ereditato dalla precedente gestione e che dovrà estinguere entro fine mese. 
Anche il Chievo deve fare i conti con una massa debitoria consistente, tanto da indurre il presidente Campedelli a chiedere l'anticipo del famoso paracadute. C'è poi il Trapani, vincitore dei playoff di serie C, nonostante i calciatori avessero già messo in mora la società. Il passaggio di quote dall'attuale patron De Simone all'imprenditore Giorgio Heller, è tutt'altro che formalizzato. E quindi anche la situazione dei siciliani è tutta da decifrare. Lo stesso Pordenone rischia di vedere trasformato il sogno della prima promozione in B, nell'incubo di una mancata iscrizione. 
Mentre decine di punti interrogativi si affastellano, a Venezia c'è chi spera nella permanenza in B, dopo i playout persi con la Salernitana. Anche perché, in caso di mancata iscrizione di un club, secondo quanto stabilito dal Consiglio Federale, si procederà con la riammissione delle squadre retrocesse dalla B, e quindi - in ordine di classifica - Venezia, Foggia, Padova e Carpi. 

MERCATO E PROGRAMMAZIONE - Solo dopo aver chiarito definitivamente il futuro societario, si potrà cominciare a programmare la stagione. Auspicando un esito favorevole delle trattative, quel che appare certo è la mancata conferma di Gianluca Grassadonia sulla panchina rossonera. Il contratto del tecnico, però, scade nel 2020. E sono molti i contratti pluriennali (e piuttosto onerosi) dai quali la società dovrà liberarsi, per abbassare il monte ingaggi. Le incognite sul futuro impediranno, inoltre, il riscatto di alcuni giocatori in prestito. E se per Iemmello e Galano non c'è mai stata una reale possibilità di ingaggio a titolo definitivo (anche per le deludentissime prestazioni), il mancato riscatto del portiere Nicola Leali (diritto fissato a 400mila euro) ha il sapore dell'opportunità mancata, anche solo per la prospettiva di mettere a segno una robusta plusvalenza. Lontano da Foggia sarà sicuramente il futuro dei giocatori con maggiore mercato: Kragl, Deli e Gerbo saluteranno. Sul primo ci sarebbe l'interessamento del Palermo (problemi economici permettendo). Le due mezzali piacciono a molti club di serie B e (nel caso di Deli) serie A. Su Gerbo potrebbero farci un pensierino il Crotone di Stroppa e il Benevento, specie se sulla panchina delle 'streghe' dovesse sedere Pippo Inzaghi, che già cercò di ingaggiare il jolly rossonero quando era alla guida del Venezia. Avrà mercato anche Michele Camporese, una volta ristabilitosi completamente dal problema al ginocchio. Come lui anche Denis Tonucci, che potrebbe restare in B. In bilico anche le posizioni di Busellato e Chiaretti, "imprigionati" però da un contratto di altri due anni e a cifre notevoli. Rientreranno alla base Nicastro e Bizzarri. Per quest'ultimo è pressoché certa la risoluzione anticipata del contratto, mentre l'attaccante nisseno non sarebbe da escludere una permanenza in serie C. Da decifrare la posizione di Francesco Fedato, fresco di promozione col Trapani. I problemi societari escludono l'ipotesi di un riscatto. Sembra esserci più di una possibilità, invece, per il riscatto (200mila euro la cifra pattuita) di Matteo Fedele, da parte dell'Universitatea Craiova. Greco, Agnelli, Zambelli e Mazzeo, rappresenteranno la vecchia guardia dalla quale ripartire in terza serie. 

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