Il nuovo Foggia tra Di Matteo e Felleca (che si gioca la carta Pelusi), ma Landella prende tempo: "C'è bisogno di altre verifiche"

Domani si decide. Testa a testa tra le due compagini, che partono alla pari. Ma la commissione presieduta dal Primo cittadino vuole ponderare bene e fare ulteriori valutazioni. Out Follieri che non è riuscito a fornire le garanzie finanziarie richieste

Sarà un testa a testa tra Di Matteo e Felleca. A una delle rispettive compagini il sindaco Franco Landella affiderà il compito di costruire il nuovo Foggia. Ma bisognerà attendere fino a domani. Chi si aspettava la fumata bianca già nella serata di oggi è rimasto deluso. Il lunghissimo summit, terminato intorno alle 21.30, alla presenza degli ex dirigenti rossoneri Peppino Pavone e Gianni Pirazzini, dell’ex attaccante del Foggia Carlo Ricchetti, del dirigente comunale Carlo Di Cesare, dell’ex assessore Carlo Dicesare, del capogabinetto Angelo Mansella e di Silvio Fuiano, non ha portato a una decisione definitiva.

Ma qualche novità comunque è emersa: a partire dalla uscita di scena definitiva di Raffaello Follieri, per il quale si erano rese necessarie delle verifiche finanziarie che evidentemente non hanno portato a risultati concreti e positivi: “Non sono arrivate le necessarie rassicurazioni, il che ha indotto la commissione a non prendere in considerazione la sua offerta”, ha spiegato il sindaco Landella al termine dell’incontro.

Il rinvio servirà a sciogliere le ultime riserve e a chiarire gli ultimi dubbi sulla scelta finale. Che non sarà affatto semplice, anche perché – come ha commentato con una punta di amarezza il primo cittadino – la certezza totale sulla bontà del gruppo che prevarrà non può esserci, alla luce di quanto accaduto nel passato più recente. “Come ha detto Peppino Pavone, dobbiamo fare la scelta meno generosa. Ci prendiamo un altro po’ di tempo, per porci al riparo”, ha continuato Landella.

Una seconda novità è rappresentata dal ritorno di Davide Pelusi. Il manager foggiano, trapiantato a Milano, che già nel 2012 salvò il calcio a Foggia garantendone l’iscrizione al campionato di Serie D, entrerebbe a far parte, con una quota di minoranza, della compagine capeggiata da Roberto Felleca, assumendo la carica di Amministratore Delegato. Una mossa a sorpresa che potrebbe anche portare nuovi ingressi societari, o sponsorizzazioni provenienti dal nord, sfruttando i buoni uffici dello stesso Pelusi. Chissà.

Per il resto, si è registrata l’integrazione da parte di Di Matteo, che ha versato la parte mancante dei 500mila euro (allegata alla busta c’era un assegno di 436mila euro, ndr), mentre per Felleca si attende domani l’assegno circolare garantito da Banca Intesa. Quel che è certo è che domani arriverà la scelta finale. Ma a oggi le due compagini partono alla pari: “Abbiamo preso tempo, tutto dipenderà dalle informazioni che ci giungeranno dai tecnici finanziari ai quali abbiamo affidato la valutazione dei gruppi e dei singoli soggetti”. Per dirla in parole spicce, non sarà sufficiente avere i soldi, ma bisognerà anche dimostrarne la provenienza. Il caso Curci insegna.

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