Il Foggia rischia di perdere anche i giovani talenti. Di Toro: "Sarebbe un peccato. Il mio futuro? Torno a fare il ds"

L'allarme dell'ormai ex responsabile del settore giovanile. Tanti talenti della Primavera, che farebbero comodo per il campionato di Serie D in cui c'è l'obbligo di schierare quattro under, potrebbero svincolarsi a breve. Tutto dipende dalla nuova società. "Per il futuro voglio tornare a fare il direttore sportivo. Avrei voluto che si creasse un movimento duraturo, ma ciò non è avvenuto"

Elio Di Toro

Matteo Arena, Davide Di Stasio, Bruno Cascione, Emanuele Amabile, Antonio de Cristofaro, Lorenzo Cavallini, Simone Pio Sarri, sono alcuni dei giovani della Primavera del Foggia che a breve rischiano seriamente di prendere un’altra strada.

Talenti che hanno avuto modo di farsi apprezzare con la formazione allenata da Gaetano Pavone, o nelle squadre in cui hanno militato in prestito. Alcuni hanno fatto presenza quasi fissa nella lunga panchina della prima squadra.

Merito del buon lavoro di Pavone in combo con Elio Di Toro, malgrado l’assenza di strutture ove allenarsi e di un campo dove giocare (problema, quest’ultimo, risolto con la concessione del campo Figc rimesso a nuovo da privati, ndr). Un lavoro che, però, rischia seriamente di andare in fumo, se la nuova società non dovesse trattenerli. Un bello spreco, anche per le stringenti regole del campionato di Serie D che impone alle società di schierare in campo quattro giocatori under. Regola che dovrebbe favorire lo sviluppo dei giovani, ma che si rivela anche una zavorra per quei club sprovvisti di un settore giovanile ben strutturato e costretti a setacciare i vivai altrui per trovare elementi da inserire in prima squadra, col rischio anche di non trovare elementi all’altezza.

Per il Foggia che verrà questo “problema” sarebbe facilmente risolvibile grazie ai succitati nomi, alcuni dei quali – differenza di altri under a corto di esperienza – possono vantare presenze in prima squadra (come Amabile, Cascione e De Cristofaro, la scorsa stagione in prestito al Cerignola, ndr). Perderli, sarebbe deleterio sia dal punto di vista economico che tecnico.

Il tempo stringe, i calciatori si svincoleranno non appena la Figc decreterà ufficialmente l'esclusione del Foggia dai campionati professionistici: "Intanto, con la mancata iscrizione, perdiamo il diritto di tesseramento per alcuni ragazzi nati nel 2000, che avremmo potuto esercitare entro il 15 luglio", fa presente a FoggiaToday Elio Di Toro. 

Un lavoro di due anni il suo, vissuto non senza difficoltà, come accade sempre quando si parte da zero. Perché con la promozione in serie B il Foggia ha dovuto ricostruire daccapo il proprio settore giovanile. E la mancanza di strutture non ha certo aiutato in tal senso: "Ci siamo dovuti organizzare, soprattutto il primo anno trascorso in Provincia, tra i campi di Lucera, Ordona e Apricena (dove giocava la Primavera). Quest'anno siamo riusciti a sistemare la Primavera presso il campo Figc (ristrutturato da privati, ndr) attraverso un accordo di locazione, mentre per le altre formazioni abbiamo utilizzato i campi di Lucera e del 'Sacro Cuore'". 

Per provare a risolvere l'atavico problema dell'assenza di strutture, all'interno del bando pubblicato per raccogliere le manifestazioni di interesse, il sindaco Landella ha concesso la disponibilità del Campo degli Ulivi: "È un punto di partenza anche se quel campo va riqualificato, ma per un'attività del genere servono più campi. È un punto di partenza positivo se apre la strada a qualcosa di solido e duraturo". 

In quattro anni di gestione Sannella, però, la situazione per la prima squadra e per il settore giovanile è rimasta sempre precaria: "Però, dopo il mio arrivo, con Fedele Sannella valutammo dei luoghi, visionammo delle strutture, alcune già in essere, ma tutte le vicende extracalcistiche hanno finito per deviare l'attenzione. Ed è mancata la continuità nel perseguire questa idea, ma la volontà c'era". 

Per l'ex centrocampista dell'indimenticato Foggia di Pasquale Marino, l'incarico come responsabile del settore giovanile è giunto al capolinea: "Ho ben chiaro quello che è il mio futuro. Due anni fa accettai la proposta perché c'era bisogno di dare un segno di cambiamento, favorire lo sviluppo del settore giovanile in un contesto come la B, dove mancavamo da anni. E questo ha comportato una serie di sforzi notevoli. Sinceramente adesso vorrei scegliere il miglior percorso per me stesso, riprendendo quello che ho sempre fatto, ovvero il diesse. L'incarico nel settore giovanile l'ho accettato per l'amore che provo per questa città, che mi ha adottato, e con la quale c'è un legame che va oltre il semplice ambito sportivo. Mi sarebbe piaciuto che crescesse un tipo di mentalità, che si creasse un movimento duraturo, ciò purtroppo non è accaduto. Ma ora voglio riprendere a fare il direttore sportivo".

Magari proprio a Foggia? "La D l'ho fatta già per quattro anni. Non dipende da me, ma da chi subentrerà. Di certo io per Foggia e per il Foggia ci sarò sempre". 

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