Ecco Ngawa, Greco e Leali: "Il nostro contributo per la salvezza. Questa è una grande piazza"

Presentati tre dei sette acquisti ufficializzati nel mercato di gennaio. Greco: "Conterà l'atteggiamento da parte di tutti". Leali: "Non temo le pressioni". Ngawa: "Venire qui la scelta giusta"

Da sinistra, Ngawa, Leali, Fares e Greco

Sono i primi tre a mostrarsi con le nuove divise. Uno dei tre (Greco), per la verità, con quella maglia si è già esibito nei primi sei mesi del 2018, nonché nell'infausta gara interna col Crotone. Per gli altri due, è la prima volta.

Il Foggia presenta Leali, Greco e Ngawa, tre dei sette acquisti di questa tornata invernale. Per gli altri ci sarà tempo. E' il presidente Fares a dar loro il benvenuto, ma prima ci tiene a fare una precisazione: "Non c'è nessuna cessione di quote da parte dei Sannella, né sono in programma annunci tramite conferenza stampa". Nessun disimpegno dei Sannella, dunque. E ce n'è anche per chi nei giorni scorsi ha mugugnato per l'immobilismo dei rossoneri in sede di mercato: "Siamo abituati a programmare in maniera seria. Ho sempre ribadito che questa è una squadra costruita bene alla quale servivano solo dei puntelli. Ma il mercato di riparazione è difficile, ho riscontrato tante difficoltà da parte di molte società nella ricerca dei calciatori giusti e funzionali ai rispettivi obiettivi". E sui nuovi precisa: "Nessuno di questi è un salvatore della patria. La squadra si salva solo lavorando tutti d'insieme e con serenità. Se siamo sereni raggiungeremo l'obiettivo. La sfida col Crotone ci ha soltanto amareggiato, ma non ha cambiato i programmi che avevamo già dall'inizio. Il resto sono chiacchiere".

La parola poi passa ai calciatori, Leandro Greco apre le danze, con piglio e parole da leader. Conferma quanto disse Nember tempo fa, in merito alla sua decisione di andare alla Cremonese spinto da motivi personali. Ma i contatti con alcuni elementi della squadra sono rimasti vivi. E poi "quando fai delle scelte troppo ragionate poi perdi qualcosa a livello di emozioni. Quelle emozioni che ho provato qui quando ho giocato lo scorso anno". Lo spirito di Greco non è cambiato, ma il regista avverte tutti: "La cosa più importante è il contributo a livello di impegno che ognuno di noi può dare, non solo in campo ma anche in allenamento. Dobbiamo chiederci che cosa si può dare alla squadra e ai compagni per poter raggiungere l'obiettivo della salvezza". Capitolo tattica: "Non ci penso, è chiaro che ho delle caratteristiche ben precise e che in una mediana a tre farei meno fatica, ma non è un problema giocare a due. Io sono a disposizione del mister e dei compagni, l'obiettivo è dare tutto quello che ho".

Foggia è una sfida ambiziosa, non tanto per gli obiettivi da perseguire, ma per il calore di una piazza terribilmente esigente. E se sei un portiere, certe pressioni aumentano. Anche perché di portieri in Capitanata negli ultimi vent'anni ce ne sono stati tantissimi, ma pochi hanno mantenuto uno standard di livello alto. Leali lo sa bene, ma non teme la sfida. Inoltre c'è da riscattare il periodo in panchina a Perugia, che malgrado l'investimento fatto su di lui in estate, ha comunque puntato su un altro estremo difensore quotato come Gabriel: "Ho lottato per tornare titolare a Perugia, ma sono state fatte altre scelte. Sono arrivato a Foggia perché volevo misurarmi in una piazza calorosa, sicuramente tra le più importanti della mia carriera. Non temo le responsabilità, anche perché un portiere le sente sempre. E' chiaro che questa piazza aumenta le pressioni, ma sono arrivato qui apposta, perché giocare in uno stadio pieno ti stimola. Le mie qualità? Più che parlarne io spero di mostrarle in campo".

Infine spazio a Ngawa, terzino anch'egli proveniente da Perugia. Svela che il Foggia lo aveva già avvicinato in estate, ma ormai aveva dato la parola agli umbri. Il suo potrebbe essere definito il prestito della speranza, essendo il riscatto obbligatorio in caso di salvezza. Se lo augurano tutti. "Foggia è la scelta giusta, è una piazza importante". Racconta poi della sua esperienza a Foggia, quando ci giunse da avversario con la maglia dell'Avellino: "I tifosi non c'erano (la gara era a porte chiuse, ndr) ma erano fuori dallo stadio, e li sentimmo ugualmente". Arriva per dare il cambio a Zambelli - che è infortunato e ne avrà per un po' - e fa presente la sua duttilità: "Sono terzino destro, ma posso giocare a sinistra o nella difesa a tre. In belgio ho giocato anche nel centrocampo a cinque, ma il ruolo non è importante, l'importante è giocare. Fisicamente sto bene, a Perugia ho giocato quasi sempre. Le caratteristiche? Sono agonisticamente cattivo, nell'uno contro uno è un po' difficile saltarmi".

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