Gioventù, motivazioni e voglia di riscatto. Il messaggio di Ingrosso, Matarese, Marcucci e Billong: "Uniti per raggiungere la salvezza"

Presentati gli altri quattro acquisti della tornata invernale del calciomercato. Ingrosso: "Qui grazie a Padalino". Marcucci: "La piazza giusta per esordire nel professionismo". Matarese: "Spero che Foggia sia il mio trampolino di lancio". Billong: "Grande piazza e grande gruppo"

Dopo la prima "manche" di presentazioni, ecco il secondo atto. Billong, Matarese, Marcucci e Ingrosso si palesano nella sala Fesce dello Zaccheria. Poche parole, tante motivazioni, seppur diversificate. C'è chi ha voglia di riscattarsi, chi di confermarsi, chi di imporsi nel calcio dei grandi. A unire i quattro c'è l'obiettivo: la salvezza. Da ottenere solo facendo squadra, lavorando e pensando di insieme, e soprattutto provando a mantenere l'ambiente sereno, come ha ribadito il presidente Lucio Fares.

Voglia di riscatto nel volto di Ingrosso, che in B non è mai riuscito a imporsi, ma che ha fatto tanta serie C ad alti livelli. E che conosce Padalino, dopo l'esperienza a Matera, fattore che ha influito sul suo arrivo: "Di lui posso solo parlare bene. La sua chiamata c'è stata e non ho avuto alcun dubbio prima di giungere qui". Vuole dimenticare presto i sei mesi ad Ascoli, dove non è stato mai in grado di scendere in campo: "Non sono stati mesi semplici. Ho avuto un problema fisico che sono riusciti a capire solo dopo quattro mesi, e si trattava di una sciocchezza. Questo mi ha un po' tagliato le gambe. Adesso sto bene, sto recuperando la condizione. Non ho paura della serie B, anzi, porto con me la rabbia accumulata in questi anni per non averla fatta prima".

Per Billong, invece, c'è il piacere di giocare in una piazza calorosa e in una squadra che pratica bel calcio, e che ben impressionò al 'Vigorito' nella gara di andata. "Abbiamo un grande gruppo, che può fare grandi cosa. So che questa città vive di calcio, per questo dobbiamo giocare col cuore. Testa bassa e lavorare".

Nel mercato di gennaio c'è spazio anche per i giovani e per gli investimenti, come nel caso di Matarese e soprattutto Marcucci. Il primo, proveniente dal Frosinone, si sente pronto per giocare sia nel 3-5-2 che, eventualmente, nel 4-3-3. Ma soprattutto è venuto a Foggia sperando di ottenere un minutaggio diverso da quello maturato in Ciociariaa: "Mi aspettavo di giocare di più, ma comunque ringrazio la società. Ora sono qui, spero di raggiungere gli obiettivi prefissi, se la squadra va bene vado bene anch'io".

Marcucci è arrivato a Foggia per la voglia di misurarsi nel professionismo, dopo 11 anni nelle varie formazioni giovanili della Roma. La decisione di diventare grande lo ha portato in una piazza che non è abituata a fare sconti, ma questo non lo spaventa, anzi. "Questa è una piazza bella e prestigiosa. Roma è stata la mia casa, ma sentivo la necessità di cambiare, si è presentata questa opportunità e non ho esitato un secondo. Ho già sentito Ranieri, ma anche Greco che vive nel mio stesso quartiere". Logica la domanda sugli idoli giallorossi: "Da piccolo adoravo Totti, poi ho conosciuto De Rossi, una persona fantastica che mi ha dato tanti consigli". E a proposito del partner-antagonista Greco trova subito la soluzione: "Sono regista e mezzala. Io e Leandro possiamo anche giocare insieme".

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