I tentacoli della mafia nel Foggia Calcio: pressioni e minacce per gli ingaggi di Pompilio e Bruno

Nell'ordinanza del Gip si legge che ci furono pressioni da parte di Francesco Pesante affinché il Foggia ingaggiasse Luca Pompilio, cognato di Ciro Spinelli. In un'altra intercettazione la moglie di Rodolfo Bruno riferisce al diesse Di Bari di fare il precontratto al figlio Antonio

La struttura tentacolare della Società ha trovato modo di far breccia anche nell'ambito sportivo. Nelle 286 pagine del testo dell'ordinanza del Gip del Tribunale di Bari, un passaggio viene anche dedicato al Foggia calcio.

Nello specifico, è emerso che i membri della Società hanno imposto al Foggia calcio la stipulazione di contratti di ingaggio nei confronti di soggetti vicini all'associazione di cui all'art. 416 bis, pur non disponendo di qualità sportive significative.

I soggetti coinvolti sono Luca Pompilio (12 presenze e 2 gol con la maglia del Foggia calcio) e Antonio Bruno, figlio di Rodolfo, uomo ritenuto vicino al clan Moretti e ucciso in un agguato il 15 novembre scorso. 

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Nell'ordinanza si osserva che l'ex diesse del Foggia Giuseppe di Bari e l'ex tecnico Roberto De Zerbi, "lungi dal denunciare l'accaduto - come dovrebbe fare ogni vittima di estorsione, dovendo affidarsi alla forza dello Stato per sradicare fenomeni di mantenimento parassitario come quello attuato e realizzato dagli odierni indagati, potendo contare nel caso del Foggia calcio anche dell'appoggio della tifoseria foggiana e, più in generale degli sportivi - hanno preferito in maniera pavida accettare supinamente le richieste formulate, abiurando anche a quei valori di lealtà e correttezza sportiva che dovrebbe ispirare la loro condotta".

Così nel corso del colloquio del 16 novembre Rodolfo Bruno affidava alla moglie il compito di riferire a Giuseppe Di Bari: visto che lui sta dove sta... come ben sapete, mi ha riferito di dirvi di fare il precontratto ad Antonio che io non ce la faccio, tra visite ... quello e quell'altro, credo che se lo merita mio marito mi ha detto.

E' inoltre emerso come i componenti della criminalità foggiana avevano imposto alla società Foggia Calcio l'affiliazione sportiva di persone da loro indicate. Infatti, in una conversazione Francesco Pesante compulsa Antonio Sannella, "per accontentare un suo amico". Nel corso di un'altra intercettazione Sannella tranquillizza Pesante assicurandogli che avrebbe fatto sottoscrivere il contratto alla persona indicata e al riguardo, lo stesso Pesante riferiva di aver ricevuto il beneplacito del diesse Di Bari e dello stesso De Zerbi (il bresciano) che sarebbe rimasto colpito dalle qualità del calciatore.

Al contrario, ad onta delle doti tecniche riconosciute esistenti da De Zerbi, l'attività intercettiva ha evidenziato che Pompilio (ingaggiato dal Foggia calcio, cognato di Ciro Spinelli detenuto per tentato omicidio) non fosse provvisto di grosse doti tecniche (sulla condizione fisica non è pronto per quei ritmi), tanto che al momento della contrattualizzazione con il Foggia calcio, risalente alla stagione 2015-2016, malgrado fosse ancora giovane (è nato nel 1992) il calciatore era svincolato. Dopo la sottoscrizione del contratto fu mandato in prestito al Melfi.

"Appare, quindi evidente - si legge nell'ordinanza - che la sottoscrizione del contratto con il Pompilio, nonostante l'assenza di doti sportive degne di rilievo, sia stata conseguenza delle richieste di Pesante, alle quali Sannella, Di Bari e De Zerbi, invece di opporre un fermo rifiuto, hanno preferito, al contrario, assecondare le ingiustificate pretese di Pesante stesso, che aveva anche manifestato la sua forza, rappresentando di poter aver libero accesso negli spogliatoi (ma glii ho detto vedi che io vengo giù agli spogliatoi e prendi un sacco di botte, ti do forte)".

Del resto nelle intercettazioni captate, in molteplici occasioni i conversanti fanno espresso riferimento alle estorsioni realizzate (da quando mondo è mondo i soldi delle estorsioni li abbiamo sempre divisi... però i soldi delle estorsioni si sono sempre divisi - ci ho chiesto l'estorsione - ma il fatto di queste nuove estorsioni, le avete fatte?  - e sono 20 e 7 o 8 prendiamo sulle estorsioni - compare con me di tutto devi parlare.... quando andiamo a chiedere l'estorsione la vado a fare io).

L'attività estorsiva si realizzava non soltanto attraverso la dazione di una somma di denaro, ma anche imponendo alla vittima l'assunzione di persone indicate dagli esponenti della Società Foggiana. Tale circostanza è emersa dall'intercettazione di una conversazione nel corso della quale Francesco Abbruzzese, parlando con Massimo Perdonò ed Emilio D'Amato della estorsione realizzata nei confronti della Tamma, precisava che Adesso come metto i piedi là dentro ci dico senti dobbiamo sistemare la ragazza, è vedova e tiene tre figli e vediamo che dice... e quello che gli ho detto a Scialletta... no devi rompere il cazzo.

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