Presa di coscienza e obiettivi, Kragl vuole i gol e la salvezza: "A Venezia dobbiamo vincere. Spero di segnare almeno altre due reti"

Il tedesco commenta il momento della squadra: "Abbiamo capito tardi il rischio di finire in serie C. A Venezia conta la vittoria"

Olli Kragl

Meglio tardi che mai, si potrebbe dire. Tardiva come la presa di coscienza della situazione, che, fortunatamente, si è materializzata quando non ancora tutto è perduto. Certo, se la squadra e l'ambiente tutto, avessero capito prima che il tempo incalzava e che il rischio playout-retrocessione fosse sempre più concreto, magari a quest'ora la squadra si troverebbe in una situazione diversa. Ma si è già detto che rimuginare non porta le lancette dell'orologio indietro né restituisce punti. 

Per quelli ancora in palio si può ancora fare qualcosa. Dipende tutto dal Foggia, dai suoi calciatori. Come Olli Kragl, capocannoniere rossonero, malgrado non sia un attaccante, elemento tra i più determinanti e imprescindibili della squadra. Lui in primis ammette il cambio di mentalità di una squadra che ha passato troppo tempo a specchiarsi davanti ai nomi, al blasone, e a certi obiettivi ventilati forse un po' troppo superficialmente, quando la classifica invitava a fare altri tipi di ragionamenti. Quelli che si fanno adesso e che si dovranno fare fino alla fine del campionato: "Adesso abbiamo compreso il rischio concreto di andare in C o ai playout - ha dichiarato il centrocampista tedesco -, siamo in una situazione difficile in cui la pressione aumenta e abbiamo l'obbligo di vincere". 

Ammette le difficoltà dell'ultimo periodo, ma la spiegazione non la trova nella condizione fisico-atletica: "Contro lo Spezia mi hanno piazzato un uomo addosso e sono rimasto fuori dal gioco. Tuttavia, ho provato a fare qualcosa, ma è tutto più difficile quando ti manca lo spazio". 

A proposito di spazi, le misure del campo di Venezia (più stretto e corto dello Zaccheria) potrebbe agevolare le abilità balistiche dei rossoneri, a cominciare dal mancino teutonico: "Sicuramente è una opportunità da sfruttare, ma è valida anche per gli avversari. Sarà una sfida difficile, loro vivono la nostra stessa situazione, noi però avremo al seguito tanti tifosi e ci sentiremo come a casa. Andremo per vincere". 

Dal rientro di Grassadonia sembra sia cambiato qualcosa: "La sua filosofia è la stessa, giochiamo sempre col 3-5-2. Forse abbiamo capito un po' di più i suoi concetti di gioco. Tante partite avremmo potuto vincerle, ma abbiamo sciupato delle occasioni che ci hanno tolto quei 4-5 punti che ora sarebbero determinanti. Noi, però, lavoriamo sempre allo stesso modo, le partite dipendono anche dalle situazioni di gioco e dalla lettura che diamo, come nel caso del gol di Galano contro il Brescia".

E sul suo campionato dice: "Avrei potuto segnare più gol, ma restano ancora sei partite, vorrei segnarne almeno altri due per aiutare la squadra". Squadra che anche sabato scorso ha potuto contare sull'esplosività dello Zaccheria: "Per noi è bellissimo avere sempre i tifosi al seguito, anche durante gli allenamenti. Cambia molto sentire sempre il loro calore". 

Sempre più squadre adottano la soluzione di piazzare l'uomo addosso al tedesco per levargli campo e spazio per calciare, ma le contromisure non mancano: "Se spendono un uomo da mettere addosso a me, magari si libera lo spazio per un compagno. Dobbiamoe ssere intelligenti a sfruttare queste situazioni". 

A cominciare da sabato prossimo: "Importante sarà far circolare la palla velocemente. Se loro proveranno a prenderci alti noi dovremo essere bravi a uscire bene palla al piede da dietro". Chiosa sui gol degli attaccanti e sul ritorno al gol di Iemmello: "Importante visto che lui è uno dei nostri bomber. Spero che lui e Mazzeo facciano tre gol ciascuno, con i due miei arriviamo a otto e ci salviamo (ride, ndr)". 

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