La carica di Greco: "Voglio ricambiare quanto mi è stato dato da questa piazza. Daremo tutto per la salvezza"

Il centrocampista scherza sulle dichiarazioni del diesse su Carraro ("Ci abbiamo scherzato su") e dopo Palermo guarda al futuro con ottimismo: "Nei compagni ho visto la voglia di lottare e soffrire". E non manca la dichiarazione d'amore alla città

Leandro Greco

A Palermo si è ripreso le chiavi del centrocampo, il reparto più importante di una squadra, nonché il più complicato da organizzare. Leandro Greco ne è di nuovo il titolare, dopo i sei mesi “ad interim” di Carraro, l’uomo che secondo Nember “era una spanna sopra Greco”, al quale, però, dopo metà stagione ha di nuovo ceduto il posto. Ma per l’ex Cremonese quelle dichiarazioni non sono affatto un problema: “Con il direttore ci abbiamo scherzato su. Io credo che Carraro sia uno dei giovani più interessanti della categoria, poi è chiaro che in certi contesti i ragazzi possano andare in difficoltà. Ma mi pare che quelle difficoltà le abbia vissute tutta la squadra. Comunque, per me quanto è stato detto conta poco, anche perché col direttore ho un ottimo rapporto”.

E si passa all’analisi della gara di Palermo, che per molti, compreso il play rossonero, ha regalato tanti spunti positivi: “Dopo i primi 25 minuti di sofferenza siamo cresciuti contro una squadra che sul piano fisico non ha nulla a che fare con questa categoria. Abbiamo lavorato bene, da squadra, mostrando capacità di soffrire. E nella ripresa abbiamo anche creato i presupposti per portare a casa qualcosa di più. Ma quello che mi è piaciuto è soprattutto l’atteggiamento, che è l’aspetto che conta di più”.

Atteggiamento e identità, due valori senza i quali non si va molto lontano. Ecco perché il passaggio al 4-3-3, rispetto al 3-5-2 con il quale giunse a gennaio 2018 in Capitanata, non lo ha turbato più di tanto: “Un modulo può variare a seconda delle decisioni del mister, ma conta di più avere un’identità, l’idea che la squadra vuole mettere in campo. Poi lo schieramento è secondario”. E sul 4-3-3 chiarisce: “Rispetto al 3-5-2 c’è un uomo in meno in difesa per costruire, e in fase difensiva mi devo inserire tra i due centrali. Forse con il 3-5-2 posso essere più propositivo, ma cambia poco. L’importante è che si lavori di squadra sia in fase difensiva che in fase offensiva. Differenze rispetto all’anno scorso? Lo scorso anno trovai una squadra con conoscenza già radicate, come la costruzione dal basso, il possesso di palla, tempi della giocata precisi. Ora siamo un passettino indietro, ma l’idea di base c’è. Siamo una delle poche squadre che prova a giocare. Moralmente, invece, non è cambiato nulla. Il gruppo è più o meno lo stesso e c’è la voglia di raggiungere l’obiettivo”. Non lesina elogi ai compagni: “Questo gruppo sta facendo qualcosa di importante, gli va dato atto. Partire da -8 ed essere in corsa, riuscendo a fare quel tipo di gara a Palermo era tutt’altro che scontato. E se non hai qualcosa dentro certi obiettivi non li raggiungi, anzi, magari a quest’ora eri già retrocesso. E’ importante che tutto l’ambiente, dalla squadra ai tifosi alla stampa si compatti in un unico blocco. Abbiamo potenzialità importanti”.

Dice di essere tornato non per ragioni tecnico-tattiche, ma per qualcosa di più profondo: "La scorsa estate ho preso una decisione sofferta, perché qui la gente mi ha dato tanto. E sono tornato perché sento la necessità di ricambiare qualcosa che è andato oltre l'aspetto calcistico. Da questa piazza non mi aspetto nulla, perché sono io a dover dare loro qualcosa. E poi, sono tornato perché certi stimoli te li danno solo alcune piazze. Io ne ho viste diverse, e Foggia rientra tra le top che ho conosciuto".

Greco sottolinea sempre il fattore umano e comportamentale. Parte da lì la rincorsa alla salvezza: “Questo è un gruppo con grandi valori, che ha sofferto e sta soffrendo. Ma la gara di Palermo mi ha trasmesso la sensazione che questa squadra c’è, e nel volto dei miei compagni vedo la stessa voglia di lottare e soffrire. Certo, altri momenti di difficoltà non mancheranno, ma state sicuri che moriremo sul campo per raggiungere la salvezza”.

E a proposito di campo, domenica pomeriggio arriva il Pescara. La partita più importante per Greco, che invita tutti a non volgere lo sguardo troppo in là, ma a ragionare “step by step”: “Non dovremmo dare troppo peso alla classifica, al massimo darle un’occhiata. L’importante provare a ottenere più punti possibile. Al massimo più avanti potremo fare il punto della situazione, ma il focus deve essere sulla singola partita”.

Col Pescara ci si aspetta il ritorno al gol, che manca dalla trasferta di Carpi: “Sarebbe stato più grave se a Palermo non avessimo creato nulla in 90 minuti. Abbiamo tanta qualità, e nei mesi che ci restano riusciremo a tirare il meglio da ognuno dei nostri attaccanti. L’astinenza non mi preoccupa”.

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