La ferocia di Mazzeo che vuol tenersi stretta la serie B: "Tiriamo fuori l'orgoglio e pensiamo solo alla salvezza del Foggia"

Il centravanti rossonero commenta la sfida col Cittadella ("Contento per il gol, peccato non aver vinto") e invita a un reset completo: "Basta pensare ai singoli, ciò che conta è mantenere la categoria. Sarebbe un delitto retrocedere"

In Uruguay è famosa come "garra charrua". Grassadonia l'ha definita "ferocia". La cattiveria agonistica che si poteva leggere distintamente nello sguardo di Fabio Mazzeo, nella sua esultanza carica di rabbia per un gol che aveva rimesso le cose a posto in una partita che il Foggia stava perdendo immeritatamente. Quella ferocia è l'ingrediente principale della ricetta con la quale i rossoneri dovranno cercare di prendersi una salvezza che oggi sembra complicata. Per difendere quella serie B riconquistata due anni fa dopo 19 anni di calvario e che "sarebbe un delitto lasciare".

Mazzeo non ci pensa neppure, d'altronde lui fu uno degli artefici di quella cavalcata, nonché protagonista lo scorso anno. E quella ferocia messa in campo col Cittadella danno idea di cosa passa per la testa del bomber e dei suoi compagni: "Sono entrato con la giusta cattiveria, ma anche i miei compagni hanno avuto lo stesso atteggiamento. Fino al mio ingresso stavano giocando bene, meritavano di essere in vantaggio e invece stava vincendo il Cittadella. Sono entrato subito nel vivo del gioco".

Conferma che l'arrabbiatura deve essere valore imprescindibile per superare quello scoglio che ora ha più le fattezze di una catena montuosa. "È un atteggiamento che non deve mancare, ci deve dare la forza per raggiungere l'obiettivo. Diversamente, diventa tutto più difficile. Contro il Cittadella resta il rammarico per il risultato, abbiamo preso un gol sfortunato senza mai essere impensieriti. Siamo riusciti a pareggiarla e abbiamo anche avuto l'occasione per vincerla. Abbiamo giocato bene, ma per il futuro serve fare ancora meglio". 

Ferocia, cattiveria, fame. Valori che nel calcio contano tantissimo, spesso anche più della tecnica e della tattica, e che al Foggia quest'anno sono mancati troppe volte. Anche con questa mancanza si spiega l'attuale situazione di classifica: "È vero, ci è mancata, o forse c'è stata a sprazzi - ammette il 19 rossonero - e non può bastare. Ora, però, è improtante resettare tutto. Speriamo che con il ritorno del mister si presentino nuovi stimoli che c diano uno slancio per questo rush finale".

Parla di orgoglio, Mazzeo, "l'unica cosa che conta". Così si vincono le partite, così si può invertire il trend che ha visto la formazione pareggiare tanto, troppo, e vincere poco. L'orgoglio per dimenticare anche gli oltre otto mesi di difficoltà fin qui vissuti: "Non è stato facile. Penalizzazione? Ormai è una cosa passata, resettiamo tutto e non pensiamo. Piuttosto pensiamo alle vittorie, le qualità non ci mancano. Dobbiamo solo trovare gli equilibri giusti".

Equilibri, magari, da trovare anche nei numeri, quelli dei gol delle punte, troppo pochi per i valori tecnici: "Le spiegazioni sono tante, non è il momento di parlarne. Ora è il momento che tutti lavoriamo per la squadra, delle questioni personali se ne riparlerà a fine stagione". E rilancia un concetto già espresso da Grassadonia: "Basta pensare ai singoli, ciò che conta è la salvezza della squadra".

Dopo la sosta ci sarà il Brescia: "D'ora in avanti saranno tutte finali. A Brescia dobbiamo dare il massimo. Loro sono forti, hanno la migliore coppia offensiva del campionato, ma a noi servono i tre punti. Lo scorso anno ci è capitato tante volte di vincere in trasferta. Ci proveremo perché le finali vanno vinte tutte".

E per vincerle c'è bisogno di compattezza da parte dell'ambiente. Un'anticipazione c'è già stata sabato scorso: "Abbiamo percepito un clima diverso. Tutti noi eravamo compatti e anche lo Zaccheria ci ha sostenuto, dispiace non avergli regalato la gioia dei tre punti. L'umore della squadra? Stiamo bene, abbiamo lavorato bene, siamo riusciti a isolarci da tutto il resto pensando solo al campo. I condizionamenti esterni ci hanno creato tanti problemi in passato".

Da dove passa la serie B? Per Mazzeo non è tempo di fare distinzioni: "Le partite in casa sono da vincere tutte, ma affrontiamo le gare una alla volta. Certo, gli scontri diretti ci possono cambiare la stagione". E a chi gli chiede un messaggio all'ambiente risponde: "Dobbiamo salvare il Foggia, sarebbe un delitto retrocedere, ognuno di noi pensi solo a questo obiettivo". 

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