Il castello di Manfredonia: dalle dominazioni di epoca sveva, angioina e aragonese al Museo Archeologico Nazionale

La storia del Castello di Manfredonia, un'antica fortezza militare di grande valore storico e archeologico

Il castello di Manfredonia, foto di Matteo Nuzziello

L'imponente Castello di Manfredonia ha subìto enormi cambiamenti nel corso della storia. Infatti, la struttura così come la si vede oggi è il frutto di trasformazioni e rifacimenti continui.

Originariamente era una fortezza militare e presentava una struttura a quadrilatero, con una cinta muraria più cinque torri dalla pianta quadrata. Oggi, invece, il castello è totalmente differente e della quinta torre rimangono pochi resti, mentre le altre quattro hanno modificato la loro strutttura da quadrata a cilindrica.

Il Castello di Manfredonia, inoltre, ha conosciuto diverse dominazioni; dapprima gli Svevi e successivamente gli Angiò. Infatti, i primi documenti in cui si parla del castello risalgono al periodo di Carlo I d'Angiò. Non è tutto, perché negli ultimi anni del XV secolo gli Aragonesi guidarono la costruzione di una nuova cortina muraria che andò a inglobare totalmente l'antica struttura del castello.

Poi nel XVIII secolo divenne una caserma, mentre dal 1888 fino al 1901, anno in cui l'edificio fu acquistato dal Comune di Manfredonia, appartenne all'Orfanotrofio Militare di Napoli.

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Solo nel 1968, il castello venne donato dal Comune di Manfredonia allo Stato. Al suo interno si trova il Museo Archeologico Nazionale, al cui interno sono custoditi i reperti archeologici più noti e significativi del territorio della Capitanata e dell’area garganica, tra cui le stele daunie.

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