A Vieste destituito il presidente del Consiglio comunale. In rotta con i civici: "Fallito l'esperimento di governare insieme"

Nell'ultima riunione in videoconferenza Paolo Prudente è stato revocato dall'incarico. Il sindaco Nobiletti ha categoricamente escluso motivazioni di carattere politico. In nove hanno decretato la sfiducia

Paolo Prudente e Giuseppe Nobiletti

"L'esperimento di governare con questo movimento civico è fallito". Il gruppo consiliare di Vieste 'I Democratici' composto dalla capogruppo Rita Cannarozzi e da Paolo Prudente, ormai ex presidente del Consiglio comunale, sfiduciato, si sfila dalla maggioranza e rompe definitivamente con Viesteseitu, il movimento civico del sindaco. La revoca è stata votata nell'ultima riunione convocata in sessione straordinaria e in videoconferenza il 12 maggio ed è stata approvata con 9 voti favorevoli, 5 contrari e un astenuto.

'I Democratici' definiscono la defenestrazione "atto antidemocratico" e "una delle pagine più brutte scritte dal movimento Viesteseitu", dove, diranno, "comandano in pochi". Sono le ripercussioni di natura politica già annunciate nel corso del dibattito di martedì. "Noi, rappresentanti di centrosinistra, avevamo creduto che un movimento civico potesse rappresentare un cambiamento vero per questa città, soprattutto nella dialettica con le forze politiche e sociali prima di prendere delle decisioni, ma così non è stato. L'esperienza di una lista civica con un movimento di persone indecifrabili al governo della città ha messo in luce la mancanza di un’idea e responsabilità politica nei confronti della città di Vieste". Guardano al futuro (a Vieste si vota nel 2021): "La politica vera a Vieste, ora ha il compito di reinterpretarsi con un progetto politico che prediliga rappresentanti autentici per mettere in campo un programma che governi meglio la nostra città". 

Il sindaco di Vieste Giuseppe Nobiletti ha riferito le motivazioni oltre che in delibera anche in Consiglio Comunale, ricordando, peraltro, che la figura del presidente del consiglio non è obbligatoria nei comuni sotto i 15mila abitanti, e si può modificare lo statuto. "Avevo chiesto al presidente del Consiglio di fare un passo indietro - ha detto - l'invito non è stato preso in considerazione e oggi arriviamo ad una votazione dall'esito scontato". Il sindaco ha categoricamente escluso motivazioni di natura politica. Nella delibera parla di mancanze legate ad "aspetti propri della figura del presidente del consiglio e alla conduzione del Consiglio comunale, ne cito uno: quella volta in cui era stato convocato il Consiglio e poi, d'imperio, con una sua nota il presidente lo ha annullato. Questa è una fattispecie legata al suo comportamento. Poi c'è anche il ruolo terzo e io questa terzietà non l'ho vista, tant'è che negli episodi richiamati, uno del 2018, ammoniva la maggioranza su Facebook a votare un ordine del giorno. Da ultimo ha condiviso un post della consigliera Bevilacqua. Il presidente del Consiglio, se ritiene che il sindaco abbia commesso delle illegittimità, mi deve fare la cortesia di denunciarmi. Ritengo che ci siano tutti gli elementi per chiedere giustamente la revoca del presidente del Consiglio, poi esiste il Tar".

La consigliera del Movimento Cinquestelle, tirata in ballo, ha spiegato come non ci fosse alcun intento diffamatorio in quel post, che non contestava le ordinanze del sindaco ma esprimeva soltanto un'opinione. Inutili le richieste di ritirare l'accapo da parte del gruppo 'I Democratici'.

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Destituito dopo 4 anni, Paolo Prudente si è limitato a poche amareggiate parole prima del voto sul giudizio espresso sul suo operato da presidente: "Il periodo di prova è abbondantemente finito. Potevate dirlo il primo anno".

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