Lavori al Teatro Giordano, titolare dell'impresa Ra.Co. attacca Pippo Cavaliere: "Il tuo operato è fallimentare"

Parla Salvatore Raspatelli, gestore di fatto della ditta che ha eseguito i lavori di restauro al teatro comunale. Dopo la conferenza stampa del candidato sindaco, parole dure anche dal direttore dei lavori

“Non intendo rilasciare dichiarazioni nel merito della vicenda e farmi trascinare in una polemica sterile ed improduttiva, priva di seri contenuti ed utile solo a fomentare diatribe epistolari, ad evitarsi dispendio di tempo che va, invece, impiegato in attività che abbiano senso ed interesse, lasciando che in mia vece parlino gli atti processuali che, allo stato, essendo la vicenda passata allo stretto vaglio di più organi terzi, hanno riconosciuto fondate le mie ragioni”. A parlare è Salvatore Raspatelli della ditta Ra.Co, l'impresa che ha eseguito i lavori di restauro al Teatro Umberto Giordano di Foggia.

A Foggiatoday l’imprenditore si dice tranquillo nel merito della vertenza riapertasi ferocemente in queste settimane, per quanto “sconcertato” dalle argomentazioni addotte in conferenza stampa da Pippo Cavaliere, già delegato al Giordano con l’amministrazione Mongelli ed oggi candidato sindaco. Dure sono le accuse di Raspatelli, che parla di “vicende volutamente occultate” da Cavaliere.

“Persino la Magistratura ha posto definitivamente la parola fine alla vicenda sin negli aspetti più delicati, smontando il castello di presunte irregolarità montato ad arte per declinare responsabilità che attengono in via esclusiva all’insipienza di una Amministrazione insufficiente e decretando sostanzialmente il fallimento dell’inconcludente operato di Cavaliere e di funzionari compiacenti che hanno abdicato al loro ruolo” dichiara l’imprenditore.

“Tuttavia – aggiunge su queste colonne-, non posso non constatare che i rilievi fatti, la inesattezza dei contenuti e la pochezza espositiva fanno apparire gli stessi come un revival di fatti annotati nella sua memoria in epoca remota ed ormai superati da vicende che egli tiene gelosamente occultate, unitamente allo spirito evidentemente intimidatorio, ed appaiono senza dubbio essere compilati per creare nocumento all’impresa -che ha leso la sua maestà-, che dall’asserita esigenza di svolgere un servizio in favore della città e di veder acclarata la verità sui fatti che continua a disconoscere”.

“Auguro, pertanto, a Cavaliere – conclude- di liberarsi al più presto di questa compulsiva ossessione e che si renda conto che i cittadini ai quali spera di strappare qualche voto con questa spettacolarizzazione, ormai annoiati da tanta litania, aspettano di sentire un programma serio per il futuro governo della città”.

La stilettata finale è alle capacità professionali dell’ingegnere. “In ultimo – aggiunge, infatti, Raspatelli -, riscontrate le molteplici inesattezze ed improprietà rilevate nel corso della sua ultima conferenza stampa, che documentano inequivocabilmente che modesta, se non addirittura carente, è la conoscenza della prassi normativa in materia di Opere pubbliche, e, quindi, di livello sicuramente basso è la conoscenza della normativa che governa e disciplina l’esecuzione di queste ultime citate opere, gli rivolgo un caloroso invito e consiglio di spogliarsi di tanta astiosa malafede, di svestirsi dell’arrogante presunzione di onniscienza e di chiedere soccorso a chi ha sicura esperienza in materia di Opere pubbliche, in modo da essere aiutato a meglio destreggiarsi nel riconoscimento del corretto governo delle relative procedure”.

Prima di Raspatelli era stato il direttore dei lavori al Teatro Giordano, Giuseppe Casolaro, a contestare la versione di Cavaliere direttamente sulla pagina Facebook di Foggiatoday. “Come Direttore dei Lavori devo dire che quello che dice Cavaliere sono delle bugie e che la realtà è ben altra – scriveva Casolaro in replica all’articolo dedicato alla conferenza stampa del candidato sindaco-. Sono stati ostacolati i vari collaudi e sono state eseguite delle opere inutili o superflue proprio nei lavori aggiuntivi promossi da Cavaliere. Gli ugelli della cupola stanno nella posizione giusta, quella attuale che non ha subito modifiche. Il teatro, come si legge nel collaudo degli impianti fatto dall'ing. Apollo, poteva essere benissimo aperto senza altri lavori, bastava applicare il decreto legge sui teatri storici. A tal proposito c'è tanta corrispondenza con l'allora sindaco e Cavaliere, che ha preferito fare altre strade. Prima dell'inizio degli ulteriori lavori ho fatto fare delle riprese a Telenorba dimostrando che il teatro era perfettamente funzionante. Tutte queste vicende hanno fatto apparire  inadempiente lo stesso Comune. Veramente un peccato perché il sottoscritto aveva chiuso i lavori nell'importo di contratto. Ma poi, perché parla Cavaliere come tecnico quando lui era semplicemente un assessore e quindi doveva essere al di fuori di tali problematiche. Ci vorrebbe un bel dibattito per chiarire i vari ruoli, compreso quello dell'ing. Belgioioso” (all’epoca dirigente dei Lavori Pubblici e, per un periodo, anche Rup).

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