Landella contro i tagli al trasporto pubblico in Capitanata: "Con il centrosinistra al peggio non c'è mai fine"

Dura nota del sindaco di Foggia e candidato del centrodestra contro Regione Puglia, Leonardo Di Gioia e Raffaele Piemontese. Oggetto i tagli ai servizi minimi che rischiano di colpire il territorio

“La Regione Puglia continua a penalizzare la provincia di Foggia, nel silenzio generale, soprattutto dei rappresentanti della Capitanata al governo regionale, Raffaele Piemontese e Leonardo Di Gioia, e di tutti i candidati alla carica di sindaco di Foggia", così il sindaco e candidato Franco Landella "di fronte all’ennesimo potenziale errore, che va scongiurato con urgenza, prima che produca i suoi effetti nefasti sul territorio e, di conseguenza, anche sui posti di lavoro di chi opera nel campo del trasporto pubblico locale".

Il tema è quello, più volte lanciato su queste colonne, dell’ipotesi di ridefinizione dei nuovi livelli di Servizi Minimi in materia di trasporto pubblico locale; infatti, l’assessore regionale ai Trasporti, Gianni Giannini, stima il taglio per l’Ambito Territoriale di Foggia in una forbice compresa tra 1 milione 811mila 295 chilometri ed 1 milione 634mila 60 chilometri (trasporto urbano ed extraurbano).

"Una decisione gravissima - tuona Landella-, perché al taglio chilometrico corrisponde una decurtazione dei finanziamenti regionali, operata peraltro attraverso un calcolo che non tiene in alcuna considerazione l’integrazione ferro-gomma ed i chilometri relativi all’ATO regionale non delegati alle Province.
Insomma, l’ennesimo pasticcio compiuto nei confronti della nostra terra. Sarebbe interessante comprendere come la Regione Puglia abbia potuto definire un’attività di programmazione dimenticandosi di tenere conto delle leggi nazionali in materia di costi standard, dovendo così correre in fretta e furia ai ripari, scaricando l’equilibrio dei conti sulle spalle dei cittadini. Il governo regionale, infatti, prima di questa correzione di rotta aveva redatto nel 2016 il Piano triennale dei servizi, basandosi sui Servizi Minimi determinati addirittura nell’anno 2010.

In altri termini la Regione Puglia ha operato una pianificazione che ha tenuto conto dei dati statistici del 2011 (quelli contenuti nella delibera regionale che ha determinato il territorio degli Ambiti Territoriali Ottimali) ma il flusso passeggeri del 2016. La Provincia di Foggia, dunque, ha trasmesso a Bari il suo Piano di Bacino, sul quale la Regione Puglia non si è ancora pronunciata, mantenendo inalterati i servizi del 2010. Solo successivamente l’assessore Giannini e la sua struttura tecnica si sono ricordati dell’esistenza dei costi standard, imponendo così una modifica della programmazione che si tradurrà in un robusto taglio chilometrico".


"Al danno, però, rischia di aggiungersi anche la beffa. Perché se nella previsione della Regione Puglia all’ATO di Foggia spetta una decurtazione chilometrica, all’ATO di Bari è destinato un aumento. E questo nonostante i due ATO, nel rapporto tra costi e ricavi in termini di efficienza fissato dalla norma al di sopra del 35%, siano pressoché appaiati. E nonostante la Regione Puglia avesse la possibilità di sfruttare il Decreto legislativo 50 del 24.4.2017, che all’articolo 27 comma 8 ter  stabilisce che la soglia minima può essere rideterminata in considerazione del livello della domanda di trasporto e della domanda del territorio servito. In altri termini le Regioni possono produrre un’istanza finalizzata all’abbassamento dell’asticella del rapporto ricavi-costi. Opzione mai utilizzata dalla Regione Puglia, che invece ha pensato bene di tenere quel rapporto al 35%". 


Nella previsione ipotizzata Giannini, inoltre, si fa esplicito riferimento alla legge 67 del 2018, che garantisce alle Province una somma relativa soltanto alle annualità 2020 e 2021, senza dire una sola parole sui restanti 7 anni, dal momento che i contratti hanno la durata di 9 anni. Il rischio esuberi per la Regione Puglia rappresenta un problema solo per due annualità? 
Il tutto in un clima in cui la coerenza e la linearità latitano, a voler essere generosi. Nell’ottobre del 2018, lo stesso Gianni Giannini dichiarò che non ci sarebbero stati tagli e che questo allarme era ampiamente rientrato. L’assessore regionale ai trasporti, quindi, si sbagliava allora o si sta sbagliando adesso?
Siamo con ogni evidenza in presenza di una ipotesi sbagliata, incomprensibile e confusionaria, che se dovesse essere approvata dalla Giunta regionale produrrebbe un danno considerevole per tutte le aziende del Consorzio CO.TR.A.P., compresa Ataf SpA, che con grandissima fatica stiamo risollevando dal baratro economico e finanziario in cui i governi comunali di centrosinistra l’avevano confinata. Va ricordato che il CO.TR.A.P. è un consorzio tra operatori pubblici e privati del settore del trasporto pubblico locale che rappresenta un esempio lungimirante di cooperazione non solo tra i consorziati ma anche e soprattutto nell’ottica della qualità dei servizi offerti e del puntuale rispetto dei lavoratori.


Ancora una volta, dunque, l’attenzione che il governo di centrosinistra della Regione Puglia riserva a Foggia e alla sua provincia si traduce in danni invece che in benefici, anche in un settore delicato e strategico come quello del trasporto pubblico, che non è una generosa concessione ma un diritto delle comunità e dei cittadini. La vicenda del treno-tram, d’altro canto, è paradigmatica della assoluta incapacità del governo regionale di programmare in modo intelligente, dal momento che si è immaginato e pianificato un progetto fondato su una tecnologia di cui non vi era alcuna certezza, come confermato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che ha riportato tutto alla casella di partenza, come nel gioco dell’oca. Insomma, con la Regione Puglia e con il centrosinistra al peggio non c’è mai fine” conclude Landella.

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