La Puglia falcidiata dai tagli alle politiche sociali, Pezzano: “Il Governo faccia un passo indietro”

Il vicesindaco di Cerignola preoccupato per la decurtazione, da 311 a 99,7 milioni, che il Fondo Nazionale per le politiche sociali ha subito: "Una follia se si considerano i numeri crescenti del bi-sogno in Italia ma soprattutto nel Mezzogiorno"

Il vicesindaco con delega alle Politiche sociali del Comune di Cerignola e presidente del coordinamento istituzionale dell'Ambito di riferimento, Rino Pezzano, esprime profonda preoccupazione per la decurtazione subita dal Fondo nazionale per le Politiche sociali, passato da 311 milioni di euro a 99,7 milioni e "che comporterà - sottolinea- la riduzione di servizi essenziali per tutti i cittadini e in particolare per minori e persone anziane": "L'allarme lanciato dalla dirigente del Servizio Programmazione sociale e Integrazione sociosanitaria della Regione Puglia, Anna Maria Candela, è assolutamente drammatico e condivisibile, osserva Pezzano.

“In pochi anni le risorse destinate al welfare dal Governo nazionale hanno subito una falcidia che compromette i servizi di base alle fasce più deboli. E le previsioni per il 2017 contenute nelle intese Stato-Regioni col Governo Gentiloni, con la riduzione ad un terzo dei trasferimenti regionali, fanno tremare i polsi di famiglie ed enti locali. Il tutto in un momento di profonda crisi per il Paese, in cui lo scenario del bisogno si acuisce e si allarga la platea dei destinatari e il paniere delle necessità. Pensare di scaricare sulle Amministrazioni periferiche questa grave tensione sociale è semplicemente inaccettabile, oltre che politicamente irresponsabile".

Il vicesindaco di Cerignola prosegue: "Come chiaramente spiegato dal Servizio regionale se i tagli verranno confermati, la Regione Puglia passerà da un trasferimento di 19 milioni a poco più di 4 milioni di euro: una follia se si considerano i numeri crescenti del bisogno in Italia ma soprattutto nel Mezzogiorno, dove i Comuni sono chiamati a governare un impoverimento generale del contesto economico-occupazionale e sociale, e a fronteggiare le istanze sacrosante delle fasce più deboli, che nessuna comunità che voglia definirsi tale può pensare di ignorare. Nel 2007 i trasferimenti ammontavano addirittura a 45 milioni di euro. E fa specie che a farsi autore di una falcidia così drammatica sia proprio un governo che si definisce di centrosinistra, a guida Partito Democratico. Lo stesso partito, vale la pena di aggiungere, che ha fondato la sua campagna elettorale sul "’nessuno resterà indietro’" .

Pezzano conclude auspicando un passo indietro da parte del governo Gentiloni: "Lo faccia o dica chiaramente alle Amministrazioni locali come intende affrontare la sfida della povertà crescente e della tutela di minori, disabili ed anziani, che non può e non deve essere lasciata unicamente in capo agli enti periferici, debole front office del disagio sociale. Il rischio concreto di fronte al mix esplosivo di crescita del bisogno e riduzione delle risorse è la compromissione della coesione sociale stessa delle nostre comunità e il venir meno degli aspetti basilari che come amministratori siamo chiamati a governare. Temi prioritari ed urgenti - conclude Pezzano- che dovrebbero entrare di diritto e prioritariamente nel dibattito politico in corso tra i candidati alla segreteria nazionale del Partito di Governo, e dei quali, in verità, fatichiamo a scorgerne anche un piccolo, fugace accenno".

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