Emergenza abitativa: centinaia di case (ma sulla carta), baraccopoli e occupazioni abusive

Le domande di Giorgio Cislaghi e dei consiglieri comunali Vincenzo Rizzi e Marcello Sciagura

Immagine di repertorio

Emergenza abitativa, un leit motiv che accompagna periodicamente le sessioni di Consiglio comunale, a volte per proporre improbabili piani di pseudo Housing Sociale, a volte per provare a battere cassa alle finanze regionali, quasi mai per adottare misure che allevino la fame di case di edilizia popolare. Ne sono conviti i consiglieri Vincenzo Rizzi e Marcello Sciagura, con Giorgio Cislaghi del Circolo Che Guevara Foggia.

Quale misura per superare l'emergenza baracche?

"Nessuna misura neanche per superare l’emergenza baracche, neppure per eliminare le baraccopoli volute dalle passate amministrazioni, di destra o centrosinistra in par condicio", scrivono in una nota congiunta. "E’ utile ricordare al sindaco che la 'madre delle baraccopoli urbane' è stata inaugurata in era Agostinacchio ed è nello stadio Campo degli Ulivi, dove a fianco dei container giocano i giovanissimi delle squadre di calcio a ribadire una normalità schizofrenica: la rassegnazione dei baraccati e la speranza in un futuro migliore dei giovanissimi".

"Che fine ha fatto l’impegno assunto dal Consiglio comunale nel 2004 quando furono definiti i numeri dell’emergenza abitativa? E’ servito solo per prendere in giro le persone promettendo case popolari che non sono mai state realizzate. La vicenda delle case promesse dal Consorzio Unitario Coop Casa, 32 appartamenti, è emblematica: cambiano i colori politici delle amministrazioni ma resta sempre (e forse) solo una fideiussione, nessun appartamento per chi vive nel disagio sociale".

Con gli ex PIRP ed ex PRUSST centinaia di case... sulla carta

"Che fine hanno fatto le case promesse con gli ex PIRP e gli ex PRUSST?", si chiedono i tre. "Altre centinaia di case di ERP rimaste sulla carta. Promesse fatte da amministrazioni di centrosinistra, ereditate dall’amministrazione di destra, normalmente disattese. Che fine hanno fatto gli “accordi di programma” che dovevano dare casa ai baraccati del Campo degli Ulivi? E’ stata realizzata solo la prima parte delle case di via Parini, realizzate le opere urbanistiche utili alla loro fruibilità ma della prosecuzione dell’intervento urbanistico non abbiamo nessuna notizia. Possono dirci, sindaco e assessore all’urbanistica, che fine ha fatto la commissione che doveva vigilare sulla paritaria realizzazione di opere destinate al privato e alla pubblica utilità? Cosa coprono le fideiussioni a garanzia della parte pubblica dell’intervento? Sono state rinnovate o sono cadute nel dimenticatoio anche queste? Inutile anche ricordare l’intervento urbanistico “Le Perle” di via Cerignola e i cinque milioni promessi per la riqualificazione del cavalcaferrovia di corso del Mezzogiorno, un ponte su cui vige il limite di transito ai mezzi con portata superiore le 5 tonnellate ma su cui transitano normalmente i bus urbani che di tonnellate ne pesano 18".

Aumentano i casi di occupazioni abusive di case pubbliche

"Quale sia la capacità inventiva dell’amministrazione Landella nel trovare soluzioni abitative lo abbiamo potuto verificare con l’intervento di “riqualificazione” dell’ex circoscrizione CEP: improbabili appartamenti che hanno il solo merito di non essere umidi. Chi ha fatto la progettazione dell’intervento sa cosa è richiesto per avere l’abitabilità di un alloggio? Sa quali servizi minimi devono avere le abitazioni?"

"All’inazione dell’amministrazione comunale nell’ottenere le case promesse fa da controcanto l’efficienza di chi occupa abusivamente le case pubbliche", continuano. "Numeri che continuano ad aumentare mentre non si riesce a frenare il fenomeno illegale dietro cui si sente l’olezzo emanato dalla “società” foggiana. A quante case occupate siamo arrivati oggi? ARCA e Comune quali azioni hanno intrapreso per arginare il fenomeno illegale?"

"E puerile, ridicola, la richiesta fatta dal Sindaco alla Regione Puglia di finanziamenti per interventi di ERP come era puerile la richiesta di approvare un pseudo Housing Sociale ricopiato, se non ereditato, dalla vecchia amministrazione senza aver prima fatto il punto su cosa resta in cantiere dai vecchi piani, senza aver prima adottato un piano urbanistico che disegni il futuro della nostra città. Far pulizia delle promesse irrealizzabili potrebbe sbloccare l’utilizzo dei settantadue appartamenti di via Napoli destinati alla realizzazione di un PIRP che non decollerà mai. Incassare le fideiussioni ancora in essere potrebbe portare all’acquisizione di altri alloggi promessi oltre ai 32 del Consorzio Unitario Coop casa".

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Concludono Rizzi, Sciagura e Cislaghi: "Ora, nell’incapacità della maggioranza di governo a trovare soluzioni all’emergenza abitativa, ci aspettiamo che sia emanato prontamente il bando per l’accesso ai fondi regionali per il sostegno alle famiglie che hanno difficoltà a pagare affitti (15 milioni in totale, non un centesimo dal Governo, circa 600.000 euro per la nostra città) a valore di mercato. Confidiamo che, fatto tesoro degli errori commessi lo scorso anno, sia stata prevista la voce di bilancio, comprensiva della quota di cofinanziamento, che permette l’accesso ai fondi regionali e, quindi, si possa procedere senza indugi per permettere l’erogazione del contributo prima di Natale".

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