Ataf, spuntano bandi per la selezione di personale da riqualificare. I sindacati: "Non sono queste le priorità!"

L'accusa: "In un’azienda dove si è proceduto ad un drastico taglio dei salari e con un parco macchine disastroso, procedere a bandi di concorso per la selezione di personale da riqualificare è davvero un controsenso”

L'Ataf Spa

Un provvedimento unilaterale - l’ennesimo - adottato dalla dirigenza Ataf su materie che dovrebbero passare attraverso un corretto confronto sindacale. Così le organizzazioni sindacali definiscono la pubblicazione dei bandi (“spuntati dal nulla da alcuni giorni”, puntualizzano) per la selezione interna di personale già in forza presso l’azienda Ataf.

“Una decisione adottata in perfetta solitudine che, eludendo il confronto e la normale dialettica sindacale, inciderà, ancora una volta, negativamente sui destini della nostra azienda”, spiegano i sindacati. “Un confronto che, se ci fosse stato, avrebbe fatto registrare il nostro dissenso soprattutto sull’opportunità dello stesso, tenuto conto della fase contingente in cui versa Ataf S.p.A.”

Sul motivo del dissenso, spiegano le organizzazioni sindacali: “Avremmo fatto notare al management aziendale che, probabilmente, in un’azienda dove si è proceduto ad un drastico taglio dei salari dei lavoratori dipendenti, con una situazione del parco macchine disastrosa, con l’approvvigionamento di pezzi di ricambio ridotto ai minimi termini se non inesistente, procedere a dei bandi di concorso per la selezione interna di personale da riqualificare appare davvero un controsenso senza fondamento alcuno”.

“Ci saremmo aspettati in questo momento, da parte del management aziendale, un impegno esclusivo per dare risposte concrete a due problemi dirimenti per l’efficienza dell’azienda e la condizione dei lavoratori: rendere più efficiente il parco macchine e risolvere le innumerevoli problematiche organizzative aziendali, oltre che dare risposte al problema salariale dei lavoratori prodotto con i tagli operati nel corso del 2016”.

Al contrario, denunciano, “Si è preferito fare scelte diverse: elargire qualche avanzamento di carriera forse per distogliere l’attenzione dagli orrori perpetrati dal CdA e dal Direttore generale di Ataf a danno dei lavoratori e di questa azienda nel corso del 2016. Aspettiamo che il sindaco mantenga l’impegno assunto il 7 settembre, vale a dire dare all’Ataf i 600mila euro promessi, per restituire ai lavoratori quanto prelevato in busta paga da luglio. FI LT-Cgil, Uil-Uilt, Ugl Trasporti, Faisa-Cisal e Faisa-Confail auspicano che il buon senso e la buona pratica amministrativa tornino a pervadere la proprietà e la dirigenza Ataf e chiedono, pertanto, il ritiro del provvedimento”.

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