“A Monte Sant’Angelo cronaca di un’onta annunciata”

Rinviata al 20 luglio la seduta del Tar Lazio contro il provvedimento di scioglimento del Consiglio Comunale presentato da consiglieri comunali e assessori. Il commento di Iniziativa Democratica

Monte Sant'Angelo

Iniziativa Democratica di Monte Sant’Angelo ripercorre le tappe che dal 17 luglio ad oggi hanno riguardato la vicenda dei presunti condizionamenti mafiosi in Comune, auspicando, all’indomani del rinvio della seduta del Tar al 20 luglio, massima vigilanza e un adeguato livello di partecipazione civica nell'esclusivo interesse del bene pubblico.

Il 17 luglio 2015 il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell'Interno on. Alfano, delibera lo scioglimento del Consiglio Comunale di Monte S. Angelo per presunti condizionamenti mafiosi in applicazione dell'art. 143 del D.P.R. n. 267/2000.

Il 20 luglio 2015 il presidente della Repubblica decreta lo scioglimento degli organi di governo del Comune e nomina la commissione straordinaria nelle persone dei dottori Cantadori, Giangrande e Monno, chiamati a governare il Comune per 18 mesi, cioè fino a gennaio 2017.

Il 14 ottobre del 2015 avverso il provvedimento di scioglimento del Consiglio Comunale, presentano ricorso presso il Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) del Lazio i consiglieri e assessori comunali Antonio di Iasio, Pietro Accarrino, Giuseppe Ciuffreda, Mimmo Ciuffreda, Michele Ferosi, Marco Galli, Franco Granatiero, Giovanni Granatiero, Antonio Pettinicchio, Felice Scirpoli, Vincenzo Totaro, Mario Troiano, in cui viene chiesto, previa sospensiva, l'annullamento del decreto del presidente della Repubblica.

La prima seduta del Tribunale Amministrativo Regionale adito viene fissata il 4 novembre dello stesso anno. Seduta che però si svolge con un nulla di fatto in quanto la Prefettura di Foggia e il Ministero dell'interno non hanno depositato tutta la documentazione necessaria. La seduta viene aggiornata nel merito al 6 aprile 2016, dopo cinque mesi. Alla Prefettura di Foggia e al Ministero dell'interno si chiede di depositare gli atti di rito entro i successivi 30 giorni.

Rivela ‘Iniziativa Democratica’: “Pochi giorni prima del 6 aprile comincia a circolare in paese l'ipotesi di un ulteriore rinvio. Naturalmente, come accade in questi casi, alcuni ci credono, altri no. Purtroppo per l'interesse generale della Città e della nostra Comunità hanno ragione i primi”

Il 6 aprile il collegio giudicante del TAR Lazio rinvia nuovamente la seduta al 20 luglio 2016 “perché la relatrice, a cui era stato assegnato il ricorso per l'annullamento del decreto di scioglimento del Consiglio Comunale, risulta assente per motivi di salute (pare che nel frattempo fosse stata nominata al Consiglio di Stato)”.

A margine di questa cronistoria, Iniziativa Democratica evidenzia che “alla stragrande maggioranza dei montanari, residenti e non, al momento poco interessa sapere se e chi ci sia dietro questa triste e dannosa vicenda, che ha gettato ingiustamente un'ombra odiosa sulla storia e sull'onore della nostra comunità”.

I cittadini di Monte Sant’Angelo, e tutti coloro che vivono fuori del nostro paese e che lo amano forse più di noi stessi, a proposito di questa mortificante "faccenda" hanno due insopprimibili diritti che sono garantiti dalla Costituzione Italiana: il primo, conoscere la verità, anche quella giudiziaria, nel più breve tempo possibile; non sono compatibili con l'interesse pubblico, che la Giustizia deve garantire, ulteriori rinvii. Il  secondo, essere governati da persone competenti e oneste scelte liberamente mediante procedure elettorali democratiche; nessuno pensi di non celebrare le prossime elezioni amministrative entro la primavera del 2017, perché in uno Stato di diritto non si può sospendere così a lungo la democrazia senza che la Giustizia faccia velocemente il suo corso.

Iniziativa Democratica conclude: “Il legittimo soddisfacimento di questi due diritti della Comunità può essere garantito soprattutto se in questi mesi ognuno di noi saprà sviluppare il massimo della vigilanza ed esprimere un adeguato livello di partecipazione civica nell'esclusivo interesse del bene pubblico.

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