Nuova sede Amiu in via San Severo, ma Mainiero frena tutto: “Procedura illegittima”

Per il capogruppo in Consiglio comunale dei Fratelli d’Italia Amiu Puglia avrebbe compiuto un doppio abuso: individuando la nuova area e conferendo un mandato per formalizzarne l’acquisizione

La sede dell'Amiu

“Illegittima la procedura che ha portato alla individuazione e all’avvio della procedura di acquisizione della nuova sede in Via San Severo per la unità operativa di Foggia della società in house Amiu Puglia Spa, società a totale partecipazione pubblica”. Lo ha dichiarato il dott. Giuseppe Mainiero capogruppo di Fratelli d’Italia.

Sede Amiu Puglia, la denuncia di Mainiero

“L’Amiu ha disatteso la delibera di Consiglio Comunale che disponeva all’azienda di acquisire, all’asta giudiziaria, la sede ex Amica in corso del Mezzogiorno, per la quale oggi i cittadini foggiani sono costretti attraverso la TARI a sostenere un costo di locazione per la stessa di 25mila euro al mese, 300mila euro l’anno, un contratto dalla durata di 18 mesi prorogabile di altri 6, stipulato nel giugno del 2017.

Per dotarsi di una nuova sede, nel mese di novembre dello stesso anno AMIU provvede alla pubblicazione di un ‘Avviso di ricerca sede operativa’ con la quale si indicano alcune caratteristiche tra cui l’indicazione delle superfici scoperte (12 mila mq) quelle coperte (4.000 mq) ed altre dotazioni.

Dotazione finanziaria autorizzata per l’operazione dal Consiglio Comunale 2.400.000,00 euro. Le proposte dovevano essere presentate entro e non oltre le ore 12,00 del 01/12/17 presso la sede AMIU di Foggia, in corso del Mezzogiorno. Mainiero precisa che in data 02/08/2018 non ha potuto accedere gli atti amministrativi negli uffici della sede operativa di Foggia Amiu Puglia spa in quanto tutta la documentazione era stata trasferita alla sede di Bari nonostante la procedura si fosse svolta a Foggia. Inoltre non è stato possibile reperire, nemmeno on line, l’avviso pubblico di procedura aperta cosi come stabilito dagli art. 35, 36 e 79 del d. lgs 50/2016 (Codice degli Appalti).

Il consigliere evidenzia come dal sito internet della società AMIU Puglia spa non risultano neppure pubblicate le offerte pervenute alla società AMIU PUGLIA SPA , nonostante il termine ultimo per la presentazione delle stesse scadesse il 01/12/17.  Nessun atto nella sezione trasparenza relativo alla nomina della commissione preposta al vaglio delle offerte, nessun atto dell'attività svolta disattendendo puntuali precetti in materia di trasparenza, come sancito dal Codice degli appalti, art. 29 comma 1.

Rilievi, continua Mainiero, che sono stanti tutti evidenziati formalmente ai responsabili dell’Anti corruzione del Comune di Foggia, della società AMIU, all’ANAC, alla Corte dei Conti ed alla Procura presso il Tribunale di Foggia per i rispettivi profili di competenza. Nell’esposto Mainiero spiega come AMIU spa pur avendo una “veste giuridica privatistica”, essendo una società a totale partecipazione pubblica, debba attenersi scrupolosamente all’Ordinamento degli Enti Locali, i quali hanno l’obbligo, non la facoltà, di esercitare un “controllo analogo”.

Una circostanza questa che dovrebbe, il condizionale è d’obbligo, essere a conoscenza del sindaco Landella che è bene ricordare riveste anche la carica di assessore alle società Partecipate, delega di cui non si è mai spogliato, nonostante le vicende delle società partecipate del Comune di Foggia abbiano fatto registrare accadimenti alquanti imbarazzanti, si pensi al riguardo le società Ataf e Amgas, vicende che hanno palesato l’assoluta inadeguatezza del Servizio Partecipate relegato dal sindaco ad una stanza con sole 4 unità di personale accanto al suo Gabinetto, laddove opportunamente quel Servizio andava collocato nell’ambito dei Servizi Finanziari dotati di specifiche e qualificate professionalità.

Probabilmente Landella, ma questa è una valutazione tutta politica, non ritiene che il “governo ed il controllo” delle nostre società partecipate necessiti di una struttura adeguata, di una Governance all’altezza di un compito gravoso, avendo tra l’altro reintrodotto i Consigli di Amministrazione, di nomina squisitamente politica, distanti da quei requisiti di professionalità di cui quelle aziende necessitano, tralasciando la circostanza che ATAF ed AMGAS sono addirittura senza direttore generale (SIC!).

E’ bene ricordare al Sindaco Landella, facente funzione di assessore al ramo, che controllo analogo sulla società a capitale interamente pubblico (società controllata), direttamente affidataria del pubblico servizio locale, si identifica (per definizione ex art.113 del TUEL citato) con l’attività di vigilanza e controllo che istituzionalmente l’ente (soggetto pubblico controllore) svolge sull’attività dei propri uffici, in virtù della titolarità dei servizi pubblici locali o delle attività amministrative di competenza e del suo ruolo di garante nei confronti dell’utenza locale. E’ importante ribadire che l’art.147-quater del TUEL codifica l’obbligatorietà del controllo dell’ente locale sulle società da esso partecipate e lo affida direttamente – ed esclusivamente – alle strutture proprie dell’ente locale controllore, che ne sono responsabili.

Sono queste le ragioni che mi hanno spinto, conclude Mainiero, a formalizzare il tutto presso tutte le Autorità competenti, evidenziando l’abuso che la società Amiu spa ha compiuto, non solo individuando, ma addirittura conferendo un mandato per formalizzare l’acquisizione di quell’area, sita in via San Severo,  quale nuova sede operativa di Foggia , attraverso illegittime determinazioni del Consiglio di Amministrazione.

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