"Municipio chiuso per tagli": il comune di Biccari protesta contro il Governo

Lo ha annunciato il sindaco Gianfilippo Mignogna. Venerdì 2 ottobre il Municipio resterà chiuso: "Tra Patto di Stabilità, tagli, introduzione della Tasi e dell’Imu agricola siamo obbligati a fare i salti mortali per non vessare ulteriormente la popolazione"

Il comune di Biccari sciopera contro i tagli del Governo. Lo ha annunciato il sindaco del centro del Subappennino Gianfilippo Mignogna, che ha annunciato per venerdì 2 ottobre la chiusura del Municipio. Una forma di sciopero civico destinato a destare polemiche anche nelle stanze dei bottoni.

Accompagnato dai suoi assessori ed i suoi consiglieri, sosterà davanti alla sede municipale, per spiegare ai cittadini le condizioni di un bilancio via via drammatico. Alle 18.30, forum tematico con la cittadinanza, nei locali di Bollenti Spiriti. La protesta avverrà con le stesse modalità a Castelnuovo della Daunia col sindaco Guerino De Luca.

Si scrive Biccari e si legge Italia. Anzi, la situazione diventa davvero ai limiti della logica, se si pensa ai Piccoli Comuni, alle prese con problemi di dissesto idrogeologico, crescita zero e galoppante spopolamento. I Monti Dauni, in particolare, sono a vero rischio desertificazione entro pochi anni.

“Eppure – commenta Mignogna – c’è una legge al vaglio del Parlamento, sul ripopolamento dei Piccoli Comuni. È stata presentata, come primo firmatario, dall’on. Romina Mura, giovane parlamentare del Pd e sindaco di Sadali (900 abitanti) in Sardegna. La proposta, accolta favorevolmente anche da Borghi Autentici, punta a combattere lo spopolamento in atto nei Comuni con meno di 3000 abitanti attraverso l’introduzione del reddito di insediamento (640 euro di un apposito fondo del Ministero delle Finanze) per chi scegliesse di risiedere nei piccoli centri situati nelle aree svantaggiate e nelle zone interne”. Per ora, da Roma, manco a dirlo, è silenzio. 

Solo il 17 agosto, seguendo le prescrizioni del Prefetto di Foggia, Sua Eccellenza Maria Tirone, Biccari approvava un bilancio di previsione con appena 15mila euro di trasferimenti statali. “Tra Patto di Stabilità, tagli, introduzione della Tasi e dell’Imu agricola – osserva Mignogna – noi siamo obbligati a fare i salti mortali per non vessare ulteriormente la popolazione. Ma così non andiamo lontano: riusciamo a malapena ad assicurare i servizi essenziali e il pagamento del personale. Per questo, occorre che ci facciamo sentire in qualche modo, dal momento che i nostri parlamentari, più volte informati, hanno sin qui prodotto assai poco”. 

L’idea dello sciopero civico è uno degli strumenti. Matteo Luigi Bianchi, classe ’79, sindaco di Morazzone, nel varesino, ha fatto causa allo Stato, dopo aver visto recapitare 4mila euro a fronte degli attesi 600mila promessi e già praticamente spesi a settembre, in un bilancio di 4 milioni di euro. E il caso rischia di non restare isolato. Lo stesso Mignogna, il 2 dicembre scorso, aveva trasferito simbolicamente gli uffici comunali sul lago Pescara a 900 metri di altitudine, perché d’improvviso il Governo Renzi non riconosceva più il Comune dei Monti Dauni come “montano”, avendo sede a 450 metri. Meno dei 600 previsti dalle nuovissime normative, che, in un colpo solo, tagliavano 260mila euro di trasferimenti e introducevano Tasi ed Imu agricola da cui Biccari era esentata. “Se ci vogliono far morire – conclude il sindaco Mignogna – lo dicano a chiare lettere. Ma certamente noi, con questo e gli atti successivi, dimostreremo che non siamo disposti a soccombere e venderemo cara la pelle”.

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Commenti (1)

  • Onore al nostro caro sindaco. Mi chiedevo se la giornata di sciopero verrà retribuita al personale?

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