Frase stupro, Siorini scrive a Salvini: “Espulso dal movimento senza un giusto processo”

Saverio Siorini, coordinatore cittadino di 'Noi con Salvini', scrive al leader nazionale del partito, per chiedere spiegazioni sull'espulsione da parte di Rossano Sasso

Saverio Siorini

Dopo la frase shock pubblicata su Facebook all’indomani dello stupro di Rimini, con conseguente espulsione dal movimento di Capitanata ‘Noi con Salvini’. Saverio Siorini prende carta e penna e scrive al leader  Matteo Salvini, al vice e senatore Raffaele Volpe, al segretario e deputato Angelo Attaguille, per sapere avere spiegazioni sui tempi e sulle modalità con cui il coordinatore cittadino di San Giovanni Rotondo è stato messo alla porta dal coordinatore regionale Rossano Sasso.

Stupro Rimini, la frase shock su Boldrini e le donne del PD

“Qualche giorno fa ho espresso, forse con troppa fretta e senza opportune riflessioni, un pensiero sulla Boldrini e sulle donne del PD augurando loro di vivere simili esperienze capitate alla donna stuprata a Rimini da un branco di extracomunitari. Un pensiero che, ne sono convinto, attraversa la mente di molti italiani stanchi di vedere questo schifo. Ma evidentemente il potere del Pd è tale da favorire la gogna mediatica nei miei confronti (umile coordinatore di San Giovanni Rotondo), per aver espresso liberamente il mio pensiero. Chiedo scusa se ho esagerato, ma sono anche convinto che se quella donna violentata fosse una vostra sorella o figlia, altro che pensieri nei confronti della Boldrini. Quindi, mi domando: "Ho sbagliato ad esprimermi? Oppure altri non hanno le palle per dire quello che pensano?". Certamente la frase è forte! Basterebbe sostituire un "punto esclamativo" con un "punto interrogativo" e l'intera frase assumerebbe diversi significati”

Siorini a FoggiaToday: "La mia solo provocazione"

L’espulsione dal movimento da parte di Rossano Sasso

“Sono stato subito messo alla porta, a mezzo stampa, dal coordinatore regionale Rossano Sasso, senza  un giusto processo. Non ha importanza se i coordinatori provinciali si auto proclamano “candidati in pectore” alle prossime politiche, tanto da contrapporsi, nelle tematiche di future alleanze, alle linee guida dei vertici nazionali del movimento (come avvenuto con Taurino di Brindisi).  Non ha importanza se un coordinatore provinciale diffonde notizie bufala sul proprio profilo facebook per un falso caso di stupro, che in seguito diventano anche motivo di interrogazione parlamentare (caso Taurino a Brindisi). Quello che appare importante, è la politica fatta con i “selfie” da pubblicare poi su facebook. Appare chiaro il disegno, fortuito oppure volontario, di “espellere” tutte quelle anime che all’interno del partito, hanno dimostrato di avere “una marcia in più” di chi coordina a livello regionale, quasi a voler spazzare via possibili oscuramenti della sua figura. In quest’ottica avrebbe un senso l’eclissarsi di figure di un certo spessore, che hanno preferito prendere le distanze da questi “personaggi”. Ecco spiegato perché il movimento, in Puglia, non registra crescite”

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Le domande di Saverio Siorini

“Vorrei sapere perché sia stato consentito ad alcuni di rappresentare il movimento, pur conoscendone i limiti. Forse l'unico scopo è stato poter affermare "stiamo crescendo", con tanto di "selfie" a suggellarne la veridicità. Non mi piace la velocità con cui si nominano e si rimuovono i quadri del movimento. Se ho sbagliato vi chiedo scusa. Altrimenti assumete una posizione chiara e decisa, affinché, chi crede che possa esistere ancora un Paese Italia, non perda in Salvini l'unico riferimento per continuare a sperare in un futuro migliore”
 

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