Residenza ai migranti, Caposiena chiede l'intervento del Prefetto: "Dubito che San Severo abbia la forza per gestire"

Intervento della presidente della commissione di garanzia e controllo. Preoccupano i numeri e il rispetto della normativa nazionale. La consigliera, inoltre, stigmatizza come tutto sia avvenuto tramite un atto di giunta

"Il protocollo d’intesa sottoscritto tra il Comune e la Diocesi di San Severo è avvenuto attraverso un atto deliberato dalla Giunta e non dal Consiglio Comunale.
Miglio continua a delegittimare i consiglieri comunali che sono la voce della città e a decidere con gli assessori che sono suoi nominati". Così la consigliera di opposizione Rosa Caposiena sul provvedimento che ha istituito la residenza fittizia ai migranti (elogiato anche da Papa Francesco).
"Decisioni importanti come quella della iscrizione all’anagrafe di San Severo dei migranti senza fissa dimora, agevolata dal protocollo con la chiesa, andava discussa in consiglio comunale e condivisa per evitare contrapposizioni e tensioni. Ebbene mi pare opportuno verificare, anche alla luce del recente decreto Sicurezza, se è legittimo iscrivere tutti i migranti compresi i richiedenti asilo che giustappunto il decreto sicurezza preclude all’iscrizione anagrafica. Inoltre la delibera di Giunta fa menzione di cooperative e/o associazioni che hanno ottenuto finanziamenti regionali per migranti ma nel Protocollo non si assicura che soggetti terzi ( quali cooperative e/o associazioni e/o società ) non beneficino indirettamente del protocollo con la Diocesi. D’altro canto se lo stesso Vangelo dice che “lo spirito è forte ma la carne è debole”, è giusto evitare tentazioni strane a soggetti estranei al protocollo ma interessati indirettamente".


"Nessuno ha intenzione di negare ai migranti regolarmente soggiornanti in Italia di ottenere la residenza ma neppure possiamo usare una eccessiva flessibilità che altri Comuni non hanno voluto usare per ragioni di sicurezza ordine pubblico e rispetto della normativa nazionale visto e considerato che nella nostra provincia sono stati già segnalati dalle forze dell’ordine e magistratura soggetti ritenuti pericolosi e vicini ad ambienti terroristici. Ottenere la residenza significa ottenere tutela sanitaria, sussidi dai servizi sociali, fare richieste per alloggi popolari, ottenere permessi di soggiorno, iscriversi a corsi formazione. Ho forti dubbi che il Comune di San Severo abbia la forza per gestire una situazione simile se non si pone un limite.
Per questo è necessario che la Diocesi indichi anche la durata della frequentazione dei migranti presso le parrocchie finalizzata a stabilire il legame reale col nostro territorio".

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"Papa Bergoglio e Vaticano permettendo, in qualità di Presidente della commissione consiliare di Garanzia e Controllo, chiederò al Prefetto di pronunciarsi sulla delicata questione, che non deve mai diventare oggetto di divisione razziale ma oggetto di valutazione del rispetto della normativa nazionale. Se sono legittime le azioni rivolte ad aiutare gli ultimi, e ne siamo convinti, saranno tuttavia altrettanto legittime le preoccupazioni dei cittadini sanseveresi a cui qualcuno deve dare risposta" conclude la consigliera.

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