Ghetto dei bulgari, Barone (M5S) rilancia: “Landella spenda meno soldi per gli addobbi natalizi a effetto”

Duro affondo della consigliera regionale del Movimento 5 Stelle dopo la risposta del sindaco alle sue accuse: "Nessuno sgombero è stato mai programmato. Il vero regalo di Natale che ci si aspetterebbe da un sindaco è una vita più dignitosa per gli esseri umani"

Non si arrestano le polemiche sul Ghetto dei Bulgari, devastato da un incendio la notte dell’8 dicembre scorso, che è costato la vita a un giovane ragazzo di 20 anni ospite dell’accampamento.
Sulla vicenda è nato uno scontro verbale tra la consigliera regionale del M5stelle Rosa Barone e il sindaco di Foggia Franco Landella.

La consigliera pentastellata aveva accusato il primo cittadino foggiano di “ignorare del tutto la situazione di emergenza in cui vivono questi ghetti, in un territorio del comune da lui amministrato”. Non si è fatta attendere la replica del sindaco di Foggia, che ha difeso il proprio operato parlando di “atteggiamento di bassa speculazione politica, e di realtà ben più complessa del ‘complotto dei frigoriferi’”.  

Pronta è giunta la controreplica della Barone, che si dice “basita per la pochezza delle argomentazioni del sindaco che, anziché rispondere nel merito di fronte a una richiesta di risposte e di assunzione di responsabilità come dovrebbe fare un rappresentante delle istituzioni davanti a un episodio talmente grave, si è limitato a fare propaganda politica”.

La Barone analizza la nota del primo cittadino ribattendo punto su punto, a cominciare dalle soluzioni intraprese dall’Amministrazioni per lo sgombero del ghetto: “Ma qualsiasi sgombero deve essere prima programmato e nessuna programmazione è stata posta in essere dal Comune fino a oggi. Inoltre queste persone che abitano il ghetto hanno una cittadinanza comunitaria, hanno quindi diritto a una assegnazione alternativa e ai minori presenti, avendone diritto, dovrebbe essere garantita la frequentazione nelle scuole per la scolarizzazione, in ottemperanza anche alla giurisprudenza europea”.

Brucia il ‘Ghetto dei Bulgari’: foto e video

Prosegue l’esponente del Movimento 5 Stelle: “Il sindaco sostiene che ci siano interlocuzioni con la Procura dei minori sulla questione del ghetto, abbiamo chiesto le carte proprio per questo, dal momento che più che ‘interlocuzioni’ ci risulterebbero dei meri solleciti della Procura e del Garante dell’Infanzia delle Regione Puglia al Comune di Foggia, pare rimasti senza risposta. Invito dunque Landella a mostrarci la documentazione a sostegno delle sue ragioni”.

“I Ghetti vanno chiusi”

A proposito della condizione dei minori presenti nel ghetto la Barone precisa: “Landella fa evidentemente confusione, perché parla di minori non accompagnati che sono nelle strutture di accoglienza, una situazione che non c'entra nulla con quello che avviene al ghetto. Se poi nella comunità bulgara sono presenti minori non accompagnati, la cosa sarebbe grave e ancor più grave sarebbe esserne a conoscenza e non aver fatto nulla per garantire il loro ricollocamento a norma di legge nei centri adibiti”.

Quanto al fornimento dell’acqua al ghetto spiega: “E’ vero, mi sono impegnata in prima persona perché quelle persone (tra cui molti minori) non rimanessero senz’acqua peggiorando ulteriormente le loro condizioni sanitarie; la Regione ha fatto quello che poteva e doveva in attesa che il Comune intervenisse, ma la domanda è: davvero Landella, un sindaco, sarebbe stato capace di lasciare quei bambini senza acqua? Abbiamo capito male? Perché se così fosse i foggiani dovrebbero farsi molte domande e Landella dovrebbe risponderne prima di tutto alla propria coscienza”.

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La consigliera regionale chiude con una stoccata finale al sindaco: ”Ricordo che è lui il responsabile alla salute di questa comunità, ricadendo quel territorio nel comune di Foggia il ghetto. Anziché spendere migliaia di euro di soldi dei contribuenti per gettoni di presenza o per allestire addobbi natalizi ad effetto, il vero regalo di Natale che ci si aspetterebbe da un sindaco è una vita più dignitosa per gli esseri umani che vivono di stenti nella nostra comunità.

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