Barone a Emiliano: "A San Severo non serve un assessore fantasma: dimettiti"

Dalle parole del sindaco Miglio sembra che "Emiliano rimarrà al suo posto". La neo consigliera foggiana Rosa Barone puntualizza: "secondo la legge vi è incompatibilità tra la carica elettiva in Regione e quella di assessore"

Rosa Barone

“Rispetti la legge e rinunci all’incarico da assessore”. Rosa Barone, consigliera regionale foggiana, è ferma e categorica: il sindaco di Puglia Michele Emiliano non può continuare ad essere l’assessore alla Sicurezza del comune di San Severo. E questo “per la sua scarsa presenza e per lo scarso senso di responsabilità con il quale ha gestito il delicato incarico ricevuto”. Per molti, la nomina dello ‘sceriffo’ era una scelta strategica del sindaco Miglio per avere in giunta "un pezzo forte"; per altri semplicemente una scelta di comodo di Emiliano per non tornare a vestire i panni di "magistrato". “Ma la verità è che dalle sue dimissioni da sindaco di Bari fino alla sua incoronazione come presidente della Regione Puglia, il ‘sindaco di Puglia’ ha ricevuto un posto in Giunta nella cittadina della provincia di Foggia, pur non occupandosi adeguatamente rispetto all'incarico ricevuto dal primo cittadino di San Severo" dichiara la consigliera pentastellata.

“Il Movimento cinque stelle da sempre condanna questo gioco di poltrone che costano in realtà sulla buona tenuta di chi viene amministrato. Oggi dati alla mano il comune di San Severo è tra i più martoriati dal fenomeno del racket e dell'estorsione e avrebbe avuto bisogno nel territorio non di un assessore fantasma ma di un amministratore ‘alla pubblica sicurezza’ che avesse potuto contenere i numeri di tale emergenza, con una costante presenza nel comune e con azioni forti che cercassero di prevenire il fenomeno delinquenziale”, spiega.

Dalle parole del sindaco Miglio sembra infatti che "Emiliano rimarrà al suo posto come assessore", trascurando però un aspetto importantissimo a giudizio dei consiglieri M5S, ovvero quello delle incompatibilità con la carica di presidente della Regione Puglia rispetto la carica di assessore. Secondo infatti la legge del 7 aprile 2014 n.56 ripresa anche nello statuto della Regione Puglia, vi è incompatibilità tra una carica elettiva in Regione e quella di sindaco o assessore di uno dei comuni della regione stessa.

“È palese che -  continua la consigliera M5S - Emiliano dovrà rinunciare all'assessorato di San Severo per non creare una incompatibilità con la sua nuova carica da governatore della Regione Puglia, di fatto avendo sfruttato la sua entrata in giunta come assessore per ottenere l'aspettativa, un atteggiamento poco rispettoso verso i cittadini sanseveresi che meritavano sicuramente tutt'altra attenzione, e non un assessore assenteista impegnato nella sua scalata alla Regione”.

Solo nello scorso mese decine di attività sono state sotto assedio della criminalità organizzata, bombe ed ordigni esplosivi come ricatto ai commercianti che hanno fatto presupporre che siamo di fronte ad atti delinquenziali diversificati che non hanno più l'unico scopo di colpire l'esercizio o la persona specifica ma indurre pericolo anche nella cittadinanza, come la bomba di Via Ergizio del 10 giugno, un ordigno preparato con chiodi e bulloni di vario tipo che nella deflagrazione ha danneggiato immobili, vetrine di negozi e auto presenti nella via.

“A oggi chiediamo ad Emiliano - conclude Rosa Barone - conto del suo incarico da assessore ed in che modo abbia cercato di prevenire i numeri di tale emergenza sicurezza, e soprattutto ci chiediamo che ne sarà del suo assessorato? Se non sente di aver solamente sfruttato la poltrona offertagli da Miglio come ponte alla sua elezione a presidente della Regione”.

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Commenti (1)

  • Avatar anonimo di Roberto Ciliberti
    Roberto Ciliberti

    Brava alla Rosa Barone, sono con te.Il Miglio comandato dai fili dell'emiliano lo ha eletto assessore per dargli un posto in cui elargire i suoi introiti mensili, visto che non era ancora presidente regionale, e ho saputo che ciucciava Danaro da altri comuni pugliesi, dirigendo e comandando i suoi soldatini del PD, facendosi nominare in più sedi comunali.A esperienze legali attuate dal l'emiliano, inesistenti, illusorie e scadenti, con tecniche antiche e obsolete.Presenza in ambito lavorativo totalmente assente, e molto più presente in eventuali banche di sua frequentazione sopratutto nel 27 del mese, in cui percepiva sicuramente denaro non meritato.

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