I leghisti mantengono le distanze da Landella: rifiutato il ‘dono’ assessorato, voto sul Bilancio a rischio

Nell’incontro con Landella gli esponenti di Noi con Salvini hanno rifiutato l’assessorato, ma dovrebbero dare appoggio esterno

No, grazie. Sarebbe stato rispedito al mittente il "dono" che Landella vorrebbe fare ai leghisti: quell'assessorato alla Sicurezza messo sul tavolo in maniera poco ortodossa dal primo cittadino in occasione della venuta di Matteo Salvini a Foggia, lo scorso novembre. Per il pomeriggio di ieri il sindaco avrebbe dovuto tenere un vertice di maggioranza finalizzato a chiudere la crisi infinita che agita la sua maggioranza, acuitasi nell'agosto scorso con i tre ex civici per la CapitAmata e avente per oggetto l'assessorato alle Politiche sociali in quota AP. Tavolo che però non si è tenuto: Landella ha dovuto fare un paio di passaggi bilaterali, incontrando gli ex civici da soli. Perché? Secondo alcuni, per l'impossibilità di Alternativa Popolare ad esserci; secondo altri, per il niet dei neo leghisti a sedere allo stesso tavolo con AP, considerato che non sarebbe un protagonista definito nell'ambito della coalizione in cantiere per le elezioni 2018. E comunque il loro è stato un no: nell'esecutivo non entrano, dovrebbero dare appoggio esterno, filtra (a rischio il loro voto sulle variazioni di bilancio martedì prossimo).

Col passaggio alla Lega dei consiglieri Alfonso Fiore, Antonio Vigiano e Joseph Splendido - e, pertanto, con la reunion sotto lo stesso ombrello delle forze di centrodestra a livello nazionale di Forza Italia e salviniani - sembrava che le cose potessero risolversi quasi "naturalmente". Tanto più che il gruppo, date ormai per perse le Politiche sociali (con sollievo di Erminia Roberto e Franco Di Giuseppe), aveva virato sulla richiesta di un assessorato alla Sicurezza, tema più aderente ai cavalli di battaglia leghisti. Il sindaco aveva anche trovato una forma di quadra, ottenendo un parziale passo indietro del sovranista Bruno Longo rispetto alle deleghe del genero Claudio Amorese (colui che ad oggi gestisce quel delicato settore) e il placet di Forza Italia alla fuoriuscita dell'assessore al Bilancio Annarita Tucci. Intesa arenatasi quasi subito per la modalità poco ortodossa con cui il sindaco l'ha annunciata in occasione della presenza di Salvini, mettendola sotto forma di  "dono" e indispettendo il leader leghista. Questo ufficialmente. Perché ufficiosamente si agiterebbe lo scetticismo rispetto all'ingresso nell'esecutivo che, di fatto, metterebbe il cappello su una amministrazione quasi in dirittura d'arrivo, il cui lavoro è stato sempre giudicato dalla locale segreteria salviniana insoddisfacente.

Queste le parole di Silvano Contini all'indomani dell'incontro al quale hanno partecipato anche il vicesegretario Gianfranco Fariello e il portavoce Antonio Vigiano: “Abbiamo ribadito la nostra precisa volontà di non entrare nell’esecutivo dell’amministrazione Landella, di votare provvedimento per provvedimento in aula, se le azioni previste saranno utili per la comunità, e di voler presentare iniziative propositive per la città e per i cittadini”.

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