La corsa rosa per un posto a Bari. Dalla Capitanata sulle ali della doppia preferenza di genere (che però non è poi così scontata)

Pullulano gli scettici. Rosa Cicolella, una delle antesignane della battaglia per la legge 50 e 50, teme un altro scaricabarile. La Liguria si sta già attivando. In caso di introduzione della parità, potrebbero servire rinforzi

L'introduzione della parità di genere nella legge elettorale della Regione Puglia impensierisce taluni partiti ma non è poi così scontata come sembra. Non ci metterebbero proprio tutti la mano sul fuoco, specie nel centrodestra dove pullulano gli scettici sulle reali volontà del polo opposto. Frena gli entusiasmi anche la presidente della Commissione regionale per le Pari Opportunità Patrizia del Giudice: allo stato, "è un mero atto di indirizzo del Ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia nell'ultimo Consiglio dei ministri". Non dire gatto se non ce l'hai nel sacco. Più che una imposizione è una sollecitazione che la Liguria avrebbe intenzione di recepire nell'ultimo scampolo di legislatura tanto da aver già iniziato a lavorare sull'iter. In Puglia pare siano state calendarizzate tre sedute del Consiglio regionale ma già nella prima non sarebbe all'ordine del giorno.

Rosa Cicolella, ex presidente della Commissione Pari Opportunità tra le pioniere della battaglia per la legge 50 e 50, malamente affossata nel 2012, nutre una ragionevole speranza ma non esclude un'altra beffa sulla doppia preferenza: "Sarebbe una vergogna. È già vergognoso che non sia stata introdotta indipendentemente dall'input del governo. Io credo che non si possa più tornare indietro, ma non mi meraviglierebbe l'ennesima vigliaccata, perché tagliarsi il trespolo su cui si è seduti è davvero amaro. Staremo a vedere. Non vorrei che si organizzasse l'ennesima pupazzata. Sarebbe l'ultima macchia su questa legislatura". Coordinatrice di Italia Viva in provincia di Foggia, aveva già orgogliosamente annunciato liste 50 e 50, quello che era il sogno della legge di iniziativa popolare. "Non sono quote, questo deve essere chiaro  - aggiunge Rosa Cicolella - è semplicemente un'opportunità di democrazia per i cittadini pugliesi".

La doppia preferenza suggerirebbe di cambiare genere e di ballare anche a passo di tango. I candidati potrebbero attrezzarsi proponendosi in ticket, vale a dire in coppia uomo-donna. Il rischio che i politici più scafati possano approfittarne è piuttosto concreto. Dopo un'iniziale fase di smarrimento, i partiti ricalibrano le strategie nel caso dovesse essere introdotta davvero.

Nessun problema di sorta per il Movimento 5 Stelle, l'unico ad avere anche la candidata presidente donna (Antonella Laricchia), che ha già schierato le foggiane Rosa Barone e Guglielma Lecce, Grazia Manna di Troia e Guedalina Rosaria Romito, scelte sulla piattaforma Rousseau alle Regionarie di febbraio.

A parte le donne già arruolate, potrebbero ricevere la chiamata alle armi anche altre esponenti dei partiti con le spalle già forti. Forza Italia potrebbe chiedere un impegno diretto a Rosa Caposiena, consigliera di opposizione a San Severo, così nella Lega potrebbe toccare a Maria Anna Bocola, sua vicina di banco, che inizialmente aveva rifiutato l'offerta. Continua ad avere gli occhi addosso Michaela Di Donna che sbeffeggia sui social gli "uomini che hanno paura Di (una) Donna". Tra le nuove proposte c'è Annamaria Fallucchi, con tutta probabilità candidata in una delle liste del presidente di Raffaele Fitto. Sarebbe pronta per Fratelli d'Italia la consigliera comunale di San Giovanni Rotondo Nunzia Canistro.

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Nello schieramento opposto, il Partito Democratico si era portato avanti col lavoro: è ormai data per certa la partecipazione di Teresa Cicolella, Anna Rita Palmieri e Isabella Damiani. È già partita la campagna elettorale di Sabrina Rosito, assessore di San Paolo di Civitate, candidata nella lista di Italia in Comune . A maggior ragione con l'eventuale introduzione della doppia preferenza, si dichiara "a disposizione della coalizione e del suo rappresentante" Patrizia Lusi, fedelissima di Michele Emiliano che, per la verità, non ha mai smesso di fare campagna elettorale per il centrosinistra proprio come il suo leader. A conti fatti le donne sembrano scarseggiare. "C'erano partiti come il PD che già avevano tenuto conto della componente femminile al netto dell'obbligatorietà - fa notare Patrizia Lusi - per altri partiti che non avevano previsto questa ipotesi sarà un po' più complesso trovare donne che magari abbiano già delle esperienze amministrative, perché purtroppo la presenza delle donne in politica è quella che è".

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