Amodeo scrive a Mattarella, il progetto 'Moldaunia' sul tavolo del Presidente della Repubblica

L'obiettivo del movimento popolare: "Abbattere il muro di gomma opposto dalla classe politica locale, che ci impedisce di arrivare al referendum consultivo negandoci la necessaria delibera del Consiglio provinciale"

Il progetto Moldaunia

Il progetto Moldaunia (l’annessione della Daunia alla Regione Molise) finisce sul tavolo del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, con la lettera di Gennaro Amodeo, presidente dell’omonimo movimento popolare che da anni è al lavoro per indire un referendum provinciale sul tema.

“Sono ben 16 anni che il Movimento Popolare Progetto Moldaunia cerca di arrivare al referendum provinciale per il passaggio dell'intera provincia di Foggia dalla regione Puglia alla regione Molise in virtù dell’art. 132 – 2° comma della Costituzione”, spiega Amodeo nella lettera. “Ma il muro di gomma opposto dalla classe politica locale, ci impedisce di arrivare al referendum negandoci la necessaria delibera del Consiglio provinciale, attualmente presieduto da Francesco Miglio”.

Una richiesta, precisa, supportata da ben 16 delibere comunali, sul totale di 61 Comuni, compresa quella del capoluogo: Foggia, corrispondente ad una rappresentanza del 40,34% dell'intera popolazione provinciale, costituita da 631.000 abitanti, contro il 5% richiesto dal nuovo Statuto provinciale.

“E, il colmo dei colmi, è che tra le delibere di adesione al progetto Moldaunia e relativa richiesta di referendum consultivo provinciale figura anche quella del Comune di San Severo, approvata all’unanimità nel 2011 anche col voto dell’allora Consigliere comunale Francesco Miglio, attualmente sindaco di San Severo nonché Presidente della Provincia di Foggia, che oggi si oppone alla concessione della delibera provinciale per adire il referendum”.

"Stando alle risposte di alcuni insigni costituzionalisti consultati, tra cui lo stesso Paolo Maddalena, vice presidente emerito della Corte Costituzionale", riprende Amodeo, "sembra che in Italia non ci siano strumenti legali per far valere la volontà popolare contro il boicottaggio politico operato in Provincia di Foggia".

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"Prima di sottoporre questo vulnus costituzionale all’attenzione della Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo, ci rivolgiamo a Lei, quale Presidente della Repubblica, massimo garante della Costituzione, nonché ex membro della Corte Costituzionale, per chiedere la concessione di un possibile incontro con una delegazione del nostro Movimento, onde documentare la situazione di cui innanzi e trovare, eventualmente, una possibile soluzione per superare l’incubo politico vissuto a Foggia da 16 anni".

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