'Termoli-Lesina', l’accusa di De Leonardis: “Il Molise condanna il Mezzogiorno alla preistoria infrastrutturale”

In una nota il Presidente del Gruppo Alternativa Popolare contrariato per l’atteggiamento del Molise: “Neppure l’incidente di Chieuti ha indotto chi di dovere a una riflessione e doverosa assunzione di responsabilità”

“L’atteggiamento della Regione Molise che continua con ostinazione a bloccare il raddoppio del binario sulla Termoli-Lesina, condannando il Mezzogiorno d’Italia alla perpetua preistoria sul piano infrastrutturale, e a un gap non più sostenibile e giustificabile con le regioni del Centro e del Nord del Paese, con pesantissime ripercussioni a ogni livello, non è francamente più accettabile”.

È quanto dichiara il capogruppo di Alternativa Popolare Giannicola De Leonardis: “Ci aveva provato l’ex Ministro delle Infrastrutture e Trasporti Maurizio Lupi appena insediato a imprimere una svolta e uscire da un stallo ormai pluridecennale, alla luce dell’importanza e della strategicità dell’opera, peraltro finanziata e dal cronoprogramma definito; ma nemmeno il suo successore e l’esecutivo, così come il governo regionale pugliese, riescono a superare il veto che appare pretestuoso da parte di un comune che definisce ‘invasivo’ e dall’impatto ambientale ‘devastante’ il semplice raddoppio di una linea ferroviaria, e vorrebbe imporre una complessa deviazione che comporterebbe un ulteriore slittamento (l’ennesimo) dei tempi di realizzazione, e una lievitazione dei costi tale da mettere a rischio l’intera opera, mirata a uscire finalmente da un imbuto che rende l’Alta Velocità una chimera”.

Prosegue il presidente del gruppo Alternativa Popolare:Neppure l’incidente ferroviario di qualche giorno fa a Chieuti - la rottura di un binario che ha messo a nudo tutta l’obsolescenza di quel tratto e avrebbe potuto avere ben altre conseguenze, in una regione ancora profondamente turbata per l’incidente e le vittime sulla Corato-Andria del 12 luglio dello scorso anno – ha indotto chi di dovere a una riflessione e a una doverosa assunzione di responsabilità”.

“E il futuro rimane ancora e sempre prigioniero di un passato blindato da una visione campanilistica e periferica della politica, che sacrifica gli interessi generali e mortifica il senso profondo dell’essere ‘comunità’, per calcoli miopi e senza alcuna prospettiva di medio e lungo periodo”, ha concluso De Leonardis.

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