AQV, Luigi Miranda: "Le istituzioni intervengano per dire no al racket"

"Le istituzioni devono fare quadrato con i cittadini e creare delle associazioni che abbiano come fine quello di combattere il racket"

Luigi Miranda

"Le istituzioni devono fare quadrato con i cittadini e creare delle strutture che abbiano come fine quello di combattere il racket e tutte le forme di illegalità che minano continuamente la qualità della vita di tutti noi. Abbiamo il dovere morale di ribellarci alle pressioni, agli atti intimidatori che il sistema malavitoso quotidianamente pone in essere nella nostra città!"

Così il presidente dell'Associazione Qualità della Vita, Luigi Miranda, che continua: "L'ultimo episodio criminoso che risale nemmeno ad una settimana fa, l'ordigno fatto esplodere all'interno di un'attività commerciale della città, è solo uno di una triste e lunga serie di episodi che negli anni si sono succeduti. Il fenomeno non è più circoscritto ma va allargandosi a macchia d'olio e oggi come non mai rappresenta un grave freno al sistema economico e mina fortemente il nostro tessuto sociale, limitando lo spirito di iniziativa e di impresa anche e soprattutto dei giovani.

E' la paura il sentimento che ormai pervade imprenditori e commercianti che, oltre a fare i conti con le difficoltà economiche, dopo essere stati messi duramente alla prova dalle lungaggini burocratiche, prima di alzare la saracinesca dovranno mettere in conto anche il rischio racket. E' una lunga e dura lotta questa, da condurre a fianco della nostra emerita Procura della Repubblica e di tutte le Forze dell'Ordine, perché é necessario che l'opinione pubblica prenda atto della drammaticità della questione e reagisca! In questo senso assai lodevoli sono anche le campagne di sensibilizzazione avviate dagli studenti.

Le istituzioni devono rivestire un ruolo assai importante, e ritengo che la costituzione di un'associazione antiracket ad esempio possa ritenersi uno strumento idoneo per le vittime, affinché trovino la forza di dire basta! Non bisogna porre il freno alla sensibilizzazione popolare, non bisogna sottacere anche i piccoli episodi che quotidianamente possono verificarsi, non è possibile perseverare in un atteggiamento omertoso, non si può darla vinta ancora a chi muove le file dello stato di terrore generale!".

"Sarebbe dunque il caso di pensare davvero a questo progetto associazionistico - continua Miranda - che affianchi l'eccellente realtà già esistente de 'Il Buon Samaritano', che va in soccorso delle vittime dell'usura, il tutto coinvolgendo le istituzioni pubbliche oltre che le altre associazioni e le realtà ecclesiali. Il sindaco potrebbe farsi quindi capofila di tale progetto, che potrebbe assurgere a vero e proprio punto di riferimento per le tante vittime di un fenomeno dilagante a tal punto che, quasi come un cancro, va a bloccare la crescita, la vivibilità e l'economia del territorio.

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Un'associazione che si muova verso quella politica della legalità da tutti auspicata. Qualunque soluzione si cerchi - conclude Miranda - è fondamentale che si prenda atto e coscienza di questa problematica e ci si mobiliti per cercare di cambiare l'attuale stato di cose. Il coraggio è la soluzione per non piegarsi più a questo tipo di prevaricazioni, ognuno ha il dovere morale di agire per difendere se stesso e gli altri!"

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