Dalla 'tassa Landella' sull'illuminazione alle 'assurdità' sulle gare d'appalto: "Ecco come governano Foggia"

Conferenza stampa del consigliere Giuseppe Mainiero, che "svela" una serie di incongruenze su alcuni degli appalti milionari gestiti di recente dal Comune di Foggia

Rischiano di costare caro ai foggiani i “pasticci amministrativi” di Landella e della tecnostruttura comunale. Pubblica illuminazione, Cittadella dell’Economia e servizio di pulizie bandito da Corso Garibaldi sarebbero gli ultimi tre emblematici esempi di una ‘stazione appaltante’, qual è il Comune di Foggia, dove vigerebbe assoluto “caos amministrativo”, “responsabilità politica grave” e “inadeguatezza della dirigenza”. A denunciarlo, carte alle mano, è Giuseppe Mainiero, consigliere comunale e candidato alla carica di sindaco alle prossime elezioni di maggio, che oggi ha convocato una conferenza stampa  per la prima volta senza simbolo dei Fratelli d’Italia (partito col quale ha ormai rotto).

Pubblica illuminazione: a che punto siamo

Ad un punto morto, a quanto pare. Morto e oneroso. Perché da cinque anni il Comune di Foggia avrebbe potuto tirarsi fuori dal cd. mercato di salvaguardia, preferendo invece la “strada più costosa”. Perché mentre i foggiani continuano a pagare 500mila euro in più all’anno la bolletta elettrica comunale (derivante, appunto, dal permanere in quel regime blindato, piuttosto che nel libero mercato), l’amministrazione ha rincorso la strada del project financing sulla pubblica illuminazione. E’ quella mega operazione ventennale da 50milioni di euro, per intenderci, presentata alla città come “la gara delle gare”, che a quest’ora dovrebbe essere in dirittura d’arrivo. Ebbene, stando alla corrispondenza più recente intercorsa tra le parti, Comune di Foggia e Ati temporanea Sitie Impianti industriali – Go4Green avrebbero problemi. “Il contratto non si può stipulare perché una delle due società componenti l’Ati, la Go4Green, non avrebbe il Durc” rivela Mainiero. Ed il Codice degli appalti parla chiaro. Di questo sarebbero a conoscenza gli uffici già dal dicembre scorso. Non è dato sapere come si stiano muovendo e chi si stia aspettando. Nel frattempo Foggia continua a pagare il surplus nel mercato di salvaguardia, cifre ribattezzate stamani “la tassa Landella sulla pubblica illuminazione”. “Un tipico caso di miopia politica e di responsabilità grave” denuncia Mainiero.

La ‘Cittadella dell’Economia’ è tutt’altro che economica

“Quando vi è un contenzioso è buona prassi attenderne l’esito”. Esordisce così Mainiero sulla seconda questione. Appalto lavori Cittadella dell’Economia, viale Fortore. Quasi un milione di euro di interventi, che si è aggiudicata la Aleasya Costruzioni. Si avvia un contenzioso con la esclusa Ditta Dipergola. Il 5 marzo il Consiglio di Stato dà ragione alla seconda, dichiara illegittima la sua esclusione, dispone l’aggiudicazione in favore della seconda e la contestuale sospensione dei lavori da parte di Aleasya, “con obbligo della guardiania del cantiere sino alla consegna dello stesso alla Dipergola. Peccato però che sul Comune di Foggia piombi la diffida del legale di Aleasya che informa che “il contratto stipulato con Aleasya è quasi interamente eseguito, essendo stati già realizzati i lavori previsti per circa il 75%. Per cui, considerato lo stato di esecuzione del contratto, non sussiste un interesse pubblico a dichiararne la risoluzione né la soc. Dipergola ha alcuna possibilità di subentrare nella esecuzione del contratto”. Pertanto, avverte il legale, “nel caso in cui il Comune voglia disporre unilateralmente la risoluzione del contratto in essere, sin da ora la Aleasya richiede al Comune il versamento dell’intero corrispettivo contrattuale o comunque il pagamento di tutti i lavori eseguiti, oltre al pagamento di tutti i contratti di fornitura ad oggi già stipulati con data certa, oltre al risarcimento dei danni derivanti dalla risoluzione stessa, pari al mancato utile e alla perdita di chance”.

“Qualsiasi cosa accada, insomma, in entrambi i casi saremmo sottoposti a procedimento civile per risarcimento danni” rivela con amarezza Mainiero.

Servizio pulizie, un capolavoro di assurdità

Ma il capolavoro dei capolavori si sarebbe consumato sul servizio di pulizie, gara da 3,5 milioni all’anno per tre anni. Anche qui, l’esclusa “Lucente pulitori” fa ricorso, il Consiglio di Stato lo accoglie. Il Comune di Foggia che fa? Riconvoca la commissione formata dai dirigenti Affatato, Mansella e Dragonetti, prende atto della legittimità così come da sentenza dei giudici, ne valuta la proposta e le assegna un punteggio superiore a quello ottenuto dalla coop. Tre Fiammelle, che nel frattempo si era aggiudicata il servizio. “A questo punto – ironizza Mainiero- ci si aspetta un affidamento del servizio alla Lucente. E invece no. Perché all’impresa vengono chieste delle delucidazioni in forma scritta, “con risposta nel giro di 15 giorni”. Era novembre 2018. La corposa documentazione della Lucente arriva ma siamo a marzo e la situazione è rimasta immutata”. Perché? “Perché il rup si dichiara inconferente a valutare quella documentazione –spiega Mainiero- e ingaggia un consulente col compito spiegare alla commissione la risposta data dalla Lucente”. Cioè, se abbiamo ben capito: la commissione dà il più alto punteggio all’impresa ma invece di affidarle il servizio, le chiede chiarimenti e poi fa un passo indietro perché non in grado di valutare quei chiarimenti? E il punteggio, allora, sulla base di quali valutazioni e competenze lo hai assegnato? E non è il punteggio il faro al quale attenersi per aggiudicare un servizio? Sembra il teatro della comicità, oltre che dell’assurdo. Fatto sta che la situazione allo stato sarebbe immutata e la stazione appaltante non avrebbe ancora proceduto con la legittima assegnazione.

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