Un simbolo che vale 'oro', la Lega avvisa Forza Italia: "Accanto al candidato o a Foggia salta tutto"

Ma veramente si litiga su dove posizionare i simboli sulla scheda elettorale delle primarie del centrodestra? Sì, da giorni, come vi avevamo accennato. E la diatriba non è finita. Se ne riparlerà lunedì

“Questione rilevantissima”. Così la Lega è tornata a marchiare ieri la questione simbolo sulla scheda elettorale delle primarie del centrodestra. Come già raccontato su queste colonne, la coalizione è bloccata su una questione in grado di incidere sulle “magnifiche sorti progressive” di Foggia: il simbolo, appunto. Già, proprio così. 

Metterlo o non metterlo accanto ai nomi dei candidati? Questo è il dilemma. E non si pensi che sia di poco conto, che sia "parva materia": i salviniani giorni fa sono arrivati finanche a minacciare di far saltare il tavolo se il logo della Lega non verrà posizionato accanto al nome del loro candidato, Miranda. Il motivo è il seguente: il logo “tirerebbe” di più il loro candidato. Ragionamento al contrario per gli altri ovviamente: i simboli di Forza Italia e di tutti gli altri micro partiti non influenzerebbero granchè (anzi, qualcuno potrebbe finanche danneggiarli, i candidati), ragion per cui meglio mettere solo i nomi e i simboli tutti insieme sulla parte anteriore della scheda elettorale.

Era stato il segretario regionale Andrea Caroppo a liquidare su queste colonne la questione come faccenda non particolarmente appassionante per lui: “Mi sembra logico che vi sia il simbolo, ma non mi appassiona la polemica. Lavoriamo per l’unità del centrodestra” aveva replicato ad una domanda di Foggiatoday.

Diverso l’atteggiamento dei leghisti foggiani ieri in una nuova riunione del Comitato organizzatore, alla presenza dei numi tutelari dei candidati. “Non se ne parla. E’ questione rilevantissima” hanno ribadito appunto i garanti di Luigi Miranda, Fariello e l’onnipresente Masi. E solo l’intervento pregiudiziale dei Fratelli d’Italia ha evitato a Raffaele Di Mauro, Franco Di Giuseppe e ai garanti di Franco Landella e Leonardo Iaccarino di discutere seriamente e definitivamente nel merito.

Il segretario provinciale Giandonato La Salandra ha fatto presente come, venuto meno il loro candidato (Mainiero) e nelle more che si esprima Roma (Meloni batti un colpo), i Fratelli d’Italia non avrebbero ancora deciso cosa fare e, di fatto, allo stato, non potrebbero apporre il loro simbolo accanto a nessun nome ove la scelta fosse quella. Motivo per cui son state chieste altre ore di tempo al fine di riunire il direttivo del partito e sottoporre la questione. I presenti si sono aggiornati a lunedì.

Ieri "tiravano" i programmi. Oggi ci si affida ai simboli. E' a loro, e non già ai progetti per la città, che si accende il cero.

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