Primarie foggiane ancora bloccate sul simbolo, passa la linea della Lega: deciderà Bari

Fumata nera nell'ennesimo vertice andato in scena ieri in via Salomone a Foggia, che avrebbe dovuto decidere il tema dei temi: dove collocare il logo del partito sulla scheda elettorale

Nessuna decisione. Toccherà ai segretari regionali sbloccare il “grande” impasse con cui è alle prese da tempo il Comitato di garanzia di Foggia, ossia come costruire la scheda di voto delle primarie. Meglio detto: dove mettere il simbolo. Tra chi lo vuole fuori e chi lo vuole all’interno, vicino ai nomi dei candidati, tante teste ieri non sono riuscite a cavare un ragno dal buco nell’ennesimo vertice politico convocato proprio su questo. Mai un tema aveva provocato simile e durature fratture. Neanche la costruzione di un programma.

Cassata anche la soluzione di compromesso individuata dal democristiano Franco Di Giuseppe, l’uomo delle mediazioni. L’esponente di Direzione Italia si è presentato ieri con un fac simile contenente i simboli all’interno e i nomi dei candidati posizionati in linea di massima sulla stessa riga del logo di riferimento. Bocciato. In primis dalla Lega, colei che sta già sponsorizzando il proprio candidato, Luigi Miranda, col loghetto della Lega messo accanto al nome, scatenando le ire dei Fratelli d’Italia, che lo ha accusato di “scorrettezza”. “Non è questione di simbolo sì, simbolo no. Ma di correttezza e dignità politica. Non possiamo accettare supinamente tutto ciò che la Lega impone. Quando si è trattato di espellere Mainiero è valsa la decisione del livello provinciale. Parimenti dovrebbe valere per il simbolo ora, la maggioranza è d’accordo a che i loghi vadano fuori perché sono primarie di coalizione” dichiarava qualche giorno fa su queste colonne Giandonato La Salandra, segretario provinciale FdI, che avrebbe incontrato il regionale e il direttivo provinciale con i quali concertare la posizione da portare al tavolo. Posizione che non è ancora chiaro quale sia stata. L’unica cosa che si sa è che la Lega ha imposto la sua linea agli alleati se è vero che domani pomeriggio Caroppo, D’Attis e Congedo (sempre che vengano tutti) sono attesi a Foggia per dire ai nostri come devono  costruire la scheda elettorale. 

I salviniani, si sa, ritengono che il loro candidato possa trarre maggiore vantaggio dalla vicinanza del simbolo al nome. E su questo i garanti, Fariello e Masi, si sono incaponiti, minacciando finanche di far saltare il tavolo se così non sarà. Prima di questo, però, hanno preteso l’intervento dei regionali, forte del fatto che “a Bari e a Lecce si fa così”. 

"Un segno di debolezza dei leghisti” secondo Leonardo Iaccarino, candidato Udc alle primarie, che sul simbolo non sta facendo troppe storie, preferendo puntare sul suo nome, casa per casa. Molto democristiana anche la posizione di Forza Italia: Franco Landella ha nome, cognome e notorietà, essendo sindaco uscente. L’ultimo dei problemi di Foggia è dove piazzare i simboli.

Al 24 febbraio mancano esattamente dieci giorni. Del simbolo si discute da un mese. 

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