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PPI Vieste, Cannarozzi-Prudente: "Inizia lo smantellamento, prove tecniche di conversione"

I due consiglieri comunali respingono il concetto "che nulla cambia" e invitano il sindaco a salvaguardare e potenziare il Punto di Primo Intervento, come da linee programmatiche

Rita Incoronata Cannarozzi e Paolo Prudente de 'I democratici', gruppo consiliare di Vieste, esprimono forte preoccupazione per le sorti del Punto di Primo Intervento e respingono le rassicurazioni - "che nulla cambia" espresse da Piazzolla, Ruscitti, Piemontese e Di Gioia nell'incontro del 30 maggio scorso a Palazzo di Città.

Spiegano i due consiglieri comunali di maggioranza: "Dal primo giugno c'è stato un  improvviso e non programmato spostamento del 50% degli infermieri dal PPI al 118 e dal 4 giugno un medico del PPI di Vieste verrà spostato al Pronto Soccorso di Cerignola lasciando scoperta la postazione del PPI che dovrebbe essere ricoperta da un medico del 118. Poichè a Vieste è difficile reperire i medici del 118 e quei pochi che ci sono fanno dei turni estenuanti al limite del consentito si potrebbe verificare in qualche turno l'assenza  dell'infermiere o del medico oppure di entrambi. Di fronte a questo modo improvvisato di organizzare le cose la preoccupazione di quel che sarà del nostro PPI aumenta di giorno in giorno"

E ancora: "Ci preme sottolineare che intanto si perdono i medici e gli operatori sanitari  che da una vita assistono i viestani dei quali conoscono già le problematiche e si perde l'ambulanza aziendale utile nel trasporto di malati che non necessitano della presenza del medico a bordo, mentre persistono seri dubbi sull'effettiva persistenza h 24 del medico di 118 in quanto il 118 per contratto gestisce solo le urgenze e non le patologie a bassa gravità"

Proseguono 'I democratici' di Vieste: "Durante queste manovre di riorganizzazione si continua ad ignorare  il fatto che il D.M. 70 per le zone disagiate prevede presìdi ospedalieri di base dotati di Pronto Soccorso e quindi Vieste, insieme ai comuni del distretto socio sanitario, non deve assolutamente essere inserita nel piano di riordino sanitario regionale alla pari di realtà che possiedono ospedali nelle vicinanze"

Sottolineano Cannarozzi e Prudente: "Inoltre, poiché nelle linee programmatiche di questa maggioranza abbiamo promesso ai cittadini la persistenza del PPI e il potenziamento dei servizi sanitari e non il loro smantellamento, il nostro auspicio è che il sindaco, nei confronti di questo piano di riordino, intenda difendere la salute della nostra comunità e non le logiche dei tagli al bilancio per far quadrare i conti della Regione Puglia. Se così non fosse prenderemo atto del suo venir meno alle promesse fatte in campagna elettorale"

Entrambi concludono: "Per quanto esposto, invitiamo il sindaco, anche in qualità di presidente del Comitato dei Sindaci del distretto socio sanitario n. 53, a rivedere la propria posizione nella sede opportuna nei confronti della Asl e della Regione al fine di salvaguardare e potenziare il PPI che è un bene prezioso per la nostra comunità e di farsi promotore della  richiesta dell'ospedale di comunità così come previsto nel  già citato D.M. 70/2015"

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