Il PD si ritrova nella Monte di D'Arienzo-Piemontese, città simbolo della battaglia per la legalità

Il Circolo del PD ospita la riunione della Segreteria provinciale

Il PD provinciale e locale

"Ho scoperto tanta solidarietà nei miei confronti e nei confronti della comunità che abbiamo scelto di amministrare con l'impegno necessario a risollevarci. A Monte Sant'Angelo non c'è più spazio per chi ha condizionato la vita dei nostri concittadini e infangato il buon nome della nostra città". Sono le parole con cui il sindaco Pierpaolo D'Arienzo ha concluso la lunga e partecipata riunione della Segreteria provinciale svoltasi nella sede del circolo del Partito Democratico del centro garganico proprio per manifestare solidarietà e affetto allo stesso D'Arienzo, al quale è stata incendiata l'auto, e agli amministratori impegnati a ristabilire legalità e legittimità nella gestione del Comune.

"Chi pensa che con la violenza e le minacce può intimidire chi amministra Monte si sbaglia - ha affermato l'assessore regionale al Bilancio Raffaele Piemontese - L'unica conseguenza sarà l'applicazione ancora più rigorosa delle norme". A confermarlo è stato il sindaco rendendo pubblica la richiesta al prefetto di "gestire tutte le gare attraverso la Stazione Unica Appaltante escludendo dalle commissioni i tecnici comunali, per tutelare loro che sono in prima linea come noi ed escludere ogni pur minima forma di condizionamento".

"Abbiamo compiuto scelte difficili - gli ha fatto eco Antonio Masulli, componente della segreteria provinciale - nella consapevoleza che agendo con coraggio e un pizzico di spregiudicatezza sapremo marcare la differenza su un tema così delicato nel nostro contesto sociale qual è l'affermazione della legalità diffusa".

Daniele D'Alessandro, presidente dell'Assemblea provinciale, ha garantito che "il PD della Capitanata continuerà a rispondere con forza e compattezza a chiunque tenti di intimidire gli amministratori delle nostre città". Com'è accaduto a Claudio Costanzucci, sindaco di Cagnano Varano e presidente del Parco Nazionale del Gargano anche lui intervenuto all'incontro per testimoniare che "gli attentati e le minacce agli amministratori garganici sono all'ordine del giorno, per questo chiediamo allo Stato di agire con ancora maggiore forza e inteligenza per sradicare la mala pianta e consentirci di agire al meglio per il bene dei cittadini".

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"Si è bersaglio quando amministrati e quando fai politica - ha ribadito il coordinatore della Segreteria provinciale Alfonso De Pellegrino - evidentemente perché siamo temuti per la nostra capacità di perseguire la legalità quotidianamente e silenziosamente mentre altri lanciano solo proclami". Perché "noi non abbiamo nulla da spartire con chi forza le leggi per vivere - ha ribadito il vice segretario provinciale Tommaso Pasqua - e lo dobbiamo dimostrare anche con gesti apparentemente piccoli ma altamente simbolici. Ogni volta che evitiamo anche di salutare questa gente ci distinguiamo da quelli che scelgono la connivenza e offriamo alla nostra comunità esempi da emulare per liberarci insieme dalla paura e dalla violenza".
 

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