Monti Dauni in 'rivolta', il sindaco di Panni guida la riscossa: "Politica menefreghista e incapace, ora basta"

Pasquale Ciruolo, tre volte sindaco, annuncia da queste colonne la fondazione di un movimento a tutela dei piccoli comuni del Subappennino. Dito puntato contro tutti: Regione, Provincia e Governo

Pasquale Ciruolo, terzo mandato da sindaco di un comune di ottocento anime, Panni, sui Monti Dauni. La consiliatura termina nel 2022. Ma prima che abbia fine, promette fuoco e fiamme. E chiama i comuni del subappennino ad uno scatto d’orgoglio. Amministratori e cittadini. Da un po’ di tempo ha preso a denunciare le storture del sistema degli enti locali su Facebook. “E siamo solo all’inizio” annuncia. L’obiettivo è creare un movimento politico, ‘Movimento Monti Dauni’, che cominci ad avere a cuore seriamente la sorte di territori più piccoli, “dove si viene solo in campagna elettorale”. Probabilmente con lo sguardo puntato alle prossime regionali. Ma i temi che pone sono seri.

Civico, sostenitore alle ultime elezioni regionali proprio della compagine governativa, assessori regionali compresi, e alle ultime provinciali del presidente Gatta, convinto che serva pragmatismo al di là dei colori politici, si è duramente ed amaramente scontrato negli ultimi anni, dice, “con un muro di gomma”. E stessa sorte starebbe avvenendo con l’annunciato “nuovo” a Palazzo Dogana. “Eppure ci vorrebbe poco per dare risposte ai piccoli comuni” afferma, utilizzati solo come “serbatoio di finanziamenti”, elettorali e finanziari (si pensi a quelli che si è riusciti ad intercettare in Europa permanendo, grazie a queste aree, nelle Regioni Obiettivo 1). Ma “ora basta” affonda. Qualche giorno fa si è dimesso anche da presidente dell’Unione dei Comuni, “altro orpello inutile”. E si dice pronto a sbarrare la strada a chiunque vorrà entrare nel suo paese per fare mera passerella elettorale.

Sindaco, che succede?

Siamo stanchi. Hanno promesso attenzione a destra e a manca. Qui, dopo le elezioni, non si è più visto nessuno. Cosa fanno negli enti sovracomunali, dormono?

Parliamo dei temi.

Partiamo dai rifiuti. Ma le sembra normale che di fronte a quanto va emergendo a livello nazionale per ciò che concerne Deliceto, qui non si è visto nessuno? Non c’è stato un assessore che si è recato sul posto per rendersi conto di persona di cosa sta accadendo? E noi paghiamo. In salute e di tasca.

Si spieghi.

Il problema dei rifiuti è vecchio e a nessuno pare importi nulla.  Con la chiusura della discarica di Deliceto, noi siamo costretti a smaltire parte dei rifiuti a Canosa con un aumento della tariffa. Da 82 a 170 euro a tonnellata. Il doppio quasi. E mica paga la Regione! No, noi sindaci siamo obbligati ad attuare il piano tariffario conseguente. Abbiamo le mani legate e non possiamo fare nulla. Per non parlare dell’ultima determinazione regionale sulla ecotassa.

Cioè?

Una roba da pazzi. Io a Panni ho una popolazione prevalentemente di anziani. Spiegare che in casa bisogna tenere cinque bidoncini non è stata cosa semplice. Nonostante questo, abbiamo raggiunto il 45% di differenziata. Non è tanto ma è qualcosa. Speravamo in un abbattimento dei costi. Come avveniva prima  per chi si impegnava. E invece la chicca.

Quale?

A seguito del provvedimento regionale datato 18 marzo 2019, tutti i Comuni pagano la stessa cifra: 20,60 euro a tonnellata. Sia che ti applichi sia che te ne freghi. Con il paradosso che chi se ne frega risparmia, visto che prima pagava 5 euro in più. Ma il nostro assessore al Bilancio lo sa? Che fa? Qui non stiamo parlando di incapacità ma di menefreghismo assoluto. Come faccio a dire ad un mio concittadino, che magari naviga in mille problematiche quotidiane, dammi 500 euro di tari. A Panni. Non ce lo ha chiesto il medico di fare politica. Se non si è capiaci o non si vuole risolvere alcunchè, che ci si tolga di mezzo.

E’ duro però sindaco.

Guardi, qui accadono cose tali che non credo potranno tornare per chiedere voti senza farsi un profondo esame di coscienza. Vogliamo parlare dell’agricoltura?

Parliamo di agricoltura.

Soprassediamo sul PSR, per il quale stiamo rischiando di perdere 500milioni di euro. Parliamo di piccole cose. Abbiamo il problema dei cinghiali che sta devastando un territorio. Ci sono le riserve di caccia immodificate dal 1984. Il tema è stato posto più volte. Non sono riusciti a fare neanche questo.  Io se mi metto a lavorare su un problema, tempo ci vuole ma alla fine lo risolvo. Qui, invece, non fanno niente.

Quali aspettative ha disatteso l’assessore all’Agricoltura Leonardo Di Gioia?

Tutto.  E lo dice chi lo ha supportato tantissimo. A Panni ha preso il 50% dei voti.  Risultati zero.

In apertura ce l’aveva anche con la Provincia…

Si rende conto che alla Provincia continuiamo a versare il 4% delle tasse sui rifiuti nonostante questo ente non abbia più competenze? Fatemi capire: ma voi con questi soldi che fate? Cosa fate con i soldi che prendete dal balzello imposto agli agricoltori sulle strade provinciali? 60 euro all’anno. Strade che, ricordo, sono in condizioni pietose. Prendiamo la Panni-Bovino: sono stato  rieletto nel giugno 2017, la messa in sicurezza della strada era stata già finanziata; a giugno 2019 siamo ancora allo stesso punto. Ma io dico: i soldi dateli a noi sindaci, ce li gestiamo noi. Questo ente non serve. Io ho appaltato 8 milioni di euro in due mesi.

Altra problematica è quella della sanità.

A livello sanitario non abbiamo niente, se non ci fossero i sindaci la gente morirebbe. E noi ce le dobbiamo inventare le cose. Per esempio, io ho fatto una convenzione annuale con una associazione che mi fornisce l’ambulanza se dovessi aver bisogno. Non abbiamo alcun tipo di specialistica. Dagli enti sovracomunali nessun servizio.

Ma veramente è così difficile confrontarsi con un sindaco?

Basterebbe una giornata. I sindaci valgono molto di più ed è una cosa che non mi gratifica perché nella politica ci ho sempre creduto. Ma, dovunque la guardi, dalla Regione alla Provincia, non c’è alcun miglioramento, si va sempre peggio. L’ultima arriva dal nuovo governo.

Pure?

Hanno fatto tantissima pubblicità sui finanziamenti inviati ai Comuni per fare le opere. Le opere! Ma lo sanno Di Maio, Salvini e i nostri parlamentari che noi abbiamo i bilanci disastrati? Che non sappiamo più dove prendere i soldi per pareggiare il bilancio? Cosa me ne faccio di una nuova fontana se tra poco chiudo il Comune? Io devo erogare servizi, devo pagare un servizio mensa, non costruire cattedrali.  Ma c’è un’altra mazzata.

Dica.

Sembra una cosa piccola ma è molto grave. Su Imu e Tasi noi percepiamo 25mila euro come ristoro. Prima quel denaro lo gestiva il Comune. Ora anche questo in parte è vincolato alle opere. Ma quali opere se io ho le strade perfette nel mio paese! Io devo mettere i soldi sulla parte corrente visto che ce li tagliate ovunque. Secondo me non si rendono proprio conto, si fanno cose senza senso logico, da perenne campagna elettorale. E’ questo l’unico fine. E noi peggioriamo.  Anche l’eolico…

Problemi anche qui?

Le nuove convenzioni prevedono che parte delle royalties siano vincolate alle opere.  Tra poco per pareggiare  i bilanci servirà il mago Silvan.

Diceva che la preoccupa molto anche la possibile autonomia finanziaria.

Salvini vuole raccontarci che il problema dell’Italia sono gli immigrati. Per carità, è un argomento che va affrontato e regolarizzato ma anche basta ad inseguire l’uomo nero. Non parlano d’altro. E ci fregano.

Ci fregano?

 Io sono meridionale, non darò mai credito a gente che viene a comprarci con le parole in cambio dei voti e poi attua l’autonomia finanziaria.  Significherebbe la morte delle regioni più povere. I poveri vanno aiutati, non isolati. E invece vedo miei conterranei senza dignità saltare senza ritegno sul carro del vincitore per mero opportunismo elettorale. E chi se ne importa del territorio.  

Qual è l’appello, insomma?

Nessun appello, io le chiacchiere non le voglio più sentire. Preannuncio che la mia azione non finirà qui. Mi sto muovendo in tutto il subappennino per fondare un movimento a tutela dei monti dauni. Perché io pago due volte, come amministratore e come cittadino.

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