Regionali 2020, patto Ciruolo-Cusmai per "dare voce ai Monti Dauni": il sindaco di Panni entra in Italia in Comune

Il sindaco di Panni nominato responsabile provinciale del partito di Federico Pizzarotti guidato in Puglia dal foggiano Rosario Cusmai. "Per cambiare le cose qui da noi bisogna scendere in campo"

“C’è molta confusione politica in questo momento. Dovunque mi giri vedo molto caos. Ma una cosa è certa: se vogliamo che i Monti Dauni entrino nell’agenda del governo regionale, è necessario scendere in campo”. Pasquale Ciruolo, sindaco di Panni, così spiega il suo nuovo percorso politico. Nei giorni scorsi è stato nominato segretario provinciale di “Italia in Comune”, il partito dei ‘sindaci’ fondato dall’ex cinquestelle Federico Pizzarotti, e guidato in Puglia dal foggiano Rosario Cusmai, dopo la nomina di Michele Abbaticchio, sindaco di Bitonto, a vicecoordinatore nazionale. Amico personale di Cusmai, Ciruolo, che non ha mancato di far sentire la sua voce su alcune battaglie a favore del territorio (rifiuti e sanità su tutti), si prepara così a sedere al tavolo che scriverà l’agenda del prossimo governo regionale e a sostegno della candidatura dell’ex vicepresidente della Provincia, che ha ormai diviso il suo destino da quello di Leonardo Di Gioia (dopo lo spostamento a destra di quest’ultimo). Cusmai sarà certamente candidato, bisognerà capire se Italia in Comune si presenterà con propria lista o inglobata in altre. Nel frattempo recluta amministratori.

Ciruolo, ci siamo lasciati che era fortemente contrariato rispetto all’attività dell’esecutivo regionale sui territori. Soprattutto rispetto ai Monti Dauni. Tanto da voler fondare un suo movimento territoriale.

Quella strada non l’ho abbandonata, anzi: abbiamo costituito l’associazione a difesa dei Monti Dauni. Detto questo, confermo: sono stato molto critico con l’attività dei nostri assessori regionali rispetto alla Capitanata e continuo ad esserlo. Non è cambiato niente nella valutazione negativa, ad esempio, del lavoro che ha svolto l’ormai ex assessore regionale Leonardo Di Gioia. Non vi è stato alcun beneficio. E non lo dico io ma i risultati ottenuti, pari a zero, in agricoltura, che avrebbe dovuto essere volano per questa provincia.

Oggi però si mette alla guida in provincia di Foggia di un partito che, è di tutta evidenza, sosterrà la continuità alle regionali 2020.

Attenzione. Anzitutto noi cercheremo di sviluppare in Capitanata quel movimento di amministratori che era idea originaria proprio di Di Gioia quando parlava di civismo. Quindi, non saremo affatto acritici rispetto alla prossima agenda regionale. Detto in altri termini, posto che comunque la contesa sarà tra il centrodestra a trazione Lega, rispetto al quale, da uomo del Sud, resto fermamente contrario, e, dall’altra parte, con tutta probabilità, Michele Emiliano, ritengo sia giusto provare ad esserci: sedersi al tavolo e provare a condizionare a favore anche dei Monti Dauni l’agenda regionale. Stare fuori e limitarsi a criticare non serve a nessun, men che meno a noi che siamo piccoli. Abbiamo diverso proposte, le faremo valere.

Pare quasi che, tra due mali, sta provando a scegliere il meno peggio.

La metta così, se vuole. Una cosa è certa: ci saremo e condizioneremo il programma e la sua attuazione. Ma le pare possibile che nel Subappennino sia impossibile d’estate anche fare la dialisi? Non scherziamo. Basta. Abbiamo creduto in alcuni rappresentanti, ora tocca a noi.

Significa basta Di Gioia, ora tocca a Cusmai?

Significa che a novembre faremo il congresso di Italia in Comune, costituiremo gli organismi, proveremo a radicare sul territorio un movimento civico per davvero. E daremo fiducia a chi crediamo possa fare i nostri interessi. Da vicepresidente della Provincia Rosario Cusmai ha lavorato. Concerteremo la soluzione migliore a favore dei Monti Dauni.

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