Il nazionale ha deciso su Foggia: segretari del PD 'legittimi', ma arriva il sorvegliante del tesseramento

Ad un anno esatto dai congressi, la deliberazione della Commissione nazionale di Garanzia: bocciati quattro ricorsi su cinque, decade da segretario di Troia Leonardo Cavalieri, arriva il garante del tesseramento 2018

Un anno dopo, viene “desecretata” la deliberazione della Commissione nazionale di Garanzia del Partito Democratico in relazione ai congressi, provinciale e cittadino-Foggia, che ebbero luogo nell’ottobre 2017 e che lasciarono sul campo morti, feriti e… ricorsi. Quei congressi, per intenderci, che si chiusero con fratture insanabili e con la mancata partecipazione alle operazioni della cordata Gentile/Rauseo/Calvio, ricorsa all’organismo nazionale per l’annullamento di tesseramento e voto. “Desecretata” perché la seduta della Commissione nazionale di Garanzia richiamata in delibera dal presidente, Roberto Montanari, è del 12 dicembre 2017. L’esito, però, lo si conosce solo oggi, quando il Pd, archiviata quella fase, prova a ripartire (con risultati anche incoraggianti a guardare le ultime elezioni per la Provincia di Foggia). Ed è il seguente: Lia Azzarone e Davide Emanuele restano al loro posto, decade il segretario di Troia, Leonardo Cavalieri (che è anche sindaco); verrà inviato sul territorio un “garante per assicurare il corretto svolgimento delle operazioni di tesseramento al PD per l’anno 2018”. Esito in chiaroscuro, insomma, che, se da un lato respinge quasi tutti i ricorsi (eccetto il 5 sul sindaco Cavalieri), confermando la linea Azzarone/Piemontese/Emanuele, dall’altro li correda di analisi abbastanza critiche. Una sorta di cerchiobottismo.

Cinque in tutto i punti di contestazione, trattati congiuntamente. Per ciò che concerne il primo (“richiesta di applicazione dell’art. 3 del Codice Etico per la candidata Lia Azzarone”), ad avviso dei ricorrenti Lia Azzarone non poteva assumere la carica di Segretaria provinciale a causa della sua nomina a Commissario straordinario della ASP “De Piccolellis” e a causa del ruolo esercitato – prima come socia (insieme con il marito) e poi come dipendente – in una società aggiudicataria di diversi appalti pubblici, alcuni dei quali attraverso affidamenti diretti, nei comuni della provincia di Foggia. “Delle quattro fattispecie previste dal comma 1 dell’art. 3 del Codice Etico – scrive Montanari-, quella teoricamente applicabile al caso di specie sembra essere la fattispecie prevista alla lettera ‘b’ (rinunciare o astenersi dall'assumere incarichi esecutivi nel Partito qualora, a causa del ruolo ricoperto in imprese, associazioni, enti o fondazioni, aventi scopo di lucro o titolarità prevalente di interessi economico-finanziari, possa configurarsi un conflitto di interessi tale da condizionare i propri comportamenti). “Tuttavia – si legge- dagli atti pervenuti alla Commissione non parrebbe potersi evincere una inequivocabile situazione di conflitto di interessi tale da condizionare i comportamenti politici di Lia Azzarone, nella sua veste di segretaria. La disposizione contenuta nella lett. b) del Codice etico, del resto, presenta profili di indeterminatezza e di generalità che suggeriscono a questa Commissione una interpretazione ed una applicazione prudente e garantista delle sanzioni ivi previste”. Applicazione garantista, dunque, “il che ovviamente – aggiunge Montanari- non esime chi ricopre ruoli di responsabilità politica dall’impegnarsi per rimuovere ogni situazione che possa compromettere o menomare la credibilità e il prestigio politico proprio e del partito nel suo complesso, né esime gli organi dirigenti nazionali del partito democratico dallo svolgere ulteriori approfondimenti su di un contesto che sembrerebbe comunque presentare alcuni profili di criticità, ed assumere le determinazioni che dovessero risultare opportune”.

Stesso andamento di giudizio sulla richiesta di annullamento del Congresso provinciale. “La Federazione provinciale del PD di Foggia è oggetto da diversi anni di ricorsi sulle modalità di tesseramento e della certificazione delle anagrafi – scrive Montanari-. Tale situazione si è verificata anche per l’assenza di un Tesoriere in carica e per la situazione di incompatibilità statutaria dell’ex Segretario provinciale il quale, dal momento della sua nomina ad Assessore regionale, che ha causato la sua decadenza, ha continuato comunque a ricoprire in modo illegittimo la carica di Segretario, pur in presenza di una Delibera della Commissione regionale di Garanzia della Puglia. Tali circostanze hanno determinato un clima di assoluta incertezza e mancanza di fiducia rispetto alle modalità di iscrizione al PD, con particolare riferimento alla prova del pagamento della tessera da parte di chi avanzava la richiesta di adesione al partito. Tuttavia, i ricorrenti non hanno dimostrato senza ombra di dubbio che sono mancati i requisiti minimi che consentono la certificazione delle anagrafi. Né, oggettivamente, sono pervenuti ricorsi da parte dei Circoli territoriali avverso le procedure di iscrizione e di certificazione delle Anagrafi”. Ricorso bocciato.

Sulla richiesta di annullamento del tesseramento di Foggia città “valgono le considerazioni svolte al punto 2) rispetto al clima in cui si è svolto il tesseramento negli ultimi anni nella Federazione di Foggia. La Commissione regionale di Garanzia della Puglia, tuttavia, ha respinto in primo grado il ricorso, all’esito della sua istruttoria, in quanto non ha ravvisato illegittimità nelle modalità di iscrizione presso l’Ufficio adesioni provinciale per quei cittadini impossibilitati ad iscriversi presso il locale Circolo. Ne’, in fase di audizione, la ricorrente ha fornito elementi ulteriori e più probanti a sostegno del proprio ricorso”.

Sulla richiesta, infine, di non ammissione della candidatura di Davide Emanuele a segretario cittadino di  Foggia “il ricorso è infondato” poiché (la candidatura è) “successiva alla chiusura del tesseramento e, di conseguenza, successiva alla cessazione del proprio ruolo nell’Ufficio adesioni cittadino, che termina le proprie funzioni con la consegna delle anagrafi all’Ufficio adesioni provinciale”.

Nel bocciare quasi tutti i ricorsi, però, la commissione di garanzia decide “di segnalare alla Segreteria nazionale la necessità di inviare un Garante nella Federazione di Foggia, per assicurare il corretto svolgimento delle operazioni di tesseramento al PD per l’anno 2018”.

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