Ai cinquestelle "girano" le pale eoliche, la Regione salva gli impianti sul gong: "Che grandissima porcata"

La proposta di legge approvata ieri dalla maggioranza Emiliano tratta il tema del fine vita degli impianti dell'eolico. M5S sulle barricate: "A fine ciclo dovevano essere rimossi, resteranno. Un condono"

Foto di repertorio

Un vero e proprio “condono” di tutti quegli impianti che, giunti a fine vita, avrebbero dovuto essere dimessi. Una “porcata”, "la peggiore di questa legislatura”. Si sprecano i termini del Movimento 5 Stelle contro la proposta di legge approvata ieri a maggioranza in consiglio regionale (27 voti favorevoli) in materia di «promozione dell’utilizzo di idrogeno e il rinnovo degli impianti esistenti di produzione di energia elettrica da fonte eolica e per conversione fotovoltaica della fonte solare». Presentata circa un anno e mezzo fa dal capogruppo di ‘Noi a Sinistra’, Enzo Colonna (che si è detto ‘molto soddisfatto’), si compone di 19 articoli che impegnano la Regione Puglia a promuovere l’ammodernamento degli impianti di produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile, ottimizzando la produzione di idrogeno.

Come noto, infatti, nel 2017 l’Italia ha adottato la Strategia Energetica Nazionale (SEN), che ha posto l’obiettivo di raggiungere e superare gli obiettivi ambientali e di decarbonizzazione al 2030 definiti a livello europeo, in linea con i futuri traguardi stabiliti con l’Accordo di Parigi. Lo sviluppo delle rinnovabili, tuttavia, non può prescindere dalla compatibilità tra gli obiettivi energetici e le esigenze di tutela del paesaggio. A tale proposito, la SEN favorisce i rifacimenti degli impianti da fonti rinnovabili (eolici, idroelettrici e geotermici) semplificandone gli iter autorizzativi di revamping, dà priorità alle aree industriali dismesse e destina maggiori risorse agli interventi per aumentare l’efficienza energetica, con progressiva riduzione di quelle destinate alle rinnovabili.

In questo contesto, la Regione Puglia si pone tra le prime regioni in termini di produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile (basti guardare il paesaggio della Capitanata); il legislatore regionale, dunque, è chiamato ad aggiornare e implementare il quadro normativo in funzione degli obiettivi che sono stati tracciati a livello internazionale, europeo e nazionale, assumendo come strada maestra quella della decarbonizzazione del sistema produttivo, “soprattutto favorendo l’adozione di tecnologie di “frontiera” capaci di fare della Puglia una regione leader nella produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile, nell’efficienza energetica, nonché nell’implementazione di politiche per favorire una economia sostenibile e resiliente” è scritto. Per questa ragione, secondo la proposta di legge adottata, “è opportuno da un lato favorire i processi di ammodernamento degli impianti di produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile esistenti sul territorio regionale, per non disperdere il patrimonio infrastrutturale che nel frattempo è stato realizzato e, dall’altro, ottimizzare l’uso delle fonti rinnovabili mediante la produzione di idrogeno.

La proposta di legge adottata, in buona sostanza, si prefigge di: promuovere la produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile per contribuire alla riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra, ridurre la dipendenza dai combustibili fossili, migliorare la qualità della vita, riducendo le emissioni nocive in atmosfera (ossidi di zolfo, monossidi di carbonio, ossidi di azoto e polveri sottili) per accelerare il passaggio ad una clean economy, favorire un’economia basata sulla chiusura dei cicli produttivi, efficiente, resiliente e sostenibile, riconoscendo l’idrogeno come combustibile alternativo alle fonti fossili attraverso la sua produzione con energia elettrica prodotta da fonte rinnovabile”; quindi favorire l’ammodernamento degli impianti di produzione di energia elettrica da fonte eolica e per conversione fotovoltaica dell’irraggiamento solare, disciplinando i procedimenti amministrativi relativi agli interventi di integrale ricostruzione, potenziamento, rifacimento e riattivazione di impianti esistenti, nel segno della certezza regolamentare e della semplificazione amministrativa, subordinandoli alla riduzione delle ripercussioni negative sull’ambiente e del consumo del suolo, quindi con un migliore inserimento degli impianti stessi nel contesto paesaggistico e naturale. Ciò consentirebbe alla Puglia di dotarsi degli strumenti normativi necessari per affrontare il tema, ormai attuale, del “fine vita” degli impianti di produzione di energia da fonte eolica e solare, segnato dall’usura, dalla scadenza delle autorizzazioni e dalla conclusione del programma di incentivi”.

E se il governo con l'assessore Borraccino e la sinistra esultano, proprio il tema del fine vita ha fatto scattare sulla sedia il Movimento 5 Stelle, pronto ad impugnare il provvedimento. “Vergognoso quello che è successo oggi in aula – scrive il consigliere regionale pentastellato Cristian Casili in un post condiviso dalla cinquestelle foggiana Rosa Barone -. La maggioranza si è votata da sola una legge che di fatto è una sanatoria agli impianti eolici e fotovoltaici che insistono su aree di pregio paesaggistico e ad alta vocazione agricola della nostra regione. In sintesi – continua Casili-, questi impianti erano a fine vita e dovevano essere rimossi.

A proposito, dove sono finite le fideiussioni versate dagli sciacalli delle rinnovabili? Queste fideiussioni servivano proprio alla rimozione degli impianti a fine ciclo. Pensiamo a tutte quelle pale eoliche che hanno squarciato i paesaggi della Capitanata e del Sub appenino foggiano che, senza questa porcata di legge, dal prossimo anno sarebbero state rimosse. Pensiamo ai campi agricoli del leccese tempestati di fotovoltaico anche in questo caso nelle are di maggior pregio. Ma in tutte le province pugliesi non si contano le autorizzazioni date alla mafia delle rinnovabili

Con questa merda di legge si prorogano autorizzazioni per impianti collocati in aree non idonee ai sensi del PPTR e del R.R. 24/2010, che nel 2020 avrebbero finito il loro ciclo di vita. Un plauso al consigliere Colonna, all’assessore Borracino bravi a parlare di paesaggio a chiacchiere, nei fatti insieme a tutti i loro colleghi di maggioranza hanno votato una grandissima porcata, la peggiore di questa legislatura” conclude, duro, Casili.

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