Consiglieri d’opposizione frenano le nomine di Landella allo Scillitani: la Regione invia ispezione

Il sindaco di Foggia ha nominato in seno al consiglio dell'ex IPAB, Stella Foglio e Patrizia Roberto, rispettivamente per la maggioranza consiliare e la minoranza. Ispettore potrebbe decretare nulli gli atti

Il Comune di Foggia

La Regione Puglia  invia una ispezione  alla Fondazione Opera Pia Lorenzo Scillitani per verificare la legittimità delle nomine in seno al CdA fatte dal sindaco Franco Landella. L'ispezione starebbe avvenendo in queste ore e potrebbe decretare nullo l'insediamento del nuovo organo amministrativo avvenuta ieri.

Lo fa dopo una istanza dei consiglieri comunali di minoranza al dirigente del Servizio pari opportunità della Regione Puglia circa una presunta violazione delle norme contenuta nel decreto con cui il 9 ottobre scorso il sindaco di Foggia ha nominato in seno al consiglio dell'ex IPAB, Stella Foglio e Patrizia Roberto, rispettivamente per la maggioranza consiliare e la minoranza.

La normativa regionale, infatti, come noto, dà al Comune in cui ha sede la Fondazione la facoltà di nominare due amministratori, rappresentativi delle due parti consiliari. E però, per undici consiglieri foggiani di opposizione quello del sindaco Landella sarebbe un atto "illegittimo", da considerare del tutto nullo ed inefficace, non solo perché avverrebbe tramite decreto sindacale laddove il nuovo Statuto della Fondazione, all'art.5, prevederebbe una deliberazione di Consiglio comunale, ma perché una delle due nomine sarebbe priva del parere del soggetto interessato, la minoranza appunto, se è vero che undici consiglieri hanno firmato un atto in cui alzano le barricate.

A protestare, nero su bianco, i due consiglieri Pd (Alfonso De Pellegrino ha firmato in qualità di capogruppo), Augusto Marasco, Paolo Citro, Rosario Cusmai, Luigi Buonarota, Giuseppe Mainiero, Leonardo Iaccarino, Marcello Sciagura, Vincenzo Rizzi e Raimondo Ursitti. Mancano all'appello le firme di Saverio Cassitti e di Sergio Clemente.

Scrivono i consiglieri comunali: "In primo luogo lo Statuto della Fondazione Scillitani, come peraltro formalizzato attraverso provvedimento del consiglio regionale, conferisce la facoltà di poter nominare e designare i soggetti membri del cda unicamente al consiglio comunale". "Da ultimo il sindaco dichiara di aver sentito la minoranza prima di disporre le nomine, circostanza del tutto avulsa dalla realtà atteso che giammai alcuno dei consiglieri sottoscriventi è stato formalmente ed informalmente anche solo tenuto a conoscenza delle determinazioni del sindaco. [...] Chiedono pertanto di ritenere il decreto del tutto nullo ed inefficace". 

LE PRECISAZIONI DEL COMUNE E DI LANDELLA

Istanza che sarebbe stata accolta dalla Regione che, tramite il suo dirigente Pierluigi Ruggiero, avrebbe verificato la difformità del decreto sindacale rispetto alle disposizioni statutarie della Fondazione e invitato l'ex IPAB a sospendere ogni attività connessa, sì da consentire un approfondimento della questione.  Approfondimento, appunto, che starebbe avvenendo in queste ore con l'invio a Foggia di un ispettore regionale che potrebbe decretare nulli gli atti e bloccare l'insediamento del nuovo cda.

Fondata nel 1881 dall'allora sindaco Lorenzo Scillitani e situata nel centro di Foggia, l'ex IPAB rappresenta un polo importante per l'assistenza e l'educazione morale ed intellettuale in città, orientata all'attenzione al povero, all'accoglienza dei giovani universitari, all'istruzione e alla cultura.

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