Mozione spacca la politica sulla sicurezza. Il PD fa arrabbiare Iaccarino: "Scorretti". FI: "Avvoltoi". FdI: "Incoerenti"

Le dichiarazioni del Presidente del Consiglio comunale di Foggia, Leonardo Iaccarino, dei consiglieri comunali e coordinatori cittadini Pasquale Rignanese e Dario Iacovangelo, di Lasalandra e Di Giuseppe per i Fratelli d'Italia

Il Comune di Foggia

La decisione del Partito Democratico di sfilarsi dalla maggioranza e di presentare anzitempo, e alla stampa, una mozione legata alla sicurezza e alla legalità, una sorta di documento-ricetta sull'emergenza criminalità, non è piaciuta alle opposizioni. D'altronde ci si aspettava questa reazione.

Il PD - che ieri non ha escluso che si possa giungere ad un percorso condiviso - ha demandato la discussione al luogo deputato, la massima assise, perché un confronto sulla primogenitura rischerebbe di strozzare il dibattito. "Vogliamo stimolare tutte le altre forze politiche ad alzare il livello del confronto, perché su questi temi non bastano gli slogan" aveva dichiarato il segretario cittadino Davide Emanuele.

I dem hanno battuto sul tempo tutti. Per questo, dalle parti di Palazzo di Città, non si sono fatte attendere le reazioni del presidente del Consiglio comunale e dei forzisti Riganese e Iacovangelo.

Mozione PD: la risposta di Iaccarino

"I componenti del gruppo consiliare del Partito Democratico al Comune di Foggia questa si sono resi protagonisti di una scorrettezza istituzionale e politica su un tema come quello della Sicurezza e della Legalità che, tra l'altro, non dovrebbe essere caratterizzato da divisioni. Dopo tre riunioni della conferenza dei capigruppo tenutesi nell'Ufficio di Presidenza, tutte aventi ad oggetto il tema della sicurezza urbana, dopo aver unanimemente deciso di presentare una mozione condivisa da tutti i gruppi politici e dopo aver offerto al Presidente del Consiglio comunale piene rassicurazioni sul fatto che nessuna forza politica avrebbe fatto fughe in avanti, oggi scopriamo la ricetta del Partito Democratico. Un vero e proprio sgarbo che si sarebbe dovuto evitare anche in vista della quarta ed ultima riunione dei capigruppo, in programma domani a Palazzo di Città. Sono amareggiato e sbigottito dal comportamento del Pd foggiano, da cui non accetto lezioni e che, evidentemente, deve essere affetto da qualche forma di dissonanza cognitiva se prima afferma una cosa e poi ne fa un'altra".

Pasquale Rignanese e Dario Iacovangelo: la risposta al PD

“La sicurezza e la legalità sono argomenti che dovrebbero vedere tutti dalla stessa parte della barricata, senza distinguo né strumentalizzazioni politiche da campagna elettorale permanente. In questo senso ci aspettavamo che il Partito Democratico cogliesse l’importanza della fase che attraversa la città e che lavorasse per costruire, anche in termini di proposte, un fronte unitario. Purtroppo invece siamo costretti a constatare che l’obiettivo del PD non è quello di definire una posizione unitaria ed univoca ma di usare questo tema come pretesto per fare bassa polemica politica. Non è un caso che mentre i gruppi consiliari lavorano per una mozione unitaria da presentare in un Consiglio comunale in cui manifestare compattezza e unità, il Partito Democratico si sia affrettato a convocare in solitudine una conferenza stampa nel corso della quale lanciare accuse ed illustrare un elenco di buoni propositi. Crediamo che i nostri colleghi abbiano perso un’occasione per dimostrare maturità politica ed istituzionale, facendosi risucchiare da un’ansia di protagonismo che nella lotta alla mafia e alla criminalità è l’esatto contrario dell’atteggiamento che sarebbe opportuno assumere.

Recitare il ruolo degli avvoltoi politici non fa onore ai consiglieri comunali del PD, con i quali speravamo di poter avere un rapporto costruttivo e propositivo su questa questione. Assistiamo invece a mezze insinuazioni, ad allusioni da sapore calunnioso e ad un tono della discussione che sembra quello usato nel corso delle campagne elettorali. Ai consiglieri del PD vogliamo dare una notizia: la campagna elettorale è terminata ed il centrosinistra è stato bocciato dagli elettori. Sarebbe quindi il caso di abbandonare i toni della propaganda per vestire i panni degli amministratori. È da speculatori, ad esempio, accusare il sindaco di essere stato assente ad incontri istituzionali dedicati alla lotta alla mafia. A nessuno di quegli appuntamenti l’Amministrazione comunale ha mai fatto mancare la sua presenza, anche quando il sindaco, per motivi personali e familiari, era fuori città. Si tratta dunque di una polemica di bassissimo livello, che qualifica chi l’ha imbastita ed orchestrata.

Non possiamo accettare lezioni da chi ha distrutto Foggia durante la sua esperienza di governo della città, tanto più di fronte ad un tema che esige il massimo della serietà e della coesione politica. Il PD accusa questa Amministrazione comunale di inerzia dimenticandosi che con le Giunte di centrosinistra mai il Comune di Foggia si è costituito parte civile in un processo per reati estorsivi, abitudine virtuosa introdotta al centrodestra. Il PD chiede a questa Amministrazione comunale maggiore attenzione per la videosorveglianza, dimenticando che il governo cittadino del centrodestra è stato quello che ha installato il maggior numero di videocamere, riattivando quelle non funzionanti e coprendo aree prima sprovviste di videosorveglianza. Il PD invoca l’applicazione del DASPO Urbano, ignorando che l’Amministrazione comunale di centrodestra è stata tra le prime in Italia ad applicare questa misura. Insomma, siamo nel campo della piccola strumentalizzazione politica, praticata peraltro sottraendosi a quella dimensione di unità politica ed istituzionale che dovrebbe essere un dovere etico nel contrasto ad ogni forma di criminalità e nell’affermazione del principio di legalità”.

Di seguito si riporta nota stampa Fratelli d’Italia sul tema della criminalità. Si prega fare massima diffusione
Grazie

La Salandra e Di Giuseppe replicano al Partito Democratico

“Ci sono momenti in cui la polemica politica dovrebbe essere silenziata, privilegiando la responsabilità. Ci sono occasioni in cui l’unità politica, al netto delle posizioni di ciascuno, dovrebbe valere di più di una sortita finalizzata a guadagnare un po’ di visibilità mediatica. La legalità e la sicurezza sono ambiti che impongono questa linea. O che quantomeno dovrebbero suggerirla come buona prassi. Il Partito Democratico, forse già in preda alla trance agonistica da campagna elettorale per le regionali, pare ignorare questi basilari principi. La conferenza stampa tenuta per incrociare i guantoni con il sindaco e la maggioranza di centrodestra in vista del Consiglio comunale monotematico dedicato all’emergenza criminalità lo dimostra oltre ogni ragionevole dubbio. Nessuna volontà di partecipare alla stesura di una mozione unitaria, smentita clamorosa di tutto il lavoro corale tenuto in Conferenza dei capigruppo, attacchi senza alcun fondamento e proposte già contenute nell’attività condotta dalle altre forze politiche sono la dimostrazione di una strumentalizzazione che va censurata senza indugio né attenuanti.

Sottolineare e valorizzare l’unità politica ed istituzionale, specie su un terreno così delicato e decisivo per lo sviluppo di una comunità, vale più di un titolo sui giornali, più di una intervista televisiva, più di uno spot sui social. Fratelli d’Italia, in questo senso, non ha mai fatto mancare il proprio contributo al raggiungimento di questo obiettivo, che non è una spilletta da appuntarsi sul bavero della giacca ma sostegno concreto allo straordinario lavoro svolto dalla ‘Squadra Stato’. Perché se la politica si divide per motivazioni di polemica politico-elettorale, anche la battaglia dello Stato sarà più difficile e anche gli sforzi dei massimi organi istituzionali e delle stesse Forze dell’Ordine saranno più deboli. Non può esserci spazio per le divisioni  nel contrasto a mafia e criminalità, per la diffusione di una sana cultura della legalità. Non può esserci spazio per contrapposizioni quando la partita è così importante. 

Non è in questo modo che il PD difenderà Foggia da chi vuole calpestarla e violentarla. Non è così che il PD dimostrerà di essere dalla parte della legalità. In questo modo il suo gruppo consiliare ed i suoi dirigenti cittadini e provinciali dimostrano soltanto una vocazione a strumentalizzare qualunque cosa per provare a racimolare un po’ di voti. Esattamente ciò che non si dovrebbe fare in queste circostanze. 

Spero, come cittadino prima ancora che come dirigente politico e di partito, che il Partito Democratico possa rinsavire e recuperare un minimo di coerenza rispetto alle cose dette durante le numerose Conferenze dei capigruppo, in modo da rendere il Consiglio comunale sull’emergenza criminalità per davvero un momento di unità reale da contrapporre alla violenza della delinquenza e della criminalità organizzata. Diversamente, sia pure con dispiacere, saremo costretti a prendere atto che per il PD un tema come quello della sicurezza e della legalità non è altro che un palchetto dal quale provare ad improvvisare un comizio urlato. Con tanti saluti al profilo che una forza politica responsabile e seria dovrebbe tenere”.

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