Moto airbag per salvare la vita, ecco la proposta di legge dei 'Legal riders': obiettivo 50mila firme, nel nome della 27enne Elena Aubry

L’iniziativa è partita dal gruppo di associazioni motociclistiche #tuttinsiemeconelena creato e capitanato da Graziella Viviano, madre di una giovane motociclista, Elena Aubry, che ha perso la vita in un incidente in moto accaduto a Roma nel 2018

L’associazione Legal Riders, composta da avvocati motociclisti del Foro di Foggia, ha presentato il 28 ottobre scorso, presso la Suprema Corte di Cassazione di Roma, una proposta di legge di iniziativa popolare dal titolo “Salviamo la vita e riduciamo i costi sociali: incentivi per i moto airbag”, pubblicata in G.U. n.254 del 29.10.2019. L’iniziativa è partita dal gruppo di associazioni motociclistiche #tuttinsiemeconelena creato e capitanato da Graziella Viviano, madre di una giovane motociclista, Elena Aubry, che ha perso la vita in un incidente in moto accaduto a Roma sulla via Ostiense il 7.5.2018.

L’evento di presentazione dell’iniziativa si è svolto a Roma in piazza Cavour, il giorno in cui Elena Aubry avrebbe compiuto 27 anni, alla presenza di tanti motociclisti appartenenti ad associazioni di tutta Italia, e l’intervento di giornalisti e tv nazionali.

Il testo della proposta di legge è stato redatta da un pool di avvocati facenti parte dell’associazione Legal Riders e prevede, a seconda dei casi, la deducibilità dal reddito imponibile ovvero la detraibilità dalle tasse del costo sostenuto per l’acquisto del MotoAirbag.

I MotoAirbag sono dispositivi di protezione individuale che si gonfiano immediatamente prima dell’impatto, proteggendo le parti vitali del corpo del motociclista, con una efficacia tale da garantire una riduzione delle lesioni in caso di sinistro.

La proposta di legge, dunque, nasce dall'esigenza di tutelare l’incolumità dei conducenti e dei passeggeri di motocicli e ciclomotori, utenti della strada ritenuti vulnerabili in quanto più esposti al rischio rispetto ad altre tipologie di utenti: secondo i dati statistici raccolti dall’Istat per l’anno 2018, sono stati oltre 54.000 i feriti e 793 i morti a seguito di sinistri sulle due ruote.

La proposta di legge, che ha già sollevato l’attenzione del mondo politico, appare meritevole di interesse e di esame non soltanto per il fine intrinseco della stessa, di evidente rilievo sociale, ma anche e soprattutto perché l’utilizzo di tale protezione, in caso di sinistro, ridurrebbe enormemente i rischi di lesioni gravi e/o gravissime, nonché di decesso dei motociclisti, il che si tradurrebbe inevitabilmente in un risparmio della spesa pubblica in termini di costi sociali, tra i quali rientrano quelli sanitari, le provvidenze economiche a sostegno della invalidità/inabilità, con innegabili benefiche ripercussioni sull'intera comunità.

Inoltre, tenuto conto della reale efficacia dei dispositivi di protezione individuale in predicato, appare verosimile ipotizzare un intervento delle compagnie assicurative di diminuzione dei premi in favore degli utilizzatori dei motoairbag, ovvero di futura riduzione delle tariffe assicurative in conseguenza dell’auspicabile calo del numero di morti e feriti sulle due ruote.

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L’iniziativa proseguirà con la raccolta di almeno 50.000 firme ed il successivo deposito in Parlamento per la relativa discussione ed eventuale approvazione. Nel frattempo, si auspica un intervento di tutte le forze politiche, che potrebbe far approdare questa proposta di legge già nella prossima legge di bilancio.

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