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Emiliano benedice civici e dem foggiani: "La squadra più forte che potevamo mettere in campo"

 

"Questa è la squadra più forte che potevano mettere in campo. Mi auguro basti per contrastare il vento contrario che soffia nei confronti del centrosinistra. La gente mi dice chiaramente che non voterà Pd; si chiedono come fare a mandare un messaggio politico a Renzi e contemporaneamente a non fare troppo male al Pd. Molti si stanno rifugiando nei 5 stelle. Io dico loro che non è utile distruggere il Pd. Io stesso sono il primo avversario politico di Renzi ma il Pd è l'unico partito che consente ad una personalità come la mia di poter parlare, di poter candidarsi". Quasi un appello al meno peggio quello di Michele Emiliano, oggi a Foggia per la benedizione delle candidature di centrosinistra.

Il principale oppositore interno di Renzi e presidente della Regione Puglia non ci sta a legare il suo governo all'esito delle urne: "Questa è la campagna elettorale di Renzi. Io faccio la mia parte il sabato e la domenica. Non è il mio progetto di governo che viene sottoposto ad esame . Cerchiamo di valorizzare la squadra, sperando di contenere così la protesta".

Candidature dem e civiche, alla presenza dei rispettivi padrini politici, gli assessori Leonardo Di Gioia e Raffaele Piemontese. "Qui c'è la fotografia di quello che dovrebbe essere il Pd, una squadra aperta ed inclusiva per merito. Da noi un nostro parente è fuori per definizione" dichiara, sferrando un duro attacco alla candidatura di Michaela Di Donna e alla sua parentela con il sindaco di Foggia, verso il quale Emiliano ha parole non proprio di elogio ("Mi rendo conto che nn puoi cavare sangue dalle rape" gli rifila al primo cittadino).

Possibile che il centrodestra a Foggia non abbia di meglio da proporre che un soggetto della famiglia? Quella è una candidatura che mortifica la classe dirigente di una intera città".

E quando gli si fa notare che anch'egli ha in giunta situazioni di parentela (Totò Ruggieri, cognato del deceduto Totò Negro), replica per tutta risposta: "Uno è deceduto, se dobbiamo anche fare raffronti con chi non c'è più, la vedo dura".

"Realisticamente parlando, i sondaggi negli uninominali sono molti difficili da fare" dichiara, contestando le proiezioni che vedono il centrosinistra in netto calo. "Ovviamente non ci nascondiamo, il trend è negativo. Gli ultimi sondaggi dimostrano però che in Puglia tra plurinominale e collegi possiamo portare a casa con ragionevole certezza circa 9 - 10 deputati. 8 delle restanti posizioni sono contendibili. Io credo che se facciamo una buona campagna elettorale, possiamo invertire il trend iniziale fissato a 6 parlamentari. Tutto quello che otterremo in più sarà il risultato del lavoro di valorizzazione della squadra che abbiamo messo in campo".

Insomma, parla da capo politico Emiliano, da leader che aspetta Renzi al varco, pronto a sventolargli davanti agli occhi la sconfitta del suo Pd, che deve essere tanta ma non troppa. Giusta per il redde rationem interno. E chiama a raccolta l'anti-renzismo, spingendosi fino a Manfredonia: "Sono molto felice di andarci questo pomeriggio. Finalmente anche lì sta arrivando la modernizzazione della politica. Prima per entrare dovevi avere il passaporto. A Manfredonia devono capire che la Puglia è uno Schengen, che consente di muoversi liberamente

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