WhatsApp Landella, Mainiero condanna ‘il vile strumento dell’anonimato’ ma mette i puntini sulle ‘i’

Il commento di Giuseppe Mainiero alla denuncia pubblicata fatta da Franco Landella circa il messaggio WhatsApp dal contenuto diffamatorio nei confronti della moglie e di sua cognata

Giuseppe Mainiero

Dopo la dura presa di posizione del sindaco Landella contro “i professionisti della calunnia” e in merito al messaggio denigratorio e diffamatorio nei confronti della moglie e di sua cognata, che circolerebbe su WhatsApp, Giuseppe Mainiero si dice dispiaciuto: “Concordo, pienamente, con la sua condanna, morale e civica, prima ancora che politica, per il vile strumento dell’anonimato, ma la sua chiamata alla responsabilità merita alcune riflessioni, rispetto ad una solidarietà di facciata che troppo spesso la politica ipocrita non lesina”.

Per il consigliere comunale d’opposizione “che questa città viva in un clima avvelenato, non vi è dubbio ma il ‘sistema anonimo’ o, meglio ancora, il sistema “chiacchiericcio” ha trovato un habitat agevole, per alimentarsi, nel Palazzo di Città. Mi viene da pensare al caso del licenziamento del direttore generale di Amgas Spa, Marcello Iafelice, quando, caro sindaco, è giunto per “mano anonima” un plico altrettanto anonimo che denunciava un comportamento tenuto dall’ingegnere risalente al 2009. Quella stessa mano anonima ha consentito al C.d.A della società partecipata, di licenziare il direttore generale, a cui si è poi riconosciuto un risarcimento danni”.

Il capogruppo di Fratelli D’Italia-AN pone però una serie di interrogativi, proprio al primo cittadino: “Mi chiedo, ma non ho avuto risposta, come mai il Progetto “Antichi Mestieri” (poco più di 20 mila euro che coinvolgeva oltre 500 ragazzi) fu revocato alla vigilia delle elezioni regionali sollevando dubbi sulla trasparenza e sull’operato di chi allora ne aveva la responsabilità? Ed il “licenziamento” degli assessori? Cosa c’è stato di politico nella conduzione della macchina amministrativa negli ultimi due anni, io non riesco a scorgerlo. Un progetto politico di una coalizione politica che è stata derubricata ad uso e consumo di chi?”

Chi scrive si è candidato perché aderì ad un progetto politico di ‘Cambiamento’, e tutti ci aspettavamo che certi comportamenti e consuetudini, ormai consolidate nella nostra città, fossero archiviate e non gelosamente custodite. Il primo cittadino non può tirarsi fuori da tutto questo, tutti possiamo avere responsabilità, e probabilmente ne abbiamo, ma la misura della responsabilità va certamente commisurata alla “misura” ed alla “qualità” delle azioni che ognuno di noi ha compiuto. Personalmente, potrei giocare a tirarmi fuori dalla feccia che genera gli anonimi, e i fake sui social; ma ho sempre agito mettendoci la faccia assumendomi la responsabilità, non solo politica, di tutto ciò che faccio o dico. Non lo faccio, anche se la mia opposizione al ‘modello di governance landelliano’ è totale ed assoluta, ma, caro sindaco hai esercitato le prerogative di primo cittadino assumendo un profilo assolutamente incompatibile con quello della vittima. Ripristinare gli argini di un confronto politico civile è un compito che tutti dobbiamo assolvere, dal semplice cittadino al sindaco, ovviamente nella misura che il ruolo di ognuno di noi richiede, iniziamo evitando richiami all’unità, ma operando nel rispetto dei ruoli di ognuno di noi senza svilire le rispettive prerogative”.

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