Io, Minniti e il PD foggiano che sarà: l'intervista a Francesco Miglio

Il sindaco di San Severo primo firmatario in Capitanata della candidatura alla segreteria nazionale del partito dell'ex ministro all'Interno. Le ragioni di una scelta: "Ecco perchè sto con Marco"

In questi giorni Marco Minniti è in Puglia per presentare il suo libro. “Difficile che faccia un salto qui a San Severo, anche se noi la richiesta l’abbiamo avanzata” fa sapere il sindaco Francesco Miglio. La tabella di marcia dell’ex Ministro all’Interno è serrata. Dopo che ha sciolto la riserva, candidandosi ufficialmente alla segreteria nazionale del Partito Democratico, c’è da lavorare per portare dalla sua gli iscritti. Una candidatura senza bandiere è stata definita, costruita con il sostegno di 551 sindaci (la maggior parte renziani), e con il lavoro di mediazione di Lotti, Rosato e Guerini, con il fine di "salvare il partito" puntando ad evitare contrapposizioni personali. “Ma non è una candidatura renziana”: Minniti ci tiene a sottolineare la sua autonomia e Renzi al momento sembra giocare un’altra partita, alla ricerca di energie alternative fuori dal recinto del Pd. San Severo su Minniti c’è: Francesco Miglio lo aveva preannunciato già in occasione della consegna delle chiavi della città all’ex Ministro. E probabilmente non sarà l’unica. Altri sindaci dem stanno ragionando. Nella stessa Federazione provinciale c’è interessamento. Finanche Emiliano ne sarebbe sedotto. Per tanti è presto, però, per parlare. Bisognerà vedere quanto drena l’ex Ministro e che chances ha. Miglio, intanto, ci mette la faccia e apre le danze, candidandosi a diventare riferimento territoriale del calabrese di ferro.

Sindaco, detto fatto: ha firmato per Minniti.

Felice che abbia sciolto la riserva. Da governante ha dato un particolare contributo al nostro territorio e i risultati si stanno man mano vedendo. Da un punto di vista politico, poi, ho di lui grande stima ed apprezzamento. Questo Paese ha bisogno che persone della caratura di Minniti ne assumano la guida. Il quadro attuale, al di là di slogan e della facile propaganda, è davvero desolante. Ed io credo ancora che la politica sia una cosa seria, che non va gridata, men che meno ridicolizzata.

Da queste parti ha firmato solo lei?

Non so quanti altri sindaci siano del stesso mio avviso. So che c’è la volontà anche del sindaco di San Marco in Lamis (Michele Merla, ndr), perché me lo ha chiesto, altri sono in riflessione. Io a tutti caldeggio questa figura preziosa, alternativa alla demagogia e al populismo dell’attuale governo

Minniti si candida alla guida del Partito Democratico, di cui lei, ironia della sorte, è un fuoriuscito. Si prepara al ritorno, quindi?

Al momento si stanno valutando le primarie aperte, che non richiedono l’iscrizione al partito, pertanto al momento il tema non si pone. Naturalmente, nell’attimo in cui dovesse porsi, io ed altri amici non esiteremo un secondo a farlo. Credo fortemente in questo progetto.

Ergo, c’è un gruppo di persone già pronto accanto all’ex Ministro…

Non sarà solo l’adesione singola di Miglio ma un’adesione collettiva di un gruppo abbastanza nutrito che, come Miglio, ha avuto modo di apprezzare il livello politico e istituzionale di Marco Minniti.

Miglio si allontana così da Michele Emiliano?

Assolutamente. Anzi, io non so quali saranno le valutazioni che farà Emiliano, col quale continuo ad avere rapporto di amicizia personale, ma lo stesso potrebbe essere tra i supporters di Minniti.

Lei dice?

E’ un’ipotesi di lavoro. Neanche tanto remota.

Col Pd si torna in campo per riprendersi San Severo?

Penso che in questo momento, anche per la confusione che regna nel territorio avverso, questo campo non può che rappresentare l’unica proposta credibile per il governo della mia città. Non vedo alternative valide. Ecco perché bisogna fare uno sforzo tutti quanti insieme. Tutto ciò che si muove nell’arcipelago di sinistra, Pd, socialisti, penso all’esperienza di Leu anche, penso al civismo con cui il Pd ha collaborato e collabora tutt’oggi in Regione: è una rete da cui può scaturire una coalizione forte, l’unica in grado di costruire un argine a questa armata brancaleone molto confusa (il centrodestra, ndr), molto rissosa, che fa parlare di sè soltanto per ambizioni dei singoli ma non per un progetto complessivo sulla città. Anche in consiglio comunale ne hanno dato dimostrazione.

Ossia?

Le opposizioni si dividono anche in maniera feroce, non sono d’accordo su niente. Se veramente mettessimo San Severo in mano a loro non ne caveremmo nulla di buono. Ecco perché la mia è una chiamata al senso di responsabilità di tutti, a costruire  un progetto in continuità con la mia esperienza di governo. Che ha fatto cose molto positive, anzitutto sul fronte sicurezza, e ci sono altri trenta milioni di euro di progetti in cantiere. Certo, non tutto è andato per il verso giusto, motivo per cui l’impegno è usare prossimo quinquennio per tutte quelle azioni amministrative su cui abbiamo registrato qualche lentezza. Ma questa esperienza è certamente positiva e merita di proseguire. Alternative credibili in campo non ce ne sono.

Lei ha fatto riferimento ad un campo largo con i civici, di cui lei era espressione, almeno fino a ieri. E che oggi non si capisce più bene dove si collocano. E’ un divorzio?

Assolutamente. Quella del civismo è stata una stagione positiva, che ha consentito di vincere in molte città, penso a San Severo, a Lucera, a Cerignola. Ma anche di vincere la sfida delle regionali. E’ stato foriera di risultati importanti. E non è terminata. Ovviamente deve porsi in maniera salda e stabile all’interno del perimetro che governa attualmente la Regione Puglia, perché quel civismo in Capitanata nasce come forma di sostegno ad un certo mondo, quello del centrosinistra. Io credo che bisogna proseguire in quella direzione, non vedo direzioni diverse.

Ci sono avvicinamenti al centrodestra leghista.

L’esperienza fatta dal 2015 in poi ha poco in comune con il leghismo rissoso della provincia di Foggia e con il caos di Forza Italia. Non vedo un nesso politico tra il civismo che ho conosciuto io e questo centrodestra, che mi sembra la fotocopia venuta male di quello che è stato nel passato. Il civismo è altra cosa e, mi creda, non ha alcun punto di contatto con un campo a trazione leghista.

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