“Spogliamoci del male e vestiamoci del bene” e gli altri 33 buoni propositi per una Foggia migliore e sicura

Il Consiglio comunale di Foggia approva due mozioni su legalità, sicurezza e ordine pubblico. Tra le due proposte coincidono solo tre punti. Il M5S con la maggioranza, Palmieri con quella del PD

Il Consiglio comunale di Foggia

La fusione non è riuscita, almeno tecnicamente. La legalità non sarà né di destra né di sinistra, ma nel Consiglio Comunale di Foggia emergono due approcci diversi. Unificare i due ordini del giorno sull'emergenza ordine pubblico e sicurezza urbana, come auspicato al momento della votazione dal sindaco Franco Landella, che sul metodo fino all'ultimo ha nutrito qualche perplessità, sarebbe stato farraginoso. L'aula sceglie di approvare all'unanimità entrambi i documenti, uno sottoscritto dalla maggioranza e dal Movimento Cinquestelle, l'altro presentato dal PD e firmato anche dalla consigliera Anna Rita Palmieri (La città dei diritti). Nei desiderata, si considerano integrati.

Fatta salva la premessa, ugualmente incentrata sulla recrudescenza dei fenomeni criminali, coincidono alla perfezione solo tre punti: l'istituzione della Consulta cittadina per la legalità, l'attivazione dei Progetti di Pubblica Utilità in cui coinvolgere i percettori del Reddito di Cittadinanza e l'adozione del regolamento comunale per l’utilizzo dei beni confiscati alla mafia. Altre soluzioni individuate sono parzialmente affini, ma ab origine le ricette non erano le stesse. Sono 28 i presenti, con la partecipazione del solo Magnifico Rettore dell'Università di Foggia Pierpaolo Limone. Assenti giustificati i vertici delle Forze dell'Ordine, impegnati in un Comitato per l'ordine pubblico e la sicurezza a Barletta. In apertura dei lavori, il presidente del Consiglio Comunale Leonardo Iaccarino ha ringraziato i capigruppo e la Commissione Regolamento per aver partecipato al suo Tavolo Semipermanente, che ha ragionato sulle proposte da portare in aula, mai convogliate in un documento unico.

LA RETORICA DELLA LEGALITÀ - Grondanti della retorica di circostanza, talvolta declinata in espressioni surreali, gli interventi si sostanziano in alcuni spunti interessanti, analisi impietose, e più o meno laici propositi. Ad aprire le danze è il consigliere comunale M5S Michele Norillo che evidenzia il degrado della città e invoca le contravvenzioni: "È finita l'epoca del buonismo. Foggia non può più tollerare l'illegalità. Quante volte vediamo le macchine parcheggiate davanti al Comune? Vanno sanzionate". L'ex candidato sindaco del Movimento Giovanni Quarato si intesta il mea culpa: "È colpa di tutti se siamo arrivati a questo punto".

"Facciamo un ordine del giorno con gli attributi" suggerirà il consigliere Paolo Citro (Foggia Vince) dai banchi opposti. Ecumenica la frase simbolo del consigliere Antonio Capotosto (UDC): "Per combattere la criminalità ci vorrebbe una cosa essenziale: spogliarci del male e rivestirci del bene". Dopo due ore, il consigliere comunale Francesco D'Emilio (Fratelli d'Italia) bolla il dibattito come "un po' bizzarro", tuttavia, ammette, "è encomiabile il tentativo di formulare un canovaccio comune".

Pippo Cavaliere, convinto che molta della responsabilità sia dello Stato che ha sottovaluto il problema, non ha firmato nessuno dei documenti, ma li ha votati e parla a nome della minoranza: "Auspico che ci possa essere una convergenza. Ma l'opposizione ha qualche recriminazione nei confronti di questa maggioranza che non ci porterà ad uno scontro sulla questione criminalità: è bene che prevalga il senso di responsabilità".

Luigi Fusco (Fratelli d'Italia) propone un progetto di finanza per incrementare il numero di telecamere in città. "La legalità è uguale alla libertà, dovrebbe essere la normalità. Alla base c'è la prevenzione".

Da Salvatore De Martino (Lega) arriva un appello ai partiti: "Alla vigilia delle elezioni regionali li invito ad essere forti e creare liste pulite, che non abbiano assolutamente nessuna possibilità di commistione e mistura con chi sta dall'altra parte".

L'unico vero guizzo lo offre Leonardo Di Gioia: è one man show. "Consiglio tardivo", "una seduta psicologica". Va giù pensante sulle "cattive frequentazioni" della politica, le passerelle, e tira fuori dal cilindro la Stazione Unica Appaltante, in un effervescente testa a testa con il sindaco Franco Landella (ne riferiamo in altro articolo).

Il PD ha già detto tutto lunedì in una conferenza stampa, battendo sul tempo i colleghi, e il capogruppo Lino dell'Aquila si limita a sintetizzare i contenuti delle cinque pagine zeppe di proposte.

Il sindaco Franco Landella zittisce i detrattori: guardiamoci allo specchio. Arriva dopo tre ore di Consiglio Comunale e chiude con un concetto che mette tutti d'accordo: il lavoro. "Il territorio da una parte rivendica un'attenzione maggiore in termini di sicurezza e dall'altra un'attenzione per le politiche del lavoro, perché bisogna dare opportunità a tanti ragazzi che oggi sono laureati e sono costretti ad andare fuori non più con la valigia di cartone ma con un pc e un master. Dobbiamo far capire che l'occupazione è un deterrente per chi è ancora affascinato dalla cultura del male".

L'ORDINE DEL GIORNO DI MAGGIORANZA - Il documento della maggioranza, che consta di 19 punti, si concentra principalmente sulle rivendicazioni del territorio: l'ampliamento del Palazzo di Giustizia e la risoluzione delle criticità derivanti dalla soppressione degli altri tribunali della provincia; l'istituzione della Corte d’Appello del Tribunale dei Minori, del Tribunale Amministrativo Regionale e della DDA; il rafforzamento degli organici delle forze dell'ordine e della magistratura; l'implementazione del sistema di videosorveglianza. L'Odg impegna sindaco e Giunta a istituire un Tavolo Tecnico Permanente sullo sviluppo economico e l'occupazione e ad assicurare funzionamento e ripristino dei sistemi di pubblica illuminazione urbana.

LA MOZIONE PD - Il Partito Democratico, in 14 punti, sintetizza una piattaforma molto più articolata presentata quattro giorni prima della seduta. Impegnativi i compiti: l'adozione del Modello Ercolano, per incentivare con misure di fiscalità di vantaggio la denuncia da parte dei commercianti onesti che non vogliono pagare il pizzo (ma a meno di un escatomage si potrà attuare solo una volta usciti dal Salva Enti); utilizzazione degli spazi delle tre Circoscrizioni per attivare programmi di antimafia sociale e promuovere una serie di attività nelle periferie; l'adesione ad “Avviso Pubblico", associazione che riunisce gli amministratori pubblici che si impegnano a promuovere la cultura della legalità democratica ed a condividere buone pratiche con altre amministrazioni; limitare le attività di scommesse e gli esercizi che hanno slot machine;  riorganizzare complessivamente il corpo della Polizia Locale, anche prevedendo presidi fissi di quartiere; attivare il Daspo urbano nei confronti di soggetti che svolgono attività di parcheggiatori abusivi e commercio abusivo.

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