C'è Speranza, per Foggia e per la Sinistra. Ruotolo: "Dobbiamo stare nei luoghi e trovare strumenti di partecipazione"

"Cè Speranza per Foggia e per la sinistra", è quanto afferma a FoggiaToday Gianluca Ruotolo, esponente di Articolo Uno, amico e punto di riferimento in Capitanata di Roberto Speranza, il segretario e ministro della Salute del governo giallorosso PD-Movimento 5 Stelle-Leu

Ruotolo rieccoci, facciamo un passo indietro, mi riferisco all'appello che Lei stesso aveva lanciato da queste colonne il 31 agosto a Pippo Cavaliere, al PD e al centrosinistra. E' cambiato qualcosa?

Rispetto a due mesi fa non ci sono stati movimenti o chiamate, non c'è ancora stato un tavolo che ha stabilito come rendere strutturale quell'organizzazione che abbiamo messo in piedi in campagna elettorale e con una guida sicura come Pippo Cavaliere.

Sta dicendo che si è fermi al 26 maggio

Non esattamente, i consiglieri comunali stanno svolgendo un lavoro utile e prezioso nel luogo della battaglia amministrativa, e lo stiamo vedendo, molto meno in quello della battaglia politica.

Tra la gente appunto

Esatto, siamo riusciti ad indicare un orizzonte, ma dobbiamo organizzare le persone e farle partecipare ai processi decisionali e di formazione delle idee. Cosa che però non si riesce ancora a fare.

Il rischio è di ritrovarvi fra qualche anno nella stessa situazione

Rischiamo di disperdere quello che avevamo sollecitato e di non sollecitarne di nuovi.

Per superare questa impasse cosa servirebbe?

Serve un luogo in cui capire come trasferire quel lavoro all'esterno e come stare più fuori per portare le istanze dei cittadini dentro. E' una cosa che bisogna fare insieme e che nessuna forza politica può sostenere da sola, Articolo Uno compresa.

Ruotolo sbaglio o l'impressione è che Foggia e il centrosinistra non stiano approfittando del governo giallorosso, ammesso che il governo giallorosso sia stato realmente letto, percepito e soprattutto capito

Credo che non si sia ancora compreso quale sia la portata del cambiamento della geografia che noi potremmo costruire in Italia con una maggiore applicazione e credo che Foggia, come tutte le realtà locali, si trovi in una fase di stordimento.

Ovvero?

La mancata traduzione dello schema politico nazionale a livello locale è dovuta non solo al fatto della mancata convinzione e della consapevolezza di qual è la posta in gioco ma anche al fatto che oggettivamente i livelli locali erano già deboli prima.

Oggi la sinistra cosa dovrebbe fare

Deve recuperare quel pezzo di popolo che il Movimento 5 Stelle aveva ben rappresentato e che nell'ultimo anno ha cercato uno sbocco più protezionista, nazionalista e rassicurante verso la Lega di Salvini. Deve farlo provando a tenere dentro quella battaglia di recupero, un pezzo di rappresentanza politica che a quelle domande aveva dato una risposta un anno fa.

E a livello locale?

A livello locale dobbiamo porci un'altra domanda, ovvero, come noi proviamo a recuperare quei pezzi di città che con noi non hanno più un rapporto, penso a periferie e giovani.

Come la sinistra può riuscirci, ammesso che la sinistra esista ancora in città?

C'è molta gente che fa molte cose di sinistra senza appartenere a nessun partito della sinistra.

Il punto quindi qual è?

E' come fai le cose, partecipazione e confronto con i cittadini. Quella fetta di città che non si fida, non si avvicina, che non ha voglia di interloquire con te, di interagire con te, ha bisogno di essere convinta e per riuscirci bisogna stare nei luoghi.

In che modo?

Una specie di presidio, bisogna studiare un modo che consenta al centrosinistra di stare nei luoghi, lo dobbiamo trovare. Presidio del territorio e partecipazione sono forme imprescindibili.

Secondo Lei c'è ancora un pezzo di città che ha voglia di partecipare alla vita politica?

Si, ma non è raggiunta dal modo e dal metodo che la politica usa.

Ruotolo, oggi che è venuto giù quel muro di incomunicabilità tra PD e cinquestelle, che stanno provando a governare insieme il paese, di cosa avrebbe bisogno il centrosinistra?

Di un progetto di ricostruzione, una nuova grande forza di sinistra. E noi, come Articolo Uno, siamo pronti a parteciparvi.

Sta dicendo che il PD andrebbe superato?

Sì, non è lo strumento di questo tempo. Il PD era nato nel 2007 con l'ambizione del maggioritario e del bipolarismo che tendeva al bipartitismo, con un contenitore ibrido di culture politiche mai arrivate a sintesi.

I tempi sono maturi per quel progetto di ricostruzione di cui parla Lei?

Non vedo grandi aperture di Zingaretti a un'operazione di questo tipo, ma staremo a vedere.

Cosa pensa di Renzi e di Italia Viva?

Renzi ha portato a compimento quello che non gli è riuscito con il PD, una forza politica di impostazione centro-liberale. La domanda di centro che Renzi rivendica credo che esista in un pezzo di ceto politico, ma non lo vedo nella società. Io non ho ancora incontrato un cittadino che non vota PD perché non è sufficientemente di centro. E' un movimento di ceto politico che serve a Renzi per avere un po' di protagonismo in questa fase e provare a contare qualcosa.

Dentro un'allenza di centrosinistra allargata alle forze moderate ci può stare anche Italia Viva?

Anche, sì.

A proposito, oltre che a Renzi, Lei ritiene che Italia Viva serva anche ai renziani foggiani per contare qualcosa?

Guardi, avendo Articolo Uno fatto una scissione, per rispetto sono portato a pensare che abbiano fatto questa scelta per profonda convinzione.

Lei quindi non vede un deficit di coerenza nell'operazione renziana?

Certo che lo vedo, non c'è dubbio. Il punto è che a mio parere, è la loro lettura della fase politica che li porta a commettere quell'errore e cioè a pensare che la battaglia con la destra si combatta al centro.

E dove se non al centro?

A livello popolare.

Oltre che costruire una forza di sinistra non crede che bisognerebbe trovare anche delle istanze di sinistra?

Si, bisognerebbe mettere su un'operazione che era riuscita ad esempio al M5S, penso al reddito di cittadinanza (che tradotto vuol dire un aiuto a chi non ce la faceva), alla lotta alla casta e ai privilegi e alla difesa dell'ambiente.

Queste sono istanze di sinistra?

Si, sono battaglie di sinistra

Ruotolo, apriamo una parentesi sulle Regionali. c'è anche il sostegno della vostra forza al presidente. Ne siete proprio convinti?

Certo, però mi preme anche dire che ci sono alcune cose che mettono a rischio il rapporto tra i pugliesi e il governo attuale e si dovranno affrontare.

E come valuta l'endorsement di Emiliano a Vendola?

Credo sia un modo per provare a ricostruire una unità delle forze di centrosinistra e della sinistra che in questo momento viene un po' minata da operazioni che non hanno grandissima sostanza politica ma sembrano delle operazioni di sabotaggio vere e proprie.

Il Vendola delle Fabbriche di Nichi può essere ancora oggi il modello al quale si dovrebbe ispirare la sinistra?

La sinistra deve ritrovare strumenti di partecipazione, quello lo era e può essere oggi uno degli strumenti, Dobbiamo però ricostruire una cassetta degli attrezzi più fornita

Secondo Lei cos'è o cosa dovrebbe essere la sinistra oltre ai 'porti aperti'?

Penso all'operazione superticket di Roberto Speranza, che contiene un messaggio politico perché il tema è togliere quegli elementi che rischiano di creare una profonda disuguaglianza. La lotta all'evasione è una battaglia contro le ingiustizie, mettere dei soldi in busta paga ai lavoratori dipendenti è un modo per riaddrizzare le disuguaglianze. Questa è la strada giusta.

Riprendiamo il discorso Regionali 2020, mi pare di aver letto che Articolo Uno non farà una lista a parte

Esatto, stiamo ragionando con altre forze per dar vita a una lista di ispirazione ulivista, che tenga dentro le forze socialiste, della sinistra, ambientaliste.

Non converrebbe inserirvi in una civica per Emiliano?

No, perché preferiamo una lista che abbia un collante politico chiaro.

Non crede che quella lista di cui parla sia un po' fuori dal tempo?

Di moda devono essere le idee.

Qual è il messaggio da mandare agli elettori?

Che il governo dei prossimi cinque anni della Puglia non può prescindere da una forte rappresentanza della sinistra in consiglio regionale, noi ci candidiamo a svolgere quella funzione in virtù della nostra storia, delle idee e dei candidati. Sono convinto che al di là del simbolo con cui ci presenteremo, se siamo in grado di veicolare le nostre idee, il messaggio arriverà.

E Lei si candiderà?

In questo momento sono impegnato nel processo di radicamento di Articolo Uno in provincia.

E come sta andando?

Entro la fine dell'anno quasi la metà dei comuni della provincia di Foggia avranno un segretario e organismi dirigenti.

Non si parla di nomi?

No, però posso dirvi che a livello regionale sto seguendo personalmente e con molta attenzione il percorso di costruzione di questa lista unitaria.

Speranza ministro della Salute, cosa vuol dire per voi in ottica Regionali?

Avere Roberto Speranza a capo del ministero della Salute non è solo una questione di rappresentanza politica della sinistra, ma anche la consapevolezza che Roberto è un amico della Capitanata e un riferimento che si occuperà della questioni della provincia di Foggia, terra a cui lui tiene tantissimo.

C'è Speranza per la sinistra?

C'è sempre Speranza per la sinistra.

Il Suo leader potrebbe essere anche il futuro leader del centrosinistra?

Lui è un grande dirigente politico che sicuramente potrebbe diventare uno dei leader della futura sinistra perché ha dimostrato un valore importantissimo: la coerenza. In più, ha grande visione e attitudine allo studio, all'approfondimento, non agli slogan.

Ruotolo, mi perdoni di nuovo il gioco di parole, c'è Speranza anche per Foggia?

Guardi, mettiamola così, se la speranza la cerchiamo nei luoghi tradizionali non la troviamo, penso invece che sia molto più forte e diffusa in micro movimenti, micro sensibilità e attenzioni, ma la politica non è ancora riuscita a rappresentarla o ad essere riconosciuta come sua rappresentante.

In sostanza, c'è speranza oppure no?

Sì c'è, c'è un substrato diffuso di consapevolezza soprattutto nelle nuove generazioni che però, mi ripeto, noi non riusciamo a rappresentare.

Ruotolo, siamo agli sgoccioli della nostra chiacchierata. Su questi primi mesi del Landella bis si sente di dire qualcosa?

Solo che a me sembra che il Landella bis porti, con naturalezza, il retaggio dei cinque anni scorsi. Lo slogan di Landella era 'La città non si ferma', infatti non si è fermata quella tendenza verso il declino, non vedo segnali in controtendenza. Quello a cui invece abbiamo assistito in questi primi mesi del secondo governo cittadino targato Landella è il bubbone sulle Politiche Sociali.

E poi?

E poi lo stato dei servizi pubblici è disastroso, c'è solo un bel cartellone del Teatro Giordano ma non basta ad invertire la qualità della vita della città e dei cittadini.


 

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