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Tra ultimatum agli alleati e rumorose spaccature, la Lega riparte dal Quartiere Ferrovia: "Vogliamo prenderci Foggia"

Il nuovo quartier generale del partito di Salvini inaugurato dal segretario regionale Andrea Caroppo che avvisa Forza Italia affinché prenda una decisione sulle primarie. Assenti Splendido e Cusmai. E Contini contesta

 

Si parte dagli amministratori locali. Gli stessi che compongono oltre il 70% del gruppo di parlamentari della scuderia di Matteo Salvini. Così sarà a Foggia e in Capitanata, come ha ribadito il segretario regionale Andrea Caroppo, nel giorno del taglio del nastro alla nuova sede in viale XXIV maggio, che è coinciso con la presentazione di quattro nuovi acquisti, i consiglieri comunali di Manfredonia Leonardo Taronna, e di Cerignola Vincenzo Specchio (ex assessore della giunta Metta) e Antonio Bonavita, oltre al vicesindaco di Zapponeta Vincenzo Riontino (al quale si aggiungeranno anche i colleghi Nicola La Macchia e Matteo Capocchiano).

La pattuglia della Lega si ingrandisce sempre di più, con il precipuo obiettivo di conquistare anche la Capitanata, a partire dal comune capofila. Triplicare quel 9% incassato nel territorio alle Politiche dello scorso 4 marzo è un dovere, come rimarca il segretario comunale Antonio Vigiano. Dopo le autoproclamazioni (sondaggi alla mano) come primo partito in Italia, servono le dimostrazioni concrete e tangibili. E per il capogruppo al consiglio Comunale di Foggia i presupposti non mancano. Come non mancano le stilettate nei confronti dei potenziali partner, ovvero Forza Italia. Per loro e l’atteggiamento attendista “la pazienza è finita”, avverte Caroppo. Devono fare una scelta, se prestarsi alle primarie, o proseguire la strada verso il Landella bis, ma da soli. Anche perché “l’attendismo degli altri finisce per premiare chi merita di essere severamente bastonato”, tuona Vigiano. Insomma, c’è l’esigenza di pianificare coalizione, uomini e programma, anche per intercettare quella fetta di elettorato alla quale mirano gli “inciucioni che stanno nascendo”, con chiaro riferimento al progetto civico allargato che vedrebbe insieme pezzi di centrodestra e Udc, ai quali potrebbe unirsi il Pd. “Foggia ha bisogno di una proposta politica seria, con un programma serio, con pochi punti programmatici ma applicabili. Senza quelle proposte farraginose dove si vede tutto e non si capisce nulla. Bisogna uscire dalla cura delle emergenze che ci sono perché i problemi non vengono mai affrontati. Occorre programmare gli interventi, e la Lega rappresenta la sintesi politica degna di questa città”.

L’obiettivo è raccogliere le istanze della gente, e la scelta di collocare la sede nel quartiere ferrovia è tutt’altro che casuale. “La Lega vuole riportare questa zona ai suoi antichi splendori. Sarà un’impresa ardua per il livello di degrado in cui è sprofondato il quartiere, ma noi abbiamo l’obbligo di recuperare uno dei salotti più belli di Foggia”, precisa Vigiano.

“Vogliamo cambiare Foggia, essere protagonisti in Capitanata, e farlo attraverso una proposta politica chiara, che veda la Lega come partito guida – rincara Caroppo –, che ne ha anche per il dimissionario assessore regionale Leo Di Gioia, ponendo di fatto la parola fine sui rumors che lo volevano vicino al partito di Salvini: “Il finto civismo è morto. Di Gioia è stato un interprete di un governo di centrosinistra travestito da civismo. Quella stagione è finita”.

Tuttavia, non è oro tutto ciò che luccica. All’affollato incontro, che ha visto presenti anche gli ultimi acquisti, come Luigi Miranda, ha fatto rumore l’assenza di Joseph Splendido e dell’ex segretario provinciale Daniele Cusmai (presente invece Raimondo Ursitti, seppur nelle retrovie). E non sono mancati i momenti di tensione antecedenti l’inaugurazione della sede. Il nuovo quartier generale della Lega è stato motivo di contestazione da parte del leghista della prima ora ed ex vicesegretario provinciale Silvano Contini. Una sede a Foggia il partito già ce l’aveva, ovvero quella di Vico Sant’Angelo, fornita gratuitamente da Splendido. Ma la scelta della nuova sede ha il sapore di una ulteriore quanto netta cesura con il passato e la fase commissariale pre-Caroppo. Contini che non ha lesinato critiche anche verso la cifra politica dei salviniani dell’ultima ora, una sorta di versione 2.0 di Forza Italia, vista la folta rappresentanza di ex Berlusconiani.

Insomma, l’allargamento della famiglia leghista mal cela gli effetti collaterali delle frizioni, come quelle riguardanti il nome del candidato sindaco, tra chi vorrebbe Miranda e chi invece spinge per la candidatura di Vigiano. Nel pomeriggio il capogruppo al consiglio comunale di Foggia e sub-commissario ha convocato la segreteria, nel tentativo di trovare un punto d’incontro. Tuttavia le fibrillazioni sono vive e frequenti, malgrado i tentativi di Caroppo di derubricarle a mere “situazioni frizzanti”.

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